Postilla al mio precedente articolo

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olio su tela
mie opere

Riporto, qui di seguito, l’ultima parte della Introduzione al libro di Fairfield Osborn “Our plundered planet” (Il pianeta saccheggiato) edito da Bompiani nel 1950.

“Il libro […]è un tentativo di mostrare il danno che l’uomo ha recato alla superficie della terra nei secoli più recenti e la crescente velocità con cui sta distruggendo le fonti stesse della vita. Questa è l’altra guerra, la guerra silenziosa, che copre tutto il mondo e la sua estensione supera quella della prima e della seconda deflagrazione mondiale. I suoi risultati ultimi, se alle presenti condizioni non sarà posto riparo, finiranno col creare sofferenze di una entità e vastità di cui gli esseri umani non hanno ancora conosciuto l’eguale e con il minacciare, alla fine, la sopravvivenza stessa dell’intera umanità.”

Non credo ci sia molto altro da dire, visto che settant’anni fa si dicevano le stesse cose che sentiamo oggi, anche tenendo conto che un’analisi ben dettagliata di questi problemi, l’aveva fatta anche Malthus già centocinquant’anni prima di Osborn, in piena rivoluzione industriale.

Non è stato fatto nulla allora e cent’anni fa eravamo già in ritardo.

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Terra e umanità

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bio-gnosi
mie opere
tecnica mista su carta

 

Se potessimo paragonare la vita della terra dalla sua formazione, a una giornata di ventiquattr’ore, dovremmo dire che l’essere umano vi è comparso negli ultimi minuti…e, in questo breve periodo, di casini e disastri è riuscito a farne tanti davvero: ci si è messo proprio d’impegno!

P.S. La mia opera, non è astratta, ma la rappresentazione ingrandita di un pezzettino microscopico di polmone ammalato.

Pensieri in libertà

 

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Stampa calcografica da punta secca su rame
mie opere

Cielo coperto, oggi, breve una brezza leggera accarezza la pelle.

Sussurri e voci lontane, spezzate, rumori ovattati, raggiungono queste stanze vuote e silenti, prima che lo schiamazzo e le urla dei vicini irrompano, senza riguardo, in questa piccola pace.
Un gatto miagola furioso il suo amore momentaneo davanti la siepe del giardino ove dimora un’odorosa gattina. Speriamo gli si conceda prima che faccia notte o il padrone di casa lo prenderà a randellate.

Le statistiche dicono che il reddito annuo pro capite di noi italiani è di trentaduemila euro. Davvero? Ma a chi mi devo rivolgere, quindi, per avere i ventitremila euro che mancano al mio? Anche se, a pensarci bene, un prete una volta aveva detto che noi casalinghe non dovremmo avere diritto a una pensione di reversibilità, visto che non abbiamo fatto nulla, nella nostra vita.
Ricordo la rabbia di mio marito, se non lo avessi fermato gli avrebbe mollato un pugno sul naso. “Tu- gli urlò-tu sei un fannullone che vive a spalle degli altri. Le nostre donne, casalinghe, lavorano più di noi uomini, si curano di noi, dei nostri figli, dei nostri vecchi. Sono attive ventiquattro ore al giorno e sono più utili di te alla società.”
Ho sentito che qualche parlamentare la pensa come quel prete.
Chissà, forse, in futuro le vedove che furono casalinghe andranno a mendicare il loro pane quotidiano, come facevano nel medioevo.

Ho fatto anche stamane il mio dovere, come ogni giorno: ho annaffiato i fiori e qualche pianta, le erbe aromatiche e un po’ di quelle spontanee.
Questo orto-giardino-frutteto ormai è solo la parvenza, l’ectoplasma di ciò che era una volta. Guarda, sta morendo anche il giovane ciliegio piantato tre anni fa, dove c’era l’inserto si è prodotto un fungo, ha invaso il tronco e il ramo. Tanto da due anni di ciliegie qui non se ne sono viste, e non solo nel mio giardino.

Abbiamo raccolto le albicocche dalle quattro piante prima che le cimici e le formiche le devastassero del tutto, erano anche state danneggiate dalla grandine. La grandine ha massacrato anche la povera pianta di carciofo. Niente frutti quest’anno e nemmeno quello stupendo fiore che lasciavo, ultimo, sulla pianta, per goderne il colore intenso e toccare la morbida elasticità della sua “barba” colorata di blu-viola.

Che cosa mi farò per pranzo oggi? Era così divertente cucinare quando la casa era piena, ma questo vuoto, ora, non favorisce il desiderio di manicaretti, il piacere di tavole imbandite, la voglia di passare del tempo a progettar ricette nuove.

Le gazze e le tortore stanno facendo il diavolo a quattro: altri gatti maschi sono venuti a fare la corte alla gattina.
Con questo caldo dovrebbero starsene tranquilli a dormire all’ombra.

A me basterebbe una piscina in cui sguazzare, senza rumori intorno e senza zanzare.

Gatti

Anche se attualmente non ho alcun animale da accudire, la mia preferenza, in assoluto, è sempre andata al gatto.
Ne ho sempre avuti fin da quando ero piccola, dalla prima vecchia gatta coriacea dal pelo a macchie tricolori fino all’ultima gattina nera con gli occhi d’oro da cui ho tratto la mia icona.
Negli anni vissuti in Istituto il gatto mi è sempre mancato.
Non voglio fare le lodi dei gatti, ci sono blog  e libri a loro dedicati, controversie, storie, leggende e fiabe che ne hanno parlato con dovizia.

Molti pittori hanno dipinto i gatti nei loro quadri e ne hanno studiato la “felinità”, come Leonardo e altri si sono divertiti a prendere in giro i grandi pittori.

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Disegni di Leonardo da Vinci
immagine presa dal web

 

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Gatta-Mona
immagine presa dal web

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Gatto-Doge
immagine presa dal web

Ci sono illustrazioni stupende, come quelle di Lesley Anne Ivory che ha prodotto immagini dei gatti che hanno frequentato la sua casa.

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immagine presa dal web

 

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L.A. Ivory
immagine presa dal web

Negli anni mi sono divertita anch’io a raffigurare qualche gatto che aveva scelto di condividere i miei spazi.

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grafite su carta
mie opere

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gesso su carta
mie opere

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dipinto su porcellana
terzo fuoco
mie opere

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stampa calcografica
da incisione a punta secca su rame
mie opere

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olio su tavola (il buco è vero, non è dipinto)
mie opere

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olio su tela
mie opere

2019

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Il temporale
olio su tavola
mie opere

Gli ultimi tre anni, 2016, 2017, 2018, sono stati deleteri per la mia famiglia e hanno lasciato segni indelebili.
Speravo che il 2019 potesse essere un anno tranquillo nel quale recuperare un po’ di serenità: in questi primi sei mesi è successo di tutto: fare l’elenco delle malattie gravi, dei morti, degli incidenti con conseguenze serie e a lungo termine che hanno colpito membri della mia famiglia, l’ultimo ieri che ha coinvolto tre persone, sarebbe lungo e inutile.

Non sono superstiziosa, pessimista, fatalista. Il mio realismo mi porta ad analizzare ogni situazione con logica e praticità, ma, se devo essere sincera, sto incominciando a sentirmi sul capo una nube plumbea che deve essersi molto affezionata a tutte le persone che amo.

Ostentazione

 

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Omaggio a Botticelli
grafite e pastello
mie opere

 

Stamane siamo stati svegliati, alle sett’albe, dalla musica a tutto volume che proveniva dal balcone di una nostra vicina di casa.
La nostra vicina è una persona sgraziata nel corpo e nell’anima, volgare, mal-educata, scorbutica, pettegola… la evitiamo come se fosse la peste bubbonica e lei, non potendo imporci la propria presenza, ci impone, a volte, la sua musica preferita.
Forse ha litigato con il marito o le è andato qualcosa di traverso, chissà.
Poiché è evitata da tutti sente spesso il bisogno di farsi notare.
Sono di molto più vecchia di lei e la conosco fin da quando era ragazzina e veniva “educata” a suon di ceffoni e male parole da sua madre, che era un donnone spregevole in tutti i suoi comportamenti.
“Chi da gallina nasce in terra raspa” sosteneva mia madre ed è purtroppo vero.

Ho sempre pensato che chi sente la necessità di mettersi in mostra, di ostentare ciò che possiede, di urlare nel proprio cellulare mentre passa per strada comunicando a tutti il proprio pensiero, di scorrazzare con auto e moto facendo baccano più del necessario, di “urlare” nel web contro tutto e tutti, di sbraitare in certe trasmissioni TV e sulle piazze d’Italia, sia quasi sempre un immaturo, un debole, un disadattato, un infelice.