Postilla al mio precedente articolo

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olio su tela
mie opere

Riporto, qui di seguito, l’ultima parte della Introduzione al libro di Fairfield Osborn “Our plundered planet” (Il pianeta saccheggiato) edito da Bompiani nel 1950.

“Il libro […]è un tentativo di mostrare il danno che l’uomo ha recato alla superficie della terra nei secoli più recenti e la crescente velocità con cui sta distruggendo le fonti stesse della vita. Questa è l’altra guerra, la guerra silenziosa, che copre tutto il mondo e la sua estensione supera quella della prima e della seconda deflagrazione mondiale. I suoi risultati ultimi, se alle presenti condizioni non sarà posto riparo, finiranno col creare sofferenze di una entità e vastità di cui gli esseri umani non hanno ancora conosciuto l’eguale e con il minacciare, alla fine, la sopravvivenza stessa dell’intera umanità.”

Non credo ci sia molto altro da dire, visto che settant’anni fa si dicevano le stesse cose che sentiamo oggi, anche tenendo conto che un’analisi ben dettagliata di questi problemi, l’aveva fatta anche Malthus già centocinquant’anni prima di Osborn, in piena rivoluzione industriale.

Non è stato fatto nulla allora e cent’anni fa eravamo già in ritardo.

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Terra e umanità

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bio-gnosi
mie opere
tecnica mista su carta

 

Se potessimo paragonare la vita della terra dalla sua formazione, a una giornata di ventiquattr’ore, dovremmo dire che l’essere umano vi è comparso negli ultimi minuti…e, in questo breve periodo, di casini e disastri è riuscito a farne tanti davvero: ci si è messo proprio d’impegno!

P.S. La mia opera, non è astratta, ma la rappresentazione ingrandita di un pezzettino microscopico di polmone ammalato.

Fahrenheit 451

Copyright del 1951: profetico e attuale, ha previsto, quando ancora Internet e i giochi elettronici non erano d’uso comune, l’anestetizzazione delle menti e la deculturizzazione delle masse.

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mie foto

“Se il governo è inefficiente, appesantito dalla burocrazia e in preda a delirio fiscale, meglio tutto questo che non il fatto che il popolo abbia a lamentarsi. Pace, Montag. Offri al popolo gare che si possono vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell’Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l’anno passato. Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri d’essere “veramente bene informati”.

Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi.

Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia onde possano pescare con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.

Chiunque possa far scomparire una parete TV e farla riapparire a volontà, e la maggioranza dei cittadini oggi può farlo, sarà sempre più felice di chiunque cerchi di regolo-calcolare, misurare e chiudere in equazioni l’Universo, il quale del resto non può esserlo se non dando all’uomo la sensazione della sua piccolezza e della sua bestialità e un’immensa malinconia.

Lo so, perché ho tentato anch’io; ma al diavolo cose del genere. Per cui, attaccati ai tuoi circoli sportivi e alle tue gite, ai tuoi acrobati e ai tuoi maghi, ai tuoi rompicolli, autoreattori, motoelicotteri, donne ed eroina, e ad ogni altra cosa che abbia da fare coi riflessi condizionati.

Se la commedia non vale niente, se il film non sa di nulla, se la musica è sorda, punzecchiami col pianoforte elettronico, fragorosamente. Io crederò di rispondere alla musica, quando invece si tratta soltanto di una reazione tattile alla vibrazione.

Ma che m’importa? Tanto, a me piacciono i divertimenti solidi e compatti.»

Pensieri in libertà

 

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Stampa calcografica da punta secca su rame
mie opere

Cielo coperto, oggi, breve una brezza leggera accarezza la pelle.

Sussurri e voci lontane, spezzate, rumori ovattati, raggiungono queste stanze vuote e silenti, prima che lo schiamazzo e le urla dei vicini irrompano, senza riguardo, in questa piccola pace.
Un gatto miagola furioso il suo amore momentaneo davanti la siepe del giardino ove dimora un’odorosa gattina. Speriamo gli si conceda prima che faccia notte o il padrone di casa lo prenderà a randellate.

Le statistiche dicono che il reddito annuo pro capite di noi italiani è di trentaduemila euro. Davvero? Ma a chi mi devo rivolgere, quindi, per avere i ventitremila euro che mancano al mio? Anche se, a pensarci bene, un prete una volta aveva detto che noi casalinghe non dovremmo avere diritto a una pensione di reversibilità, visto che non abbiamo fatto nulla, nella nostra vita.
Ricordo la rabbia di mio marito, se non lo avessi fermato gli avrebbe mollato un pugno sul naso. “Tu- gli urlò-tu sei un fannullone che vive a spalle degli altri. Le nostre donne, casalinghe, lavorano più di noi uomini, si curano di noi, dei nostri figli, dei nostri vecchi. Sono attive ventiquattro ore al giorno e sono più utili di te alla società.”
Ho sentito che qualche parlamentare la pensa come quel prete.
Chissà, forse, in futuro le vedove che furono casalinghe andranno a mendicare il loro pane quotidiano, come facevano nel medioevo.

Ho fatto anche stamane il mio dovere, come ogni giorno: ho annaffiato i fiori e qualche pianta, le erbe aromatiche e un po’ di quelle spontanee.
Questo orto-giardino-frutteto ormai è solo la parvenza, l’ectoplasma di ciò che era una volta. Guarda, sta morendo anche il giovane ciliegio piantato tre anni fa, dove c’era l’inserto si è prodotto un fungo, ha invaso il tronco e il ramo. Tanto da due anni di ciliegie qui non se ne sono viste, e non solo nel mio giardino.

Abbiamo raccolto le albicocche dalle quattro piante prima che le cimici e le formiche le devastassero del tutto, erano anche state danneggiate dalla grandine. La grandine ha massacrato anche la povera pianta di carciofo. Niente frutti quest’anno e nemmeno quello stupendo fiore che lasciavo, ultimo, sulla pianta, per goderne il colore intenso e toccare la morbida elasticità della sua “barba” colorata di blu-viola.

Che cosa mi farò per pranzo oggi? Era così divertente cucinare quando la casa era piena, ma questo vuoto, ora, non favorisce il desiderio di manicaretti, il piacere di tavole imbandite, la voglia di passare del tempo a progettar ricette nuove.

Le gazze e le tortore stanno facendo il diavolo a quattro: altri gatti maschi sono venuti a fare la corte alla gattina.
Con questo caldo dovrebbero starsene tranquilli a dormire all’ombra.

A me basterebbe una piscina in cui sguazzare, senza rumori intorno e senza zanzare.

Ostentazione

 

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Omaggio a Botticelli
grafite e pastello
mie opere

 

Stamane siamo stati svegliati, alle sett’albe, dalla musica a tutto volume che proveniva dal balcone di una nostra vicina di casa.
La nostra vicina è una persona sgraziata nel corpo e nell’anima, volgare, mal-educata, scorbutica, pettegola… la evitiamo come se fosse la peste bubbonica e lei, non potendo imporci la propria presenza, ci impone, a volte, la sua musica preferita.
Forse ha litigato con il marito o le è andato qualcosa di traverso, chissà.
Poiché è evitata da tutti sente spesso il bisogno di farsi notare.
Sono di molto più vecchia di lei e la conosco fin da quando era ragazzina e veniva “educata” a suon di ceffoni e male parole da sua madre, che era un donnone spregevole in tutti i suoi comportamenti.
“Chi da gallina nasce in terra raspa” sosteneva mia madre ed è purtroppo vero.

Ho sempre pensato che chi sente la necessità di mettersi in mostra, di ostentare ciò che possiede, di urlare nel proprio cellulare mentre passa per strada comunicando a tutti il proprio pensiero, di scorrazzare con auto e moto facendo baccano più del necessario, di “urlare” nel web contro tutto e tutti, di sbraitare in certe trasmissioni TV e sulle piazze d’Italia, sia quasi sempre un immaturo, un debole, un disadattato, un infelice.

Riflessioni sulla luce

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mie foto

Da molto tempo mi rifiuto di leggere i giornali e di seguire i vari telegiornali.
Questa mattina, per caso, ho sentito una notizia:

pare che l’Elemosiniere del Vaticano, incaricato dal Papa di occuparsi dei bisognosi, sia sceso in un tombino e abbia riallacciato i fili della luce, tagliati dalla società che distribuiva energia e acqua a uno stabile occupato abusivamente da bisognosi che non avevano pagato le bollette, e il prelato ha lasciato il suo biglietto da visita accusandosi del gesto.

Ora, la mia domanda è molto semplice:

perché il prelato ha compiuto un gesto illegale per aiutare della gente che vive già da tempo nell’illegalità? (perché nessuno ha il diritto di appropriarsi di uno stabile che non gli appartiene)

Se non erro, un certo Cristo aveva detto “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio” e non mi sembra che intendesse favorire il non rispetto delle leggi.

Inoltre, se il prelato voleva aiutare quella povera gente, perché non ha semplicemente pagato gli arretrati delle bollette, dando all’azienda ciò che essa aveva diritto di avere?
E magari trovando anche il sistema di inserire nella società quei poveretti bisognosi facendo in modo che diventassero autosufficienti.

Un’ultima considerazione: ho in mano la mia bolletta della luce, quella che riguarda la casa vuota e vecchia che apparteneva ai miei genitori:

11 euro di consumo
48 euro di oneri, accise e tasse, (stupendo pagare l’IVA anche sulle accise che sono tasse)
totale 59 euro (lascio da parte i centesimi)

Lo sappiamo tutti che le società distributrici spalmano nelle bollette di noi tutti che paghiamo anche le quote di tutti coloro che non pagano, che siano essi bisognosi, o furbetti, ha poca importanza.

La fine

 

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mie foto

Eccomi qui.
Ho trovato il luogo, credo proprio che qui potremo vivere in pace.

Sono stato scelto dal mio gruppo e inviato in avanscoperta.
Dobbiamo spostarci dal luogo dove siamo nati, ora siamo in troppi, abbiamo bisogno di altri spazi e di cibo.
Mi sono spostato solo di notte, nascondendomi di giorno per non essere catturato e ucciso.
Ho scalato alture, ho superato asperità, mi sono arrampicato per luoghi impervi, ho strisciato e corso, ho memorizzato la strada perché tornerò indietro per mostrare agli altri la via.
Sì, questo è il luogo che fa per noi, comodo, pulito, riparato e ho scoperto che c’è abbondanza di cibo. Qui potremo crescere e moltiplicarci, qui saremo felici.

Improvvisamente una luce accecante: sono stato scoperto.
Mi hanno colpito.
Sono ferito, sto perdendo i visceri.
Devo fingermi morto.
Si sta avvicinando a me, devo fuggire, mi muovo in fretta, ma l’altro mi ha catturato e mi scaraventa in una cascata d’acqua.
Morirò annegato.

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Immagine presa dal web

 

I cambiamenti climatici di questi ultimi anni, il teleriscaldamento di alcune città, l’incuria e i rifiuti che spesso vengono lasciati a terra, hanno fatto sì che gli insetti si moltiplicassero a dismisura e dobbiamo fare i conti anche con gli insetti non proprio autoctoni che ci sono capitati qui favoriti dai trasporti intercontinentali sempre più veloci.
Questa storiella che ho raccontato qui sopra, mi è venuta in mente ieri sera, quando, nell’entrare in camera da letto, ho scoperto uno scarafaggio nel mezzo della stanza. Mi è capitato ancora, in questi ultimi anni, di averne trovato qualcuno in cantina, soprattutto dopo le piogge e, d’estate, se si fa una passeggiata dopo cena, di scarafaggi se ne incontrano parecchi, usciti dai tombini, mentre corrono sull’asfalto in cerca di cibo.
Mi è stato raccontato che nella nostra città capoluogo di provincia, di notte, in alcune zone, i marciapiedi sono neri da quanti ce ne sono e la gente deve scoparli fuori dai vialetti di accesso per impedire che entrino nelle case.

Appartengono alla famiglia dei coleotteri, perciò basterebbe spruzzarli con acqua saponata per sciogliere la patina cerosa delle loro elitre e la disidratazione che ne deriva li uccide.
Se si calpestano, non è detto che muoiano.
Ovvio che cerchino il cibo e le nostre case ne sono piene.
Camminano sui muri, superano qualsiasi asperità, sono veloci e determinati. si riproducono molto più di noi e in tempi molto, ma molto più brevi.
Non amano gli odori forti come quelli dell’alloro, dell’aglio, aceto, sapone, sale, danno loro fastidio.
Sono attenti e furbi: escono solo di notte e si nascondono in tutte le zone buie e umide.
Qualcuno asserisce che saranno il nostro cibo nel futuro.
Un futuro nel quale io, per fortuna, non ci sarò più.