Pioggia di fine estate

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pastello e acquerello
mie opere

 

Piove da ieri sera.
Piove quietamente, senza troppo rumore, non c’è vento, qualche brontolio lontano, sopra le nuvole.
Sembra la prima giornata di autunno, anche se il calendario dice altro, una giornata di autunno come non se ne vedevano da anni, senza gli sconquassi, le secchiate d’acqua, il vento che strappa i rami dagli alberi, rovescia tutto ciò che trova sul suo cammino…una giornata d’autunno che mi ricorda i primi giorni di scuola quando ero bambina e la scuola iniziava il primo giorno di ottobre.

Pare ci sia un nuovo governo: ho altro a cui pensare.

Questo 2019, e non è ancora finito, è un anno da dimenticare.
Eventi dolorosi: cinque incidenti più o meno gravi che hanno coinvolto membri della nostra famiglia e i due malati di cancro, soprattutto quel ragazzino di sedici anni che, anche se se la caverà, vedrà tutta la sua vita sconvolta, non potrà fare il lavoro al quale si stava preparando e poi i morti, soprattutto l’ultimo, ventisettenne, appena tornato dal viaggio di nozze e, infine, la Boehringer che ha deciso di non produrre più uno dei farmaci salvavita che anche io assumo. Ci sono voluti due lunghi anni per arrivare a questa mia cura, ora si ricomincia da capo, sperando di trovare un farmaco sostitutivo, adatto a combinarsi con gli altri quattro. Penso a quei malati che sono più gravi di me…

Non riesco nemmeno ad essere arrabbiata, addolorata, non ho più nemmeno voglia di ribellarmi a tutto questo, in fin dei conti a 71 anni ci sono arrivata, dalla vita ho avuto tutto quello che volevo, forse ho avuto solo piccoli desideri e piccole ambizioni, ma non ho rimpianti e nemmeno rimorsi.

La Sanità della nostra Regione dice che le “polmoniti anomale” iniziate un anno fa, non sono un’epidemia e ha chiuso il caso: più di mille ricoverati, 78 morti, le autoambulanze passano tutti i giorni e ci sono casi dilaganti in tutta la pianura padana, mio marito ne è morto come un mio vicino di casa, mio cognato ne è uscito per il rotto della cuffia e con danni permanenti, incontro gente che è stata curata a casa e ha avuto ricadute, ma non fanno testo e non rientrano nelle statistiche.

Lunedì verranno gli operai a mettermi in ordine il giardino, ridotto a un brolo incolto e selvaggio, ha bisogno di una bella pulizia drastica e duratura.

Penso alle farfalle, così belle: ieri erano bruchi, come farfalle vivranno solo pochi giorni.

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Postilla al mio precedente articolo

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olio su tela
mie opere

Riporto, qui di seguito, l’ultima parte della Introduzione al libro di Fairfield Osborn “Our plundered planet” (Il pianeta saccheggiato) edito da Bompiani nel 1950.

“Il libro […]è un tentativo di mostrare il danno che l’uomo ha recato alla superficie della terra nei secoli più recenti e la crescente velocità con cui sta distruggendo le fonti stesse della vita. Questa è l’altra guerra, la guerra silenziosa, che copre tutto il mondo e la sua estensione supera quella della prima e della seconda deflagrazione mondiale. I suoi risultati ultimi, se alle presenti condizioni non sarà posto riparo, finiranno col creare sofferenze di una entità e vastità di cui gli esseri umani non hanno ancora conosciuto l’eguale e con il minacciare, alla fine, la sopravvivenza stessa dell’intera umanità.”

Non credo ci sia molto altro da dire, visto che settant’anni fa si dicevano le stesse cose che sentiamo oggi, anche tenendo conto che un’analisi ben dettagliata di questi problemi, l’aveva fatta anche Malthus già centocinquant’anni prima di Osborn, in piena rivoluzione industriale.

Non è stato fatto nulla allora e cent’anni fa eravamo già in ritardo.

Terra e umanità

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bio-gnosi
mie opere
tecnica mista su carta

 

Se potessimo paragonare la vita della terra dalla sua formazione, a una giornata di ventiquattr’ore, dovremmo dire che l’essere umano vi è comparso negli ultimi minuti…e, in questo breve periodo, di casini e disastri è riuscito a farne tanti davvero: ci si è messo proprio d’impegno!

P.S. La mia opera, non è astratta, ma la rappresentazione ingrandita di un pezzettino microscopico di polmone ammalato.

Fahrenheit 451

Copyright del 1951: profetico e attuale, ha previsto, quando ancora Internet e i giochi elettronici non erano d’uso comune, l’anestetizzazione delle menti e la deculturizzazione delle masse.

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mie foto

“Se il governo è inefficiente, appesantito dalla burocrazia e in preda a delirio fiscale, meglio tutto questo che non il fatto che il popolo abbia a lamentarsi. Pace, Montag. Offri al popolo gare che si possono vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell’Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l’anno passato. Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri d’essere “veramente bene informati”.

Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi.

Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia onde possano pescare con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.

Chiunque possa far scomparire una parete TV e farla riapparire a volontà, e la maggioranza dei cittadini oggi può farlo, sarà sempre più felice di chiunque cerchi di regolo-calcolare, misurare e chiudere in equazioni l’Universo, il quale del resto non può esserlo se non dando all’uomo la sensazione della sua piccolezza e della sua bestialità e un’immensa malinconia.

Lo so, perché ho tentato anch’io; ma al diavolo cose del genere. Per cui, attaccati ai tuoi circoli sportivi e alle tue gite, ai tuoi acrobati e ai tuoi maghi, ai tuoi rompicolli, autoreattori, motoelicotteri, donne ed eroina, e ad ogni altra cosa che abbia da fare coi riflessi condizionati.

Se la commedia non vale niente, se il film non sa di nulla, se la musica è sorda, punzecchiami col pianoforte elettronico, fragorosamente. Io crederò di rispondere alla musica, quando invece si tratta soltanto di una reazione tattile alla vibrazione.

Ma che m’importa? Tanto, a me piacciono i divertimenti solidi e compatti.»

Pensieri in libertà

 

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Stampa calcografica da punta secca su rame
mie opere

Cielo coperto, oggi, breve una brezza leggera accarezza la pelle.

Sussurri e voci lontane, spezzate, rumori ovattati, raggiungono queste stanze vuote e silenti, prima che lo schiamazzo e le urla dei vicini irrompano, senza riguardo, in questa piccola pace.
Un gatto miagola furioso il suo amore momentaneo davanti la siepe del giardino ove dimora un’odorosa gattina. Speriamo gli si conceda prima che faccia notte o il padrone di casa lo prenderà a randellate.

Le statistiche dicono che il reddito annuo pro capite di noi italiani è di trentaduemila euro. Davvero? Ma a chi mi devo rivolgere, quindi, per avere i ventitremila euro che mancano al mio? Anche se, a pensarci bene, un prete una volta aveva detto che noi casalinghe non dovremmo avere diritto a una pensione di reversibilità, visto che non abbiamo fatto nulla, nella nostra vita.
Ricordo la rabbia di mio marito, se non lo avessi fermato gli avrebbe mollato un pugno sul naso. “Tu- gli urlò-tu sei un fannullone che vive a spalle degli altri. Le nostre donne, casalinghe, lavorano più di noi uomini, si curano di noi, dei nostri figli, dei nostri vecchi. Sono attive ventiquattro ore al giorno e sono più utili di te alla società.”
Ho sentito che qualche parlamentare la pensa come quel prete.
Chissà, forse, in futuro le vedove che furono casalinghe andranno a mendicare il loro pane quotidiano, come facevano nel medioevo.

Ho fatto anche stamane il mio dovere, come ogni giorno: ho annaffiato i fiori e qualche pianta, le erbe aromatiche e un po’ di quelle spontanee.
Questo orto-giardino-frutteto ormai è solo la parvenza, l’ectoplasma di ciò che era una volta. Guarda, sta morendo anche il giovane ciliegio piantato tre anni fa, dove c’era l’inserto si è prodotto un fungo, ha invaso il tronco e il ramo. Tanto da due anni di ciliegie qui non se ne sono viste, e non solo nel mio giardino.

Abbiamo raccolto le albicocche dalle quattro piante prima che le cimici e le formiche le devastassero del tutto, erano anche state danneggiate dalla grandine. La grandine ha massacrato anche la povera pianta di carciofo. Niente frutti quest’anno e nemmeno quello stupendo fiore che lasciavo, ultimo, sulla pianta, per goderne il colore intenso e toccare la morbida elasticità della sua “barba” colorata di blu-viola.

Che cosa mi farò per pranzo oggi? Era così divertente cucinare quando la casa era piena, ma questo vuoto, ora, non favorisce il desiderio di manicaretti, il piacere di tavole imbandite, la voglia di passare del tempo a progettar ricette nuove.

Le gazze e le tortore stanno facendo il diavolo a quattro: altri gatti maschi sono venuti a fare la corte alla gattina.
Con questo caldo dovrebbero starsene tranquilli a dormire all’ombra.

A me basterebbe una piscina in cui sguazzare, senza rumori intorno e senza zanzare.

Ostentazione

 

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Omaggio a Botticelli
grafite e pastello
mie opere

 

Stamane siamo stati svegliati, alle sett’albe, dalla musica a tutto volume che proveniva dal balcone di una nostra vicina di casa.
La nostra vicina è una persona sgraziata nel corpo e nell’anima, volgare, mal-educata, scorbutica, pettegola… la evitiamo come se fosse la peste bubbonica e lei, non potendo imporci la propria presenza, ci impone, a volte, la sua musica preferita.
Forse ha litigato con il marito o le è andato qualcosa di traverso, chissà.
Poiché è evitata da tutti sente spesso il bisogno di farsi notare.
Sono di molto più vecchia di lei e la conosco fin da quando era ragazzina e veniva “educata” a suon di ceffoni e male parole da sua madre, che era un donnone spregevole in tutti i suoi comportamenti.
“Chi da gallina nasce in terra raspa” sosteneva mia madre ed è purtroppo vero.

Ho sempre pensato che chi sente la necessità di mettersi in mostra, di ostentare ciò che possiede, di urlare nel proprio cellulare mentre passa per strada comunicando a tutti il proprio pensiero, di scorrazzare con auto e moto facendo baccano più del necessario, di “urlare” nel web contro tutto e tutti, di sbraitare in certe trasmissioni TV e sulle piazze d’Italia, sia quasi sempre un immaturo, un debole, un disadattato, un infelice.

Riflessioni sulla luce

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mie foto

Da molto tempo mi rifiuto di leggere i giornali e di seguire i vari telegiornali.
Questa mattina, per caso, ho sentito una notizia:

pare che l’Elemosiniere del Vaticano, incaricato dal Papa di occuparsi dei bisognosi, sia sceso in un tombino e abbia riallacciato i fili della luce, tagliati dalla società che distribuiva energia e acqua a uno stabile occupato abusivamente da bisognosi che non avevano pagato le bollette, e il prelato ha lasciato il suo biglietto da visita accusandosi del gesto.

Ora, la mia domanda è molto semplice:

perché il prelato ha compiuto un gesto illegale per aiutare della gente che vive già da tempo nell’illegalità? (perché nessuno ha il diritto di appropriarsi di uno stabile che non gli appartiene)

Se non erro, un certo Cristo aveva detto “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio” e non mi sembra che intendesse favorire il non rispetto delle leggi.

Inoltre, se il prelato voleva aiutare quella povera gente, perché non ha semplicemente pagato gli arretrati delle bollette, dando all’azienda ciò che essa aveva diritto di avere?
E magari trovando anche il sistema di inserire nella società quei poveretti bisognosi facendo in modo che diventassero autosufficienti.

Un’ultima considerazione: ho in mano la mia bolletta della luce, quella che riguarda la casa vuota e vecchia che apparteneva ai miei genitori:

11 euro di consumo
48 euro di oneri, accise e tasse, (stupendo pagare l’IVA anche sulle accise che sono tasse)
totale 59 euro (lascio da parte i centesimi)

Lo sappiamo tutti che le società distributrici spalmano nelle bollette di noi tutti che paghiamo anche le quote di tutti coloro che non pagano, che siano essi bisognosi, o furbetti, ha poca importanza.