Sonnolenza

4 Giugno

Pioggerella da questa notte, freddino e cielo cenerino, e sta continuando.
Non riesco a svegliarmi del tutto, ho gli occhi appannati, sonnolenti, la mente “autunnale”, letargica.

Sono riuscita a malapena a compilare e stampare l’F24 per il pagamento dell’IMU della bicocca ereditata da mia madre. La TASI è stata abolita, qualcosa in meno da pagare? NO: l’Ufficio Tributi Comunale mi avverte che l’aliquota destinata alla TASI dovrà essere sommata a quella dell’IMU, codice 3918.
La solita presa per i fondelli. Inutile starci a rimuginare.

Al supermercato alcuni prezzi sono letteralmente raddoppiati, come pure i prezzi di alcuni servizi a cui sono dovuta ricorrere in queste ultime settimane. Nel Medioevo avevamo pestilenze e carestie che affamavano il popolo, ora Covid e crisi economica stanno provocando parecchi danni.

Un’amica ha compiuto gli anni. Eravamo in istituto insieme, da allora siamo sempre rimaste in contatto anche se viviamo in province diverse e non abbiamo nemmeno la possibilità di incontrarci. Poiché ama Vermeer le ho inviato un acquarello e lei l’ha incorniciato. Ci sentiamo ogni settimana, il telefono annulla la distanza e ci scambiamo confidenze come quando eravamo ragazzine.

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La ragazza con l’orecchino di perla
da Vermeer
Acquarello, mie opere

Assurdità

Abbiamo avuto secoli di pura bellezza nella musica, nella pittura, nella scultura, nell’architettura, nell’urbanistica, nella letteratura e ora…ora siamo rappresentati dalla “Venere degli stracci” di Pistoletto, dalle assurdità di Christo e di Cattelan e dal berciare di Mario Giordano.

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Iris blu Andalusia e porpora Peshawar
pastello dal vero
mie opere

Eremitaggio

Fine settimana di sole.
L’erba in giardino ha raggiunto altezze da pampas argentina, con le cime fiorite accarezzate da una brezza leggera.
Ne ho tagliata un po’ con la falce, esercizio antico, ma mi sono stancata subito: effettivamente non ne avrei più l’età e poi sono fuori esercizio.
Meglio tornare al disegno, più consono alle mie possibilità.

Ed ecco la brocca, il pane e le mele, a coronare il fratesco eremitaggio d’oggi.

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pastello
mie opere

 

 

 

Numeri

mare-del-nord

Mare del Nord acquerello mie opere

A ogni bollettino vengono elencati i numeri dei malati, dei decessi.
Tramite i social network scorrono i nomi di coloro che non ci sono più e allora ti accorgi che non sono solo numeri, ma persone che conoscevi bene, compagni d’infanzia, amici, parenti.
Pensi allo strazio dei familiari che non hanno potuto essere loro vicini nelle ultime ore.
No, non si tornerà più a quella che era la “normalità” di prima, una normalità alla quale ci eravamo abituati senza riflettere veramente su che cosa sia la “normalità”.

Usciremo dalle nostre tane come dopo un letargo non voluto, imposto da circostanze impreviste ma non imprevedibili.
Prima o poi avrebbe potuto succedere, come già successo in varie epoche del passato, ma noi non ne abbiamo tenuto conto, ci credevamo immortali, forse, alla ricerca di una frenetica felicità.

Usciremo e ci ubriacheremo di sole, urleremo alla luna, riempiremo spiagge, ristoranti e discoteche, correremo nei parchi e nei boschi…ma non ci toglieremo la paura di dosso, perché lo sappiamo tutti che questo è uno spartiacque dal quale non torneremo più indietro.

Si chiude un’epoca. Dovremo abituarci alla prossima e sappiamo già che sarà difficile.

C’è che…

C’è che certi giorni sono così ovattati, grigi, freddi e disadorni, privi di ogni attrattiva e allora io mi appallottolo e mi rifugio su un’ampia poltrona a covare una mente vuota.

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disegno a punta d’argento
mie opere

C’è che aspetto che il sole sbuchi tra le nuvole e scaldi il vetro di una finestra e sto a guardare, così, quel poco di verde che è rimasto nel prato ormai incolto, zazzeruto come il pelo tignoso di un gatto troppo invecchiato.

C’è che “Eugenia” se ne sta ancora appollaiata contro il ramo di erba Luisa, tutte e due in letargo ad aspettare la prossima primavera, tutte e due, Eugenia, la grossa locusta e l’erba Luisa.

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mie foto

C’è che ho pasticciato un foglio con cupi colori, a macchie e non so neppure che cosa ricavarne…

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mie foto
mie opere

e allora ho tirato fuori tutti i colori dell’arcobaleno per dare un po’ di luce a una giornata scolorita.

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mie foto

Aspettando le feste

Novembre non ha fatto che piovere, tranne due giorni in cui siamo riusciti a montare le serre per i limoni, i miei cognati ed io.
Giornate buie e fredde.
Dicembre nuvoloso e poi la neve, rimasta poco per la verità.
In quei giorni un po’ letargici, ho combattuto la voglia di rannicchiarmi in una poltrona e di scollegarmi dal resto del mondo, lavorando un po’ all’uncinetto.

Ed ecco il frutto del mio lavoro.

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Grande centro ovale
mie opere
mie foto

 

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Centro quadrato
mie opere
mie foto

25 Novembre 2019

Dall’inizio del mese non ha fatto che piovere, tranne due giorni l’altra settimana e oggi, quando sembra che uno spiraglio di luce si stia insinuando fra il grigiore incombente.

Ero già triste di mio, il tempo mi ha resa sonnacchiosa, pigra, letargica. Anche il computer sembra essere andato in letargo, si è impigrito, forse perché mi sono dimenticata di aprirlo per parecchi giorni e ora ronfa in modo gattesco, come se volesse essere lasciato in pace.

Ho letto parecchio, anche ad alta voce, perché mi sono accorta che in questa mia libera solitudine eremitica le corde vocali, usate solo per mandare al diavolo i pochi call center che mi contattano, si stanno arrugginendo e gracchiano quando parlo. Farò anche gorgheggi e solfeggi per mantenerle elastiche.

Ho trascorso qualche ora sollazzandomi con il disegno e la pittura. Ho dipinto farfalle sulla carta ricavata dalle bustine da tea, precedentemente svuotate. È una carta speciale, setosa, impalpabile. Fantastico dipingervi sopra delle miniature, ma ho usato solo pastelli, non ho osato bagnarla con gli acquerelli o gli inchiostri.

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mie opere
Ingrandire l’immagine per vederne i dettagli

Alla sera, l’uncinetto mi ha tenuto compagnia: sto eseguendo un grande centro a filet, interminabile come la tela di Penelope. Infatti, ogni tanto devo disfarne un pezzo quando mi accorgo di non avere seguito lo schema ma di essermene andata avanti, per la tangente, seguendo il corso dei miei pigri pensieri.

Ho notato che ultimamente si sono aggiornate alcune applicazioni sia sullo smartphone che sul computer. Non mi piacciono i cambiamenti, sono troppo vecchia per dovermi sempre aggiornare: non appena ho imparato a gestire una cosa ecco che viene modificata e devo resettare il mio cervello perché vi si adatti.

Stamane, sono uscita all’alba per recarmi, a piedi, al centro prelievi analisi che dista 800 metri da casa. Qualche goccia cadeva ancora, ma non era necessario aprire l’ombrello, sembrava di passare fra una goccia e l’altra, sentendosene sfiorare appena. Il passo slanciato, respirare a pieni polmoni, il battito in sintonia con passo e respiro…

Se oggi un po’ di sole si fa vedere, aprirò la porta della cantina della casa vecchia: l’acqua che era entrata è defluita, non c’è più la piscina che si era formata con la forte pioggia della settimana scorsa, forse si asciugherà anche il pavimento.

Pioggia di fine estate

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pastello e acquerello
mie opere

 

Piove da ieri sera.
Piove quietamente, senza troppo rumore, non c’è vento, qualche brontolio lontano, sopra le nuvole.
Sembra la prima giornata di autunno, anche se il calendario dice altro, una giornata di autunno come non se ne vedevano da anni, senza gli sconquassi, le secchiate d’acqua, il vento che strappa i rami dagli alberi, rovescia tutto ciò che trova sul suo cammino…una giornata d’autunno che mi ricorda i primi giorni di scuola quando ero bambina e la scuola iniziava il primo giorno di ottobre.

Pare ci sia un nuovo governo: ho altro a cui pensare.

Questo 2019, e non è ancora finito, è un anno da dimenticare.
Eventi dolorosi: cinque incidenti più o meno gravi che hanno coinvolto membri della nostra famiglia e i due malati di cancro, soprattutto quel ragazzino di sedici anni che, anche se se la caverà, vedrà tutta la sua vita sconvolta, non potrà fare il lavoro al quale si stava preparando e poi i morti, soprattutto l’ultimo, ventisettenne, appena tornato dal viaggio di nozze e, infine, la Boehringer che ha deciso di non produrre più uno dei farmaci salvavita che anche io assumo. Ci sono voluti due lunghi anni per arrivare a questa mia cura, ora si ricomincia da capo, sperando di trovare un farmaco sostitutivo, adatto a combinarsi con gli altri quattro. Penso a quei malati che sono più gravi di me…

Non riesco nemmeno ad essere arrabbiata, addolorata, non ho più nemmeno voglia di ribellarmi a tutto questo, in fin dei conti a 71 anni ci sono arrivata, dalla vita ho avuto tutto quello che volevo, forse ho avuto solo piccoli desideri e piccole ambizioni, ma non ho rimpianti e nemmeno rimorsi.

La Sanità della nostra Regione dice che le “polmoniti anomale” iniziate un anno fa, non sono un’epidemia e ha chiuso il caso: più di mille ricoverati, 78 morti, le autoambulanze passano tutti i giorni e ci sono casi dilaganti in tutta la pianura padana, mio marito ne è morto come un mio vicino di casa, mio cognato ne è uscito per il rotto della cuffia e con danni permanenti, incontro gente che è stata curata a casa e ha avuto ricadute, ma non fanno testo e non rientrano nelle statistiche.

Lunedì verranno gli operai a mettermi in ordine il giardino, ridotto a un brolo incolto e selvaggio, ha bisogno di una bella pulizia drastica e duratura.

Penso alle farfalle, così belle: ieri erano bruchi, come farfalle vivranno solo pochi giorni.