Mobile nell’mmobile

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olio su tela
mie opere

Nella mia scatola d’ossa,
prigioniera,
cerco la libertà
e con la libertà
le mille cose avute
prima della conoscenza,
le mille vite già vissute
dai tempi del diluvio a oggi.
E vago in altre epoche,
che non sono la mia.
Mi perdo in righe altrui,
alla vana ricerca di ciò che fu,
di ciò che non ricordo più.
Cerco un anfratto,
un’epoca diversa,
in cui non ho vissuto,
per non tornare qui
a perdermi in un tempo
che, mio, non lo è più.

Agenda

Ho un’agenda perpetua.
Non la Perpetua di Don Abbondio, ma un’agenda che si può usare in eterno, perché non riporta l’anno o i giorni della settimana, solo il numero del giorno e il mese.
Ce l’ho da parecchi anni.
Ogni giorno giro una pagina, su quella a destra c’è la riproduzione di un quadro di un pittore famoso, su quella a sinistra, il numero del giorno e un aforisma con il suo autore.

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mie foto

In questa agenda ho riportato le vicende della nostra famiglia: i nati, i morti, le malattie gravi e le disgrazie, gli eventi gioiosi, i matrimoni, i compleanni, i vari anniversari e qualche pensiero personale.

Ogni giorno giro una pagina e rinnovo gioie e dolori, ritrovo i miei cari e immagino che cosa succederebbe se ognuno di noi potesse entrare nel quadro corrispondente al nostro compleanno.

Cerco notizie

Qualcuno sa qualcosa riguardo a Claudio Capriolo “clamarcap.com”, il blog di musica e anche del suo cane Puck?

Il suo blog sembra scomparso. Sono andata a controllare i commenti che aveva fatto sui miei post e dall’icona del suo profilo è scomparso il suo ritratto.

Sono grata a chi ne ha notizie.

Cimeli

Giorni, questi, un po’ bavosi, grigi, sanno di vecchiume.
Rovistavo in soffitta, fra le cose accumulate da anni, dimenticate alcune.
In fondo a uno scatolone, un sacchetto di plastica conteneva i pezzi smontati di un vecchio cimelio.

Ho  cercato di restaurare, come potevo, il basamento di legno laccato nero, scrostato in varie parti e poi ho rimontato i pezzi: la vite che collega il basamento alla boule di legno nero e alla vittoria alata, infine l’aereo che ha la sagoma di un F-84.

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mie foto

Era il 1952, avevo quattro anni.
Da un anno vivevo nella fattoria del nonno materno, dove la luce elettrica non era ancora arrivata. Era d’estate, con la mamma ci eravamo recate a raccogliere more di rovo per farne marmellate.
Ero una bestiolina selvatica e intraprendente, senza paura alcuna.
Saltando una canaletta incespicai, persi uno zoccoletto e mi sbucciai un ginocchio. Eravamo abbastanza lontane da casa perché mia madre potesse tornare recando me in braccio e anche la cesta delle more. Mentre decideva il da farsi, ci raggiunse, sulla stradina sterrata di campagna, un tizio con una Vespa, o forse era una Lambretta. Conosceva mia madre, seppi in seguito che la frequentava da poco tempo, visto l’accaduto si offrì di trasportare me a casa, mia madre invece decise di tornare a piedi.

Mi misi in piedi davanti sulla moto, appoggiata al manubrio e il tizio, pensando forse di farmi divertire, decise di non fare la strada che io conoscevo per rientrare a casa, ma allungò il percorso deviando per una strada che io non avevo mai percorso.
Pensai che volesse rapirmi. Incominciai a urlare, cercando di saltare giù dal mezzo mentre il poveretto faceva del suo meglio per impedirmi di spaccarmi la zucca buttandomi giù mentre eravamo in corsa.
Il tizio non doveva avere molta dimestichezza con i bambini, perché sarebbe bastato che si fosse fermato, mi avesse spiegato quello che stava accadendo, tranquillizzandomi e magari tornando indietro in modo da raggiungere mia madre e tornare insieme a lei.
In qualche modo, non ricordo bene come, arrivammo a casa, io in lacrime e furibonda, se non ricordo male credo di averlo pure morso a una mano e il poveretto confuso che si profondeva in scuse con tutti quanti.

Poi ricapitò a casa nostra, mia madre era vedova, giovanissima e molto bella e seppi in seguito che quel tizio la corteggiava da poco tempo.
In questa occasione, portò a me questo trofeo.
Era un pilota dell’aeroporto militare di Ghedi, moro, alto, con i baffi e un accento diverso da quello delle nostre campagne.
Cercava di scusarsi, forse di trovare un modo per diventarmi simpatico. Io mantenni per lui la mia forte e profonda antipatia e dopo un po’ non lo rividi più a casa nostra.
Forse non piaceva nemmeno a mia madre, se quel trofeo rimase smontato per così tanti anni in fondo a uno scatolone.

Sono in letargo

 

 

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Acquarello
mie opere

Sono in letargo.

Anche il computer sembra esserlo.

In questi ultimi giorni, passate le feste, tornata alla mia solitudine ovattata, sono venuti a cambiare i contatori dell’ENEL. Uno non si può togliere: ha una vite che gira a vuoto. Verranno altri tecnici più adatti alla bisogna!

Stiamo passando da UBI banca a Bper, bontà loro.
Stamane ho telefonato in banca: per mia fortuna sarà fatto tutto in automatico, non mi devo preoccupare.

Ho la sensazione che qualche cosa sia rimasto in sospeso, in attesa di non so che…anch’io mi sento sospesa, per così dire “in prestito”…è una sensazione strana che mi fa sentire il desiderio di tornare sotto il piumone, a rotolarmi fra le braccia di Morfeo.

 

Io odio i cambiamenti

 

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La gatta nera
olio su tela
mie opere

Qualcuno me lo sa spiegare?

Quando mi sono sposata, abbiamo aperto il conto corrente in una delle due banche che c’erano qui al paesello: era la Banca San Paolo.

Dopo qualche anno, questa banca divenne San Paolo-Banco di Brescia e poi Banco di Brescia, pochissimi anni fa si tramutò in Ubi-Banco di Brescia e con ultimissimo passaggio si consolidò in UBI-Banca.

Il tutto in meno di quarant’anni.

Ora, qualcuno mi sa spiegare perché Intesa-San Paolo ha fatto un’OPAS su Ubi Banca, acquisendone la maggioranza ben sapendo che l’Antitrust sarebbe intervenuto? Perciò ora la maggior parte delle filiali UBI lombarde, fra cui tutte quelle bresciane e anche la mia qui al paesello, verranno cedute a Bper…

Tutto questo è stato fatto nell’anno del COVID, ovvero quest’anno…un’operazione impestata, mossa da intenti “di capitale” che hanno una logica tutta loro e che sono poco compresi sia da noi utenti che dai dipendenti i quali non credo siano molto sereni pensando alle possibili implicazioni risultanti da questo marasma e anch’io ne ho le tasche piene, per non dir di peggio, sulle logiche finanziarie che mi fanno pensare a quanto poco logiche siano certe operazioni di alta finanza.

Poliomielite e dintorni

fanciulla con rose blu

Pastello
mie opere
omaggio a Renoir

Sfogliando un vecchio libro di scuola di quando ero alle medie, mi è capitato tra le mani un foglietto di appunti che avevo scritto allora.

Era il 1961 e avevo tredici anni. L’appunto dice:

“I responsabili delle malattie infettive sono:
I microrganismi, o semplicemente microbi, esseri piccolissimi costituiti da una sola cellula, cioè unicellulari, visibili solo al microscopio. Si dividono in:

BACTERI: che sono all’ultimo grado dei vegetali.

PROTOZOI: i più piccoli esseri del regno animale.

VIRUS: di origine non ancora ben definita,
che sicuramente sono causa di molte malattie, fra cui raffreddori, influenze e la tanto temuta poliomielite.”

Fu infatti proprio in quell’anno che io e le mie compagne dell’Istituto fummo vaccinate contro il virus della poliomielite. Ricordo che avevamo paura, ricordavamo la vaccinazione antivaiolosa e le cicatrici che ci erano rimaste.
Invece dell’iniezione, ci diedero una zolletta di zucchero con poche gocce di liquido rosato e fu quasi una festa.
Fra le mie compagne ce n’erano alcune che erano sopravvissute alla poliomielite ed erano rimaste zoppe, le più fortunate, come un mio cugino, una nostra insegnante e anche un mio cognato. Ricordo che una ragazza, molto più alta di me, camminava aiutata da una intelaiatura di metallo che conteneva la gamba sinistra rimasta piccola come quando aveva quattro anni.

La scrittrice Rosanna Benzi, del 1948 come me, a causa della malattia contratta proprio da adolescente, visse una trentina d’anni nel polmone d’acciaio in un ospedale.

Inevitabile pensare al Covid 19 di questi giorni e, dando un’occhiata a un po’ di giornali stranieri, ho trovato questa intervista che Nina Weber dello Spiegel (giornale tedesco), ha fatto alla biologa svizzera Emma Hodcroft.
L’ho tradotta e la copio qui sotto, io l’ho trovata abbastanza rassicurante, anche se è ovvio che il Covid è una cosa seria, molto seria, che bisogna proteggersi e stare molto, molto attenti.

“SPIEGEL: Signora Hodcroft, lei sta lavorando intensamente sulle sequenze del genoma e sulle mutazioni del coronavirus Sars-CoV-2.

Per chiarire subito un concetto di base: cos’è in realtà una mutazione e quando deve preoccuparci?

Hodcroft: Oh, penso che ci siano alcune idee sbagliate. Nei film catastrofici c’è quel momento in cui il virus muta. Si sa che d’ora in poi la situazione sarà critica, ma in realtà, è meno eccitante o cruciale: quando i virus infettano una persona, si moltiplicano miliardi di volte. Quindi copiano il loro corredo genetico molto, molto spesso. Una mutazione è solo un errore in un singolo punto di questo genoma.

SPIEGEL: E cosa significa questa mutazione?

Hodcroft: Nella maggior parte dei casi, niente. Per fare un esempio: se qualcuno digita un documento, a un certo punto si verifica un errore, si preme il tasto sbagliato, una lettera è sbagliata. Il documento può ancora essere letto normalmente, non fa alcuna differenza rilevante. La maggior parte delle mutazioni sono come piccoli errori di battitura.

Emma Hodcroft è uno degli sviluppatori di Nextstrain. Il software consente di analizzare e confrontare i genomi dei patogeni e di crearne gli alberi genealogici. La biologa ed epidemiologa lavora all’Università di Berna in Svizzera.

Sars-Covid 2 è il Sars-Covid 2019.

Il virus della influenza spagnola, che in realtà si sviluppò nel Kansas passando da un’anatra al suo allevatore e fu portata in Europa dai soldati americani infettati, durante la prima guerra mondiale, creò una pandemia che girò per il mondo per tre anni, poi si esaurì e si ripresentò dopo dieci anni, ma meno virulenta e meno mortale.

Così furono anche le due pandemie di influenza asiatica, sempre virus passati all’uomo da volatili, questa volta sviluppatesi in Cina, negli anni sessanta e settanta. Circolarono nel mondo per tre anni circa poi si esaurirono e quella degli anni settanta era una replica della precedente, ma meno mortale.

In passato c’erano pestilenze varie che si presentavano ciclicamente, sopravvivevano i più forti che trasmettevano i loro geni alla generazione seguente ed è così che l’umanità ha combattuto molti agenti patogeni.
Ora abbiamo i vaccini che possono aiutarci e che hanno sconfitto molte malattie devastanti, come appunto la poliomielite.

Ottobre 2020

Ormai fa freddo, ho acceso il riscaldamento quando la temperatura interna alla casa è scesa a 15 gradi. Nonostante i maglioni e il poncho era un po’ troppo bassa da sopportare.

Ho iniziato un altro quadro a olio, ma i tempi di questa tecnica sono molto più lunghi rispetto ad altre tecniche, così utilizzo i tempi morti per fare altro.

Come questo ricamo di 30 cm. di diametro.

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mie opere

Filo azzurro su tela bianca di cotone.
Azzurro come il colore del mio abito da sposa.
Azzurro come il bel cielo di questa nostra terra martoriata, quando le giornate sono serene.
Azzurro come lo sguardo di chi non è più qui.

Qui, al paesello, attualmente siamo in 103 di meno rispetto al 2019 e mancano ancora due mesi e mezzo alla fine dell’anno. Mai visti tanti decessi in un anno. Certo, non sono tutti morti per Covid, così sostengono le autorità. Ma sentire ogni giorno le sirene delle ambulanze fa riflettere.

Un ritratto

Ho segnato lo scorrere del tempo per mezzo di schizzi e ritratti fatti negli anni, dalla sua nascita a oggi, e oggi, finalmente, sono riuscita a completare anche un suo ritratto a olio, su cartone telato.

Si tratta di un ritratto “simbolista”, che riporta, sì, le sue caratteristiche peculiari, ma anche quelle che ne sono insite, nascoste.
Inoltre, nella “cornice” sono rappresentati sei animali, come il numero delle lettere del suo nome e cinque fiori, come la cifra risultante dalla somma dei numeri che compongono la sua data di nascita.

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mie opere

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mie opere

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mie opere

mie opere

Acquerello
mie opere

mie opere

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Olio su cartone telato
mie opere

Olio su cartone telato
50×60 cm
mie opere

P.S. Portatrice “sana” di capelli verdi.