31 Ottobre

Mi sento triste e rassegnata, non riesco più nemmeno ad arrabbiarmi.
L’ennesimo evento luttuoso di questo anno da cancellare, le ricorrenze annuali che ci fanno pensare ai nostri cari che non ci sono più, l’autunno arrivato con i suoi giorni plumbei, piovosi e freddi…

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grafite su carta
mie opere

Questa mattina sono passati a ritirare la carta e quando sono uscita per deporre la scatola fuori dal cancello ho notato che c’era posta nella mia cassetta delle lettere, non era per me ma per una famiglia che abita ad un altro numero civico, nel condominio in fondo alla via. Sono andata a consegnarla loro poi ho chiamato l’Ufficio Postale: no i postini non dipendono dall’Ufficio locale ma da quello centrale di zona, no qui all’Ufficio manco li vedono, no non sanno qui all’Ufficio il numero del responsabile dei postini, no non si accetta un reclamo a voce, posso inoltrarlo solo per iscritto e solo su modulo che posso trovare nell’Ufficio.

Ho una macchina professionale per il caffè espresso, di una grossa ditta della nostra provincia, mi serve una guarnizione da pochi centesimi di euro. Telefono in ditta per chiedere quale è il rivenditore più vicino. La centralinista, forse risponde dalla luna perché cade dalle nuvole quando le espongo il mio problemino, mi indirizza al loro sito: sono tentata di risponderle che non ho il computer, non ho Internet, non ho voglia di rompermi i cosìdetti, ma ringrazio e vado a cercare il sito. Ovviamente, sul sito 1.0, ci sono solo gli ultimi modelli e non il mio che uso da 13 anni.
Chiedo aiuto all’operatore che non è, ovviamente, un essere umano ma un’applicazione.
Pongo la domanda chiara e precisa e la risposta arriva presto: no non è prevista vendita diretta, no non ci sono negozi a cui rivolgersi, sì possono inviare tecnici per riparazioni, sì possono inviare pezzi di ricambio, sempre che si riesca a capire di quale pezzo ho bisogno. Sto pensando di comperare una macchina nuova, oppure passo al caffè solubile.

Al supermercato c’è ressa davanti al banco verdure, mi fermo anch’io incuriosita: si tratta di un controllo del servizio d’igiene, un tizio sta blaterando che le commesse, oltre ai guanti, devono anche indossare le cuffiette. Intervengo e chiedo gentilmente se anche noi avventori siamo obbligati a indossare, oltre ai guanti come già facciamo, anche le cuffiette.
Mi guarda imbufalito e se ne va. Tutti ridono. Incongruenze burocratiche. Chissà se perdiamo più capelli noi che comperiamo o le commesse del supermercato.
Chissà se ci sono gli stessi controlli anche nelle bettole del mio villaggio, ma tanto io non vado mai a mangiare fuori…

 

 

Autunno?

Il maggio scorso sembrava inverno, i caloriferi sempre accesi, infiniti giorni di pioggia gelida, di grandine.

Questo ottobre sembra invece primavera inoltrata, 23 gradi e le finestre ancora aperte, il sole caldo e le lucertole beate sulle rocce del giardino roccioso ad aspettare mosche e altri insetti e, dietro casa, la vite americana s’incendia di rosso.

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mie foto

Biblioteca improbabile

 

donna che ride

Disegno a pastello su carta colorata – mie opere

 

Giornata autunnale ieri, uggiosa, umida, grigia.
Finestre chiuse, il tepore del primo golfino di lana, leggero, avvolgente e i calzerotti a scaldare i piedi.

Voglia di far niente, vagavo un po’ assonnata per le stanze quiete, cercavo un libro da leggere, che fosse divertente, allegro.
Guardando i titoli nella libreria e gli autori, m’è venuta in mente un’improbabile lista di titoli, da aggiungere a quelli già ho:

Twain: Trattato sui baffi d’autore
Alighieri: Poema su scale salate
Boccaccio: Smorfie esilaranti
Calvino: Rimedi contro la perdita dei capelli
Hemingway: Come prendere i tori per le corna
Manzoni: Gli eterni fidanzati (vergini).
Zola: Ho accusato, l’hanno assolto
Verne: Dal fondo del mare alla luna in 80 giorni
Simenon: Maigret non trova la pipa
Shakespeare: D’inverno non sogno.
Cesare: La Gallia prima di tutto
Gadda: Ancora pasticci?
Montale: Ricette con seppie disossate
Brontë: Tempeste nella vallata
Christie: Ammazzo la noia
Gardner: Angelici avvocati
Poe: Come allevare corvi e gatti neri
Bacchelli: Non c’è più farina in Padania
Diacono: Odio i Franchi, ma non posso scriverlo
Orwell: Basta campagna
Balzac: Le Lys…un soldo per ogni parola
Baudelaire: In giardino sto male
……….

Qualcuno ha titoli da aggiungere?

 

Beh ?

 

Espressioni minime

Pastello su carta colorata
mie opere

Lavori in corso senza fine, ponti fragili, treni in ritardo, Internet lento, scuole esauste, svolta energetica raffazzonata….

No, non mi riferisco alla nostra bella e povera Italia, l’ho appena letto su Welt, giornale tedesco, il quale aggiunge anche che:

molto, in Germania, non va più come dovrebbe: realtà e idealismo si muovono lontani uno dall’altro.

E aggiunge anche che i tedeschi sono indebitati con le banche per mille e duecento miliardi di euro a causa di investimenti immobiliari.

Le Monde informa che la produzione di energia eolica in Germania è ferma

Il Guardian avverte che l’Inghilterra ha un’inflazione al 3,3%

Beh? e poi vengono a rompere le cosìdette a noi?

Pioggia di fine estate

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pastello e acquerello
mie opere

 

Piove da ieri sera.
Piove quietamente, senza troppo rumore, non c’è vento, qualche brontolio lontano, sopra le nuvole.
Sembra la prima giornata di autunno, anche se il calendario dice altro, una giornata di autunno come non se ne vedevano da anni, senza gli sconquassi, le secchiate d’acqua, il vento che strappa i rami dagli alberi, rovescia tutto ciò che trova sul suo cammino…una giornata d’autunno che mi ricorda i primi giorni di scuola quando ero bambina e la scuola iniziava il primo giorno di ottobre.

Pare ci sia un nuovo governo: ho altro a cui pensare.

Questo 2019, e non è ancora finito, è un anno da dimenticare.
Eventi dolorosi: cinque incidenti più o meno gravi che hanno coinvolto membri della nostra famiglia e i due malati di cancro, soprattutto quel ragazzino di sedici anni che, anche se se la caverà, vedrà tutta la sua vita sconvolta, non potrà fare il lavoro al quale si stava preparando e poi i morti, soprattutto l’ultimo, ventisettenne, appena tornato dal viaggio di nozze e, infine, la Boehringer che ha deciso di non produrre più uno dei farmaci salvavita che anche io assumo. Ci sono voluti due lunghi anni per arrivare a questa mia cura, ora si ricomincia da capo, sperando di trovare un farmaco sostitutivo, adatto a combinarsi con gli altri quattro. Penso a quei malati che sono più gravi di me…

Non riesco nemmeno ad essere arrabbiata, addolorata, non ho più nemmeno voglia di ribellarmi a tutto questo, in fin dei conti a 71 anni ci sono arrivata, dalla vita ho avuto tutto quello che volevo, forse ho avuto solo piccoli desideri e piccole ambizioni, ma non ho rimpianti e nemmeno rimorsi.

La Sanità della nostra Regione dice che le “polmoniti anomale” iniziate un anno fa, non sono un’epidemia e ha chiuso il caso: più di mille ricoverati, 78 morti, le autoambulanze passano tutti i giorni e ci sono casi dilaganti in tutta la pianura padana, mio marito ne è morto come un mio vicino di casa, mio cognato ne è uscito per il rotto della cuffia e con danni permanenti, incontro gente che è stata curata a casa e ha avuto ricadute, ma non fanno testo e non rientrano nelle statistiche.

Lunedì verranno gli operai a mettermi in ordine il giardino, ridotto a un brolo incolto e selvaggio, ha bisogno di una bella pulizia drastica e duratura.

Penso alle farfalle, così belle: ieri erano bruchi, come farfalle vivranno solo pochi giorni.

Postilla al mio precedente articolo

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olio su tela
mie opere

Riporto, qui di seguito, l’ultima parte della Introduzione al libro di Fairfield Osborn “Our plundered planet” (Il pianeta saccheggiato) edito da Bompiani nel 1950.

“Il libro […]è un tentativo di mostrare il danno che l’uomo ha recato alla superficie della terra nei secoli più recenti e la crescente velocità con cui sta distruggendo le fonti stesse della vita. Questa è l’altra guerra, la guerra silenziosa, che copre tutto il mondo e la sua estensione supera quella della prima e della seconda deflagrazione mondiale. I suoi risultati ultimi, se alle presenti condizioni non sarà posto riparo, finiranno col creare sofferenze di una entità e vastità di cui gli esseri umani non hanno ancora conosciuto l’eguale e con il minacciare, alla fine, la sopravvivenza stessa dell’intera umanità.”

Non credo ci sia molto altro da dire, visto che settant’anni fa si dicevano le stesse cose che sentiamo oggi, anche tenendo conto che un’analisi ben dettagliata di questi problemi, l’aveva fatta anche Malthus già centocinquant’anni prima di Osborn, in piena rivoluzione industriale.

Non è stato fatto nulla allora e cent’anni fa eravamo già in ritardo.

Terra e umanità

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bio-gnosi
mie opere
tecnica mista su carta

 

Se potessimo paragonare la vita della terra dalla sua formazione, a una giornata di ventiquattr’ore, dovremmo dire che l’essere umano vi è comparso negli ultimi minuti…e, in questo breve periodo, di casini e disastri è riuscito a farne tanti davvero: ci si è messo proprio d’impegno!

P.S. La mia opera, non è astratta, ma la rappresentazione ingrandita di un pezzettino microscopico di polmone ammalato.