Ultimo martedì di giugno

Naturae pietas – olio su tela – mie opere

Nella mia gioventù, ho avuto estati piovose, altre calde e altre molto molto calde.
Ricordo i 44 gradi di un luglio a Mestre e un settembre, a Diano Marina, con piogge abbondanti ogni giorno.
Ho vissuto autunni nebbiosi, inverni gelidi e innevati, altri tiepidi con le rose fiorite per Natale e le violette a gennaio.
Un ottobre ho nuotato nel lago di Garda e un novembre nel mare di Metaponto.
Ho visto nubifragi, trombe d’aria, terremoti.
Mi sono ammalata, come tutti quelli che conoscevo, durante le due pandemie di asiatica.
Ho attraversato la rivoluzione del 68.
Ho viaggiato durante gli anni di piombo del terrorismo.
Ho visto le stragi di Città del Messico, quelle di Brescia e di Bologna, di Monaco di Baviera e di Fiumicino.

Ma non c’era, allora, la cassa di risonanza di Internet ad amplificare l’angoscia e la paura.

Numeri

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grafite su carta mie opere

150.000: le tonnellate di fanghi tossici spacciati per fertilizzanti, pari a 5000 TIR, dal gennaio 2018 all’agosto 2019
3.000: gli ettari su cui sono stati sparsi i fanghi tossici
30/60: le tonnellate per ettaro
12: le province interessate – Brescia, Mantova, Cremona, Milano, Pavia, Lodi, Como, Varese, Verona, Novara,
Vercelli, Piacenza.
101: Codici CER dei rifiuti ammessi dalla Lombardia come correttivi dei fertilizzanti
fra i quali: acido solforico da batterie esauste, acido solfidrico, calce, zinco, stagno idrocarburi, toluene
fenolo, cianuri, cloruri, nichel, rame, solfati, arsenico, selenio, fanghi da depurazione e lavaggi da
pulizie, rifiuti da trattamenti chimici, feci animali, urine e letame, scarti alimentari, e liquidi prodotti
da trattamenti anaerobici di rifiuti urbani.
1: la società WTE con tre stabilimenti (Calcinato, Calvisano, Quinzano d’Oglio)
15: le persone indagate fra cui 2 soggetti recidivi e già condannati per analogo reato
70/80: i trattori che ogni giorno rimorchiavano i rifiuti per ogni stabilimento

15.363 euro, gli utili dell’azienda nel 2015
959.528 euro, gli utili dell’azienda nel 2017
12.360.000 euro, sequestrati dagli inquirenti agli indagati, come profitti illeciti per il periodo gennaio 2018, agosto 2019
100.000 euro al mese, la lauta compensazione pagata dall’azienda ai sei contoterzisti incaricati dello spargimento
dei fanghi e che erano al corrente della qualità del prodotto.

204: le pagine relative all’ordinanza d’indagine
10: gli anni in cui privati e comitati di cittadini hanno fatto esposti e reclami, sui miasmi causati dagli stabilimenti di
trattamento dei rifiuti, e delle ordinanze che alcuni sindaci fecero per proibire lo sversamento dei fanghi, ma che,
impugnate dall’azienda e facendo ricorso al TAR, le permisero di continuare l’opera.

WTE società di ingegneria operante nel settore della difesa del suolo e della pianificazione territoriale.
Motto: ECOLOGIA E AMBIENTE

persone indagate:
Giuseppe Giustacchini A.D. della WTE
Antonio Maria Carucci, laureato in scienze geologiche, consulente della WTE
Luigi Mille, ingegnere, direttore dell’Agenzia interregionale per il fiume Po, millantava credito presso amministratori pubblici e politici, autorità che, al momento, non sono indagate.
Ottavia Ferri dipendente della WTE
Gruppo Bianchini di Mazzano
Agri E.N.T. srl di Calvisano
Società Fratelli Franzoni di Calvisano
Balestrieri Vittorio &C. sas di Castelvisconti.

Alcune considerazioni:
Perché la Lombardia permette di aggiungere 101 rifiuti, ad alto rischio, per produrre i fertilizzanti, quando l’Emilia Romagna ne permette 8 e il Veneto solo 5?
La WTE ha incamerato grosse somme nel rilevare questi rifiuti sia da aziende pubbliche che da private e poi non ha trattato i rifiuti come previsto dalla legge, producendo questo obbrobrio. Ai vari controlli, stranamente, risultava sempre tutto in ordine.

La WTE è riuscita a scaricare i propri fanghi tossici convincendo i contadini in un modo estremamente semplice: veniva loro offerto gratuitamente il fertilizzante e anche lo spargimento sui campi e la successiva aratura. Ai contadini veniva assicurato che si trattava di fertilizzati agroalimentari, ricavati da prodotti di scarto ortofrutticoli. Alcuni campi venivano affittati per stoccare i fanghi in attesa di essere sparsi.

Quanto si può imputare ai fanghi della WTE sulla proliferazione delle polmoniti batteriche nella nostra zona che dal 2014 sono poi esplose in modo esponenziale proprio a cavallo del 2017/2018? Legionella, stafilococco, streptococco, focolai nel bresciano, nel milanese, nel cremonese, mantovano, ecc.
E anche i morti per cancro e i malati, aumentati nelle zone in prossimità degli stabilimenti, i cui miasmi entravano nelle case anche a finestre chiuse.

Le falde acquifere quanto saranno inquinate? Queste zone sono ricche di risorgive, di canali di irrigazione, di fiumi, quanto di questi fanghi è entrato in contatto con l’acqua, visto il carico di sversamento sui campi, assurdo per la quantità e che inquinerà per anni. E questi campi, quanto potranno essere fertili? E non si può certo parlare di bioagricoltura.

Ospiti

mie foto

L’anno scorso ho avuto la compagnia della grossa locusta Eugenia che albergava tra i rami dell’erba Luisa davanti alla porta di casa. Poi, durante l’estate è volata altrove, o forse se la sono mangiata le gazze.

Quest’anno c’è una lucertolina che ha preso possesso dello spazio fra i grossi vasi di orchidee, sul pianerottolo della scala esterna, proprio davanti alla porta di casa. Sembra non avere alcun timore, quando esco si sposta un po’, ma non se ne va. Si allontana e va sull’erba Luisa, oppure sui fico davanti alla ringhiera, solo quando mi vede con la scopa in mano, poi ritorna fra i vasi e a fare bagni di sole.

Non ho capito se è un maschio o una femmina, non conosco le differenze che ci sono fra questi rettili, perciò non le ho ancora dato un nome, ma mi fa piacere stare a guardarla attraverso i vetri della porta di casa, per non disturbarla.

Die Welt

mie foto

Una discussione di ieri, favorita anche da un mio stato d’animo piuttosto esacerbato in questi giorni, mi ha portato a fare alcune riflessioni sulla situazione attuale.

Stamane ho dedicato alcune ore alla lettura dei giornali stranieri. Sono stata colpita da un paio di articoli del giornale tedesco DIE WELT.

Le ho copiate e tradotte e rispecchiano in parte le mie perplessità.

“In den meisten Ländern, die schnell immunisieren, zeigt sich ein erstaunlicher Effekt: die Infektionen steigen rasant und ein neuer Lockdown droht. Das klingt paradox, wurzelt aber in einem Effekt, vor dem auch Christian Drosten schon lange für Deutschland warnt. Die Entwicklung in Großbritannien macht Mut: Nach erfolgreicher Impfkampagne sind die Zahlen der Neuinfektionen niedrig, die Normalität kommt zurück. So war das auch in Israel. Doch Entwicklungen in anderen Ländern werfen die Frage auf, ob die Impfung wirklich das Allheilmittel ist. Trotz hoher Impfquoten steigen die Zahlen in Ungarn oder Serbien.

Auch in Teilen der USA oder lateinamerikanischen Impf-Musterländern gerät die Lage zunehmend außer Kontrolle.

Die Fehler, die dort gemacht werden, sollte sich auch Deutschland genau ansehen.”


Nella maggior parte dei paesi che immunizzano rapidamente, si mostra un effetto sorprendente: le infezioni aumentano rapidamente e viene minacciato un nuovo blocco. Sembra un paradosso, ma è radicato in un effetto, per il quale anche il premier Christian Drosten già da tempo ha messo in guardia anche la Germania.

Lo sviluppo nel Regno Unito ci dà coraggio: dopo la campagna di vaccinazione, il numero di nuove infezioni è basso, la normalità ritorna. Era come era in Israele. Ma gli sviluppi in altri paesi sollevano la questione se la vaccinazione sia davvero la panacea. Nonostante le vaccinazioni elevate, i numeri degli infetti aumentano in Ungheria o in Serbia.

Anche in alcune parti dei paesi statunitensi o latino-americani, la situazione sembra fuori controllo.

Gli errori, che vengono fatti là, dovrebbero anche riguardare da vicino la Germania.

Aus Angst vor bürokratischen Auflagen werfen wir Impfstoff in den Müll“

Hunderttausende Impfstoff-Dosen sollen hierzulande im Müll gelandet sein. Grund ist ein unsinniger „Abschreckungseffekt“ – Ärzte und Apotheker müssen die Verantwortung für sogenannte Zusatzimpfungen selbst übernehmen. Ein Spritzen-Problem verschlimmert die Lage zusätzlich.Patrick Marx, pharmazeutischer Leiter des Impfzentrums in Mühlheim, versucht, ausjedem Impfstoff-Fläschchen – auch „Vials“ genannt – das Maximum zu gewinnen. So ist es nach den Angaben der Hersteller und der Europäischen Arzneimittelbehörde (EMA) eigentlich nicht vorgesehen. Das Gesamtvolumen einer Durchstechflasche von Biontech beispielsweise beträgt nach der Verdünnung mit einer Natriumchlorid-Lösung 2,25 Milliliter.Die Gebrauchsanweisung schreibt vor: Daraus „können sechs Dosen zu 0,3 Millilitern entnommen werden.“ Eigentlich können es sieben sein – doch die siebte Dose wird meist verschenkt.

Per paura di adempimenti burocratici gettiamo dosi di vaccino nella spazzatura.

Centinaia di migliaia di dosi di vaccini dovrebbero essere buttate nella spazzatura in questo paese. La ragione è un “effetto deterrente” pazzesco – i medici e i farmacisti devono assumersi la responsabilità per i cosiddetti aggiuntivi ai vaccini stessi. Inoltre un problema della siringa peggiora la situazione.

Patrick Marx, capo farmaceutico del centro vaccino a Mühlheim, cerca di di ottenere il massimo da ogni fiala di vaccino – chiamato anche “vials”. Però, secondo le informazioni fornite dai produttori e dall’Autorità europea della medicina (EMA) ciò non è stato previsto. Il volume totale di una fiala di Biontech, ad esempio, è 2,25 millilitri dopo la diluizione con una soluzione di cloruro di sodio.

Nelle istruzioni per l’uso è scritto: da questa, sei dosi possono essere ricavate da 0,3 millilitri. In realtà, se ne possono ricavare sette – ma la settima dose di solito viene gettata.

La sedia mancata

mie foto

Non desidero entrare nel merito degli infiniti conflitti che esistono, e sono sempre esistiti, fra i vari rappresentanti degli stati di questa così detta Unione Europea e nemmeno riferirmi alle malaugurate idee sessiste prevaricanti in alcune culture e che sembra prendano piede sempre di più anche nella nostra cultura, però, se io fossi stata Charles Michel, non appena seduto su quella sedia e mi fossi accorto che la Signora Van Der Leyen fosse rimasta in piedi, imbarazzata, mi sarei alzato, avrei ceduto la mia sedia alla Signora, sarei rimasto in piedi accanto a lei, mostrando a Erdogan come ci si comporta quando si è ben educati e rispettosi.
Avrei così raggiunto due scopi: quello di obbligare Erdogan a far arrivare un’altra sedia e quello di evitare le sterili e perniciose polemiche attuali.
Naturalmente, se io, Charles Michel, fossi stato un “signore” beneducato e rispettoso…
Ma io sono solo una casalinga d’altri tempi e ne capisco poco di protocolli internazionali.

Chiedo scusa a Leonardo

grafite e acquerello
ispirato a Leonardo
mie opere

Ieri sera la prima puntata su Leonardo.
Bella, interessante, poco a che vedere con la storia di Leonardo.

Innanzitutto l’infanzia di Leonardo è stata serena, ha vissuto con la madre e con lo zio materno, libero e felice, studi approssimativi e irregolari, ma tanto tempo per scorrazzare dove voleva con lo zio che era la fonte a cui attingeva per saziare la sua curiosità.
Nel 1469 lavora nello studio del Verrocchio che lo ha preso a bottega su preghiera del padre Piero da Vinci il quale paga al Verrocchio le spese ed è orgoglioso del figlio (fonte Vite del Vasari).
Nel1472 è già iscritto alla compagnia degli artisti e pittori di Firenze e ha un proprio studio.

Il ritratto di Ginevra Benci lo fa nel 1475. Non ha mai dipinto le mani su quel ritratto.

L’accusa di sodomia è del 1476 (non è più dal Verrocchio quindi), viene processato e assolto (non liberato per intercessione di non si sa chi).

Caterina da Cremona non è mai esistita, tutte le vicende che la riguardano sono immaginarie e, soprattutto, Leonardo non è mai stato accusato di alcun omicidio in vita sua e non è mai stato imprigionato nemmeno per l’accusa di sodomia.

Continuerò a guardare questa fiction, divertendomi a consultare le diciassette pubblicazioni che possiedo su questo artista per confrontarle con la storia, fortemente romanzata, che ci viene presentata da mamma Rai, parecchio lontana dalla realtà storica della vita leonardesca.

Ma oggigiorno si deve intrattenere, non è più importante fare cultura, anche perché chiunque può consultare gli innumerevoli testi scritti da fior di storici e grandi critici come Carlo Pedretti, forse il maggior studioso di Leonardo.
Peccato che molti prenderanno questa fiction per oro colato.