Avvertimento a tutti i lettori

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SALVE, MI PRESENTO: SONO LA “NIKE DI SAMOTRACIA”

Ci tengo a precisare che questo bellissimo articolo non è mio ma è ripreso dal blog

https://sulparnaso.wordpress.com/

Sul Parnaso

SALVE, MI PRESENTO: SONO LA “NIKE DI SAMOTRACIA”

di Giulia Marenco

(IV Liceo Classico “Filippo Juvarra”, Venaria – TO)

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Parigi, capitale europea dell’amore, possiede un luogo, tempio di coloro che amano l’arte come si potrebbe amare una donna. Tale luogo si trova sospeso nell’oceano del tempo tra antico e moderno.

Un vero e proprio gioiello museale che, tra tante scale, corridoi e sale ne possiede una che è sorvegliata da una donna alata acefala, priva, per di più, di mani e braccia. Lei accoglie gli osservatori con la sua delicatezza e, a chi vi presta attenzione, racconta di sé e della sua storia:

«Salve, sono Nike, fino al IV secolo a.C. non avevo identità, anzi, ero spesso associata ad Athena, dea della Sapienza, delle Arti, della tessitura e delle strategie militari, ma dal III a.C. si cominciò a narrare fossi figlia di Pallade, che altri chiamano Pallante, ovvero il…

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I giorni della merla

 

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Foto presa dal web
http://www.photomazza.com/

Si narra che, in origine, Gennaio avesse solo 29 giorni, secondo il calendario degli antichi romani, ovvero quello di Numa.
All’epoca pare che i merli fossero candidi come la neve e in un mese di Gennaio una merla ebbe una nidiata prematura. Preoccupata per la sua prole pregò questo mese di non eccedere con il freddo, di essere magnanimo con suoi piccoli e Gennaio ascoltò la sua preghiera e cercò di non essere troppo gelato.
Il ventinovesimo giorno, ultimo giorno del mese, la merla fece uscire dal nido i suoi piccoli, pavoneggiandosi felice e deridendo Gennaio invece di essergli grata.
Gennaio si arrabbiò tantissimo, andò da Febbraio e si fece prestare due giorni: 30, e 31, poi chiamò a raccolta Tramontana, Gelo e Neve e imperversò con un freddo terribile, mai accaduto prima di allora.
La merla spaventata, per salvarsi, si rifugiò con i suoi piccoli all’interno di un comignolo fumante. Si salvarono, ma da quel giorno le loro piume bianche immacolate, sporcate dal fumo del camino, rimasero nere come il carbone e Gennaio non restituì più i due giorni a Febbraio e i giorni “della merla” (il 29, più 30 e 31) rimasero i più freddi dell’anno.

Amenità

Sfogliando un mio vecchio diario del 1982, ho letto alcuni “pensierini” fatti all’epoca:

Arno – da un po’ di tempo a questa parte, l’Arno è nero, nero. Che stia tramando la congiura dei Puzzi?

Bongusto – Quest’inverno è ritornato di moda, per via del Fred.

Kissinger – il gi-ulivo della pace.

Ottimista – colui che accende il televisore perché si è annoiato della radio.

Parabola – anticamente era una storiella a fondo morale, oggi è la traiettoria di un proiettile  a sfondo mortale.

Quadripartiti – fughe all’estero di opere d’arte

Rifiutare – fiutare due volte (poi si chiama il cameriere perché il pesce puzza)

Scapolo – uomo fortunato che può scendere, a piacimento, dalle due parti del letto.

Statistica – quella cosa per cui, avendo la testa nel forno acceso e i piedi nel freezer, si gode della temperatura ideale.

Tram – veicolo che passa subito dopo che sei andata via perché stanca di aspettarlo.

Week end – fine settimana trascorso tra insulti, incidenti e ingorghi stradali.

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Winter shapes – pastelli a cera su carta nera
mie opere

Che il 2017 sia sereno, leggero e luminoso per noi tutti.

Jack London – Il popolo dell’abisso

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Nell’estate del 1902, Jack London, giornalista e scrittore americano, visita Londra, anzi vi rimane per alcuni mesi, esplorando soprattutto la regione dell’East End, deciso a credere solo a ciò che avrebbe visto, piuttosto che agli insegnamenti di coloro che avevano scritto senza vedere, o alle parole di coloro che avevano visto e non avevano capito.
La Regina Vittoria era morta nell’anno precedente e l’epoca era considerata quella dei “bei tempi”.
Da questa esperienza, Jack London ne ricava un libro dal titolo “Il popolo dell’abisso” .
Nella sua prefazione egli scrive:
[…] All’estate del 1902 seguì un inverno eccezionalmente rigido. Fame e privazione giunsero a un livello tale che la società era incapace di affrontarle. Innumerevoli disoccupati formavano cortei, qualche volta persino una dozzina al giorno, che sfilavano per le vie di Londra reclamando pane. Nel gennaio 1903, Justin McCarthy scriveva all’Independent di New York:
“Non c’è più posto nelle workhaouses
(ricoveri per indigenti e disoccupati) per accogliervi la massa dei morti di fame, che giornalmente vengono a battere alle loro porte, supplicando si dia loro alloggio e nutrimento. Tutti gli istituti di beneficenza hanno esaurito le risorse, nello sforzo di nutrire gli ospiti affamati delle soffitte di Londra, quelli del sottosuolo, delle cantine, dei vicoli, degli angiporti della capitale. Le sedi dell’Esercito della Salvezza sono invase ogni sera da orde di miserabili, affamati, che non possono ottenere alcun soccorso da nessuna parte.”

Nel capitolo in cui London descrive l’East End di Londra, egli scrive:

Qui la vita è grigia e monotona, senza risorse e sporca. Le vasche da bagno sono totalmente sconosciute, mitiche quali l’ambrosia degli dei. La gente stessa è sporca […]. Strani odori sono portati dal vento impregnato di grasso, la pioggia quando cade assomiglia più al grasso che all’acqua del cielo. Perfino i ciottoli sono coperti di grasso. […]
Qui vive una popolazione tanto ottusa e priva di immaginazione quanto i mattoni sbiaditi delle vie grigie. La religione vi è virtualmente morta e vi domina un materialismo stupido, grossolano, distruttivo per le cose dello spirito, per i più alti istinti vitali. 

In un solo giorno, nel Regno Unito, più di un milione di persone ricevono il soccorso della legge dei poveri. Uno su undici dell’intera classe dei lavoratori riceve tale soccorso durante l’anno. 37.500.000 persone ricevono meno di 60 dollari al mese per famiglia e un esercito di 8.000.000 di persone vive ai limiti della fame.

Rincasata la folla che era uscita dai teatri, le strade diventarono deserte e silenziose. Non si vedevano che straccioni, uomini, donne e bambini, rincantucciati contro le case, sotto qualche cornicione o qualche balcone, per ripararsi dal vento che soffiava furiosamente e dallo scrosciare della pioggia che aumentava. […] I poliziotti, applicando il regolamento, perseguitano i senzatetto costringendoli a vagare tutta la notte per le strade della città.
Al mattino, Green Park è il primo giardino pubblico ad aprire le porte. I vagabondi, affranti dal loro vagabondare notturno, vi fanno irruzione e si lasciano andare sulle panchine, o si addormentano sull’erba fradicia.

Questo libro è ancora oggi una valida testimonianza delle sofferenze degli emarginati della società capitalistica, sviluppatasi con la rivoluzione industriale, in una Inghilterra che era considerata il più vasto, ricco e possente impero mai esistito.

L’immagine riportata sulla copertina del libro riproduce un quadro di Luke Fildes.

Trofeo al torneo d’Autunno 2016

Come si evince dalla tabella punti in calce al post precedente, la vincitrice del Torneo d’Autunno 2016, da me proposto, è:

Liana con 179 punti  

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alla quale vanno i nostri complimenti ed applausi  13172924-emoticon-applausi-archivio-fotografico

Di stretta misura seguono: Alidada con 178 punti, Cristiana con 177 e Guido 175.
A pochi metri dal traguardo:Francesca, Angela e Paolo.

Un grazie di cuore a tutti i partecipanti per l’entusiasmo e l’impegno profuso e, se qualcun altro avesse voglia di proporre un altro gioco, sarò felice di parteciparvi anch’io.

Di seguito, i quesiti e le soluzioni, alle quali, in alcuni casi, ho accettato anche versioni diverse dalle mie, purché rispettanti  regole e logica.

1° quesito

Personaggio famoso: Chi è?
Nessuno era con lui quando gli fu tolta la vista “
soluzione: Polifemo (parola chiave Nessuno = il nome con cui Ulisse si presenta al Ciclope monocolo)

2° quesito (10 punti) anche questo è facile facile.

Hai-Kaizzazione
A quale opera letteraria italiana si riferiscono le seguenti parole?
vita – oscura – smarrita – dura – forte – paura
soluzione: Incipit della Divina Commedia

 

3° quesito (10 punti)

Catena : da Topolino a paniere

Topolino

fxxxxxx

bxxxx

gxxxxxx

uxxx

paniere

Soluzione  fumetto (brodo di pesce) – brodo – gallina – uova

4° Quesito (10 punti)

Che cosa hanno in comune i seguenti scrittori?

Gérard de Nerval

Franco Lucentini

Yukio Mishima

Ernest Hemingway

Reinaldo Arenas

soluzione: sono tutti morti suicidi

5° Quesito (20 punti)

Indovinello

(non è un’opera d’arte)

Di che cosa si tratta?

Su quella tavola una spolverata

ho voluto darla io per primo.

Una crosta pareva: gratta gratta

salta fuori che è un Parmigianino.”

soluzione: formaggio (parole chiave: tavola, crosta, gratta gratta)

6° Quesito (20 Punti)

Proporzioni letterarie

sono quattro proporzioni, osserva che cosa cambia fra i primi due termini per trovare la risultante.

LAMENTO:MONTALE = CALIPSO:X

COLLO:COLLODI = POLIZIA:X

DANTE:FANTE = PETRARCA:X

ARIOSTO:ARROSTO = BOITO:X

soluzione: Pascoli (anagramma) – Poliziano (aggiunta finale di sillaba) – Tetrarca (Cambio iniziale)
botto (cambio interno)

7° Quesito 820 punti)

Anagramma

In questa coppia di versi si cela l’anagramma (in una unica parola) del cognome di un famoso pittore italiano morto nel secolo scorso.

Sfogo d’artista

Lo facciano per beffa, o per far soldi,

mi falsificano solo i manigoldi.

soluzione: Modigliani  – la parola da anagrammare è l’ultima

8° Quesito (20 punti)

Da una parola all’altra

Da PORCO a MONDO con quattro passaggi intermedi.

Valide solo parole di senso compiuto, composte da 5 lettere, cambiando una sola lettera

a passaggio. Non sono ammesse flessioni verbali.

PORCO

XXXXX

XXXXX

XXXXX

XXXXX

MONDO

soluzione: porto – torto – tordo – tondo

9° Quesito (30 punti)

DOPPIO SENSO Intervista sbarazzina

Cosa dici tu del maschio? “Male”

Cosa ti porta fortuna? “L’estate”

Come sono le persone ardite: “Brave”

Detto questo, la lingua mi mostrò!

Sì, ma quale?

soluzione: inglese (parole chiave male maschio – estate eredità – brave ardito)

Ultimo quesito (30 punti)

Citazione

tratta dall’opera di uno scrittore italiano che è stato maestro delle giovani avanguardie degli anni sessanta del secolo scorso, per le sue sperimentazioni sul linguaggio e per la struttura della sua prosa.

A numero uguale lettera uguale. I punti separano le lettere, le lineette separano le parole.

[…] 1.2.3. – 4.3. – 5.6.7.8.2.9.10.2. – 11.7. – 12.10.3.3.7. – 1.13.7. – 14′.15.16.16.2.5.5.15.17.7.3.2. –

5.4.5.5.15. – 9.15. – 1.15.8.10.1.7.5.5.15. – 9.10.16.7.6.2′. – 8.7.6.4.9.15.3.10. – 18.2.6.6.10.18.10.-[…]

Attenzione:

11=D

12=Z

13=H

14=J

17=V

dopo il n°14 c’è un apostrofo –

il n°2, alla fine della terzultima parola, è accentato.

Di quale scrittore si tratta e da quale opera è stata tratta la citazione?

soluzione: Carlo Emilio Gadda  – Quer paticciaccio brutto de via Merulana
parola chiave “merulani”
testo decriptato

… con un tremolio de zinne che j’abbottaveno tutta la camicetta, liberò merulani sorrisi…