Ospiti

mie foto

L’anno scorso ho avuto la compagnia della grossa locusta Eugenia che albergava tra i rami dell’erba Luisa davanti alla porta di casa. Poi, durante l’estate è volata altrove, o forse se la sono mangiata le gazze.

Quest’anno c’è una lucertolina che ha preso possesso dello spazio fra i grossi vasi di orchidee, sul pianerottolo della scala esterna, proprio davanti alla porta di casa. Sembra non avere alcun timore, quando esco si sposta un po’, ma non se ne va. Si allontana e va sull’erba Luisa, oppure sui fico davanti alla ringhiera, solo quando mi vede con la scopa in mano, poi ritorna fra i vasi e a fare bagni di sole.

Non ho capito se è un maschio o una femmina, non conosco le differenze che ci sono fra questi rettili, perciò non le ho ancora dato un nome, ma mi fa piacere stare a guardarla attraverso i vetri della porta di casa, per non disturbarla.

Chiedo scusa a Leonardo

grafite e acquerello
ispirato a Leonardo
mie opere

Ieri sera la prima puntata su Leonardo.
Bella, interessante, poco a che vedere con la storia di Leonardo.

Innanzitutto l’infanzia di Leonardo è stata serena, ha vissuto con la madre e con lo zio materno, libero e felice, studi approssimativi e irregolari, ma tanto tempo per scorrazzare dove voleva con lo zio che era la fonte a cui attingeva per saziare la sua curiosità.
Nel 1469 lavora nello studio del Verrocchio che lo ha preso a bottega su preghiera del padre Piero da Vinci il quale paga al Verrocchio le spese ed è orgoglioso del figlio (fonte Vite del Vasari).
Nel1472 è già iscritto alla compagnia degli artisti e pittori di Firenze e ha un proprio studio.

Il ritratto di Ginevra Benci lo fa nel 1475. Non ha mai dipinto le mani su quel ritratto.

L’accusa di sodomia è del 1476 (non è più dal Verrocchio quindi), viene processato e assolto (non liberato per intercessione di non si sa chi).

Caterina da Cremona non è mai esistita, tutte le vicende che la riguardano sono immaginarie e, soprattutto, Leonardo non è mai stato accusato di alcun omicidio in vita sua e non è mai stato imprigionato nemmeno per l’accusa di sodomia.

Continuerò a guardare questa fiction, divertendomi a consultare le diciassette pubblicazioni che possiedo su questo artista per confrontarle con la storia, fortemente romanzata, che ci viene presentata da mamma Rai, parecchio lontana dalla realtà storica della vita leonardesca.

Ma oggigiorno si deve intrattenere, non è più importante fare cultura, anche perché chiunque può consultare gli innumerevoli testi scritti da fior di storici e grandi critici come Carlo Pedretti, forse il maggior studioso di Leonardo.
Peccato che molti prenderanno questa fiction per oro colato.

Stufa

mani di vecchio con bastone

Grafite e acquerello
mie opere

Sono stufa.

Stufa delle infinite chiacchiere che hanno riempito quest’anno disgraziato.
Stufa dei casini e dello scaricabarile che la lotta politica interna alla nostra regione ha creato gli infiniti disagi che si sono riversati su noi cittadini.
Stufa che si facciano decreti e leggi, a tavolino, senza mai riflettere sulle conseguenze pratiche che esse hanno.
Stufa che USA – UE -URSS – CINA, etc. continuino a farsi le scarpe uno con l’altro e che ciò avvenga anche all’interno dell’UE dove le varie nazioni non sono mai riuscite a ragionare all’unisono ma a portare solo acqua al proprio mulino.
Stufa che epidemiologi, virologi, microbiologi, medici vari, si diano addosso uno con l’altro come se ognuno di loro avesse la verità in tasca invece di ammettere che la medicina non è una scienza esatta e che, nonostante il progresso avvenuto nei secoli, si sa ancora molto poco su molte cose.
Stufa che l’umanità abbia dimenticato la propria origine e creda che ogni popolo appartenga a una razza diversa, come se un cavallo nero non fosse cavallo se è di un altro colore.
Stufa che ci siano politici e capi di stato che aprano bocca e sprechino parole prima di aver innestato il cervello.
Stufa che la ricchezza sia così mal distribuita, mentre la stupidità sia distribuita così bene.

E sono anche stufa, questa mattina, perché le mie vecchie ossa scricchiolano, i muscoli sono doloranti, la vecchiaia si fa sentire in questa primavera del cavolo in cui imperversano solo quelle fanatiche delle tortore che vogliono a tutti costi fare il nido in un qualsiasi punto impervio della mia casa rompendomi le scatole con il loro continuo tubare a 100 decibel.

Adesso la pianto di lamentarmi: vado a fare la polenta taragna, così mi consolo un po’.

Sanremo venti ventuno

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olio su tela mie opere

Erano anni che non seguivo il festival della canzone italiana (!)

Prima serata, sono andata a letto prima della classifica finale: mi ero addormentata, mi ha svegliato la banda militare.

Seconda serata, a mezzanotte mancavano ancora la metà delle canzoni.
Nel frattempo si erano esibiti tutti, meno che i cantanti ancora in gara, anche la Cinquetti che, ormai, oltre che l’età non ha più nemmeno la voce e Leali che non perderà mai la cadenza bresciana, ma è impensabile che faccia un corso di dizione alla sua età.
Me ne sono andata a letto dopo Ermal Meta, anzi prima che finisse.

Lo so, sono vecchia, fuori dal mondo, la musica di oggi faccio fatica a capirla, i testi poi li devo leggere perché, con la bocca attaccata ai microfoni le parole diventano un suono indistinto.
Ho avuto solo un brivido, la prima serata, per la musica della canzone di Max Gazzè, del testo non ho capito un’acca, ma la musica era molto, molto buona e poi lui, vestito da Leonardo: che bella barba!

Amadeus e Fiorello, ma Fiorello fa ridere? Perché? Io non riesco a ridere, forse sono tonta.
In compenso cantano bene, ecco, quando loro cantano mi piace.

Vorrei però sapere se è il festival delle canzoni, o quello dei cantanti che si presentano con abbigliamenti stravaganti, come se una cornice imponente migliorasse un quadro scadente.
E se è il festival della canzone, perché invece di presentare le canzoni in gara, sono più importanti gli ospiti e ce ne sono fin troppi? E Ibrahimovic perché era lì, a fare cosa? La bella statuina?

Con la scusa che non c’è il pubblico in sala che potrebbe ribellarsi e linciarli, il festival va avanti per ore infinite, nelle quali solo la pubblicità la fa da padrona.

Lo so, sono vecchia, non capisco niente della musica di oggi.
Chiedo venia.
Però questa sera, se non trovo null’altro da guardare, me ne vado a letto con un buon libro a farmi compagnia.

Agenda

Ho un’agenda perpetua.
Non la Perpetua di Don Abbondio, ma un’agenda che si può usare in eterno, perché non riporta l’anno o i giorni della settimana, solo il numero del giorno e il mese.
Ce l’ho da parecchi anni.
Ogni giorno giro una pagina, su quella a destra c’è la riproduzione di un quadro di un pittore famoso, su quella a sinistra, il numero del giorno e un aforisma con il suo autore.

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mie foto

In questa agenda ho riportato le vicende della nostra famiglia: i nati, i morti, le malattie gravi e le disgrazie, gli eventi gioiosi, i matrimoni, i compleanni, i vari anniversari e qualche pensiero personale.

Ogni giorno giro una pagina e rinnovo gioie e dolori, ritrovo i miei cari e immagino che cosa succederebbe se ognuno di noi potesse entrare nel quadro corrispondente al nostro compleanno.

Sono in letargo

 

 

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Acquarello
mie opere

Sono in letargo.

Anche il computer sembra esserlo.

In questi ultimi giorni, passate le feste, tornata alla mia solitudine ovattata, sono venuti a cambiare i contatori dell’ENEL. Uno non si può togliere: ha una vite che gira a vuoto. Verranno altri tecnici più adatti alla bisogna!

Stiamo passando da UBI banca a Bper, bontà loro.
Stamane ho telefonato in banca: per mia fortuna sarà fatto tutto in automatico, non mi devo preoccupare.

Ho la sensazione che qualche cosa sia rimasto in sospeso, in attesa di non so che…anch’io mi sento sospesa, per così dire “in prestito”…è una sensazione strana che mi fa sentire il desiderio di tornare sotto il piumone, a rotolarmi fra le braccia di Morfeo.