Al mè giardin

tre margherite

mie foto

 

Poesia di Luigi Giovetti (mantovano)

Ma s’l’è bèl al giardin

in Primavera.

A gh’è do ròșe

a gh’è trè margarite

a quàtar viòle;

a gh’è al pin

ch’ho piantà dòpo al Nadal

a gh’è ‘na pianta ad pom

ch’ho mai magnà.

Chi è ch’ha dit

che ‘l giardin

ch’a gh’è davșin

l’è püsè bèl?

A l’è on balòs,

l’è mia vera,

l’è sol pü gròs.

Traduzione in linguaggio corrente:

Ma come è bello il giardino

in Primavera.

Ci sono due rose

ci sono tre margherite

e quattro viole;

c’è il pino

che ho piantato dopo Natale

e c’è una pianta di mele

che non ho mai mangiato.

Chi è che ha detto

che il giardino

che c’è qui vicino

è più bello?

E’ uno sciocco,

non è vero,

è solo più grosso.

El dé de Santa Cruss

 

pioggia in giardino

pioggia nel mio giardino
mie foto

Un antico proverbio delle nostre parti, cita:
“Se piœf el dé de Santa Cruss, quaranta dé piœisinuss”

Infatti, il 3 di Maggio (Santa Croce) verso sera, al tramonto, si è scatenato un bel temporale e, come cita il proverbio, da allora, ogni giorno, soprattutto verso sera, da noi piove.

Se il 12 giugno (quaranta giorni dalla Santa Croce) smetterà di piovere, potremo dar ragione ai nostri vecchi che hanno coniato questo proverbio.

La piccola cornacchia

Nel tardo pomeriggio, oggi, stavo passeggiando in giardino. Improvvisamente due cornacchie hanno incominciato a volare sopra la mia testa, a bassa quota, quasi volessero attaccarmi, gracchiando alla disperata.
Il suono della loro voce non è particolarmente gradevole: un “cra- cra- cra” gutturale e assordante.
Mi sono fermata ad osservarle, chiedendomi che cosa diavolo avessero da urlare tanto. Altre cornacchie sono arrivate in volo, ne ho contate otto. Strano, nella mia zona ce ne sono due stanziali ormai da un paio d’anni, non ne avevo mai viste altre. Non abbiamo mai fatto loro del male, anche se ci danno fastidio e non tanto per il loro sgraziato gracchiare, ma perché fanno strage di uccellini implumi nei nidi che ci sono sui nostri alberi.
Sono rimasta lì ferma, incuriosita, poi ho notato un movimento nell’erba e ho visto una giovane cornacchia impaurita che cercava di mimetizzarsi. In tanti anni che abito qui non mi era mai capitato di vedere una cornacchia sul terreno del nostro giardino.

Mentre tornavo di corsa in casa per prendere la macchina fotografica, la cornacchietta si è spostata tra l’edera, contro il muro, per proteggersi meglio.

cornacchia
mie foto

Ora che sono tornata in casa, non sento più il “Cra-Cra” delle cornacchie, si sono tranquillizzate e fra qualche giorno il loro cucciolo prenderà il volo.

 

Il piccolo merlo

Stavo annaffiando dietro casa, un piccolo spazio lasciato libero da colture, un po’ selvaggio. C’è un vecchio albero di mele, una piccola pianta di prugne Mirabelle, un cespuglio rampicante di caprifoglio bianco e giallo, della vite americana che in autunno si colora di rosso, un cespuglio di bosso, un tronco tagliato di olmo da cui nascono nuovi germogli, delle ortensie bianche, un acero e una phytolacca. Era lo spazio recintato riservato al nostro cane, quando ne avevamo uno.

Dalla lunga canna di gomma usciva un getto di acqua fresca e limpida, stavo bagnando una piccola felce che chissà perché stava spuntando lì, vicino alla rete divisoria. Un frullo improvviso e un piccolo volo stentato di un merlottino, ancora quasi incapace di volare, mi ha colto di sorpresa. Ho posato la canna per terra e sono andata a chiudere l’acqua. Sono entrata nel recinto, con cautela, cercando di fare meno rumore possibile. L’uccellino si era spostato dall’altra parte del recinto, contro il muretto di confine e si era mimetizzato tra l’erba, immobile, come una piccola statua. Mi sono allontanata, sempre con molta cautela, sperando che non se ne andasse. Ho recuperato la macchina fotografica in casa. Non sono granché come fotografa. La macchinetta digitale che mi è stata regalata per il mio sessantesimo compleanno, continuo ad usarla in “automatico”, mi rifiuto di passare ore a cercare di capire il fitto manuale di istruzioni di cui era dotata. Sono tornata nel recinto e l’uccellino era sempre lì, immobile, così ho potuto fotografarlo.

il piccolo merlo
mie foto

Da allora, lo osservo dalla finestra con un piccolo binocolo, ho notato i suoi genitori che vanno a nutrirlo. Spiccherà il volo fra qualche giorno. Meno male che non abbiamo più nemmeno la nostra  vecchia gatta.