Almeno una volta l’anno

 

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disegno a china
mie opere

Capita, almeno una volta l’anno, che un uccellino si intrufoli nel camino della canna fumaria della mia cucina e finisca dentro la stufa a legna, quelle di tipo economico, con il forno e i cerchi in ghisa, che serve per cucinare, oltre che per riscaldare.

È successo anche ieri.

Per fortuna la stufa non la uso più, da almeno tre anni.
L’uccellino finisce sempre nel vano che c’è sotto al forno e che ha una sola via d’uscita: la feritoia che mette il vano in comunicazione con lo spazio che contiene la “caldera”, ovvero il recipiente rettangolare e profondo atto a contenere l’acqua che si riscalda quando la stufa è accesa.

Dopo il primo spavento, l’uccellino inizia a dibattersi e, naturalmente, fa un po’ di baccano così ci si accorge di quanto è accaduto. Allora, per prima cosa chiudo la porta della cucina, oscuro una delle finestre, quella a sinistra della stufa, apro la finestra che sta di fronte alla stufa, alzo la zanzariera e libero il vano caldera. Poi faccio penetrare la luce della torcia nel vano caldera indicando al malcapitato la via d’uscita. A volte ci vuole un po’ di aiuto, ad esempio facendo un po’ di rumore nel forno e l’uccellino, quindi, con un frullo d’ali vola verso la luce.

Di solito si posa sull’ulivo poco lontano e cinguetta, credo per comunicare agli altri che è ancora vivo, nonostante la brutta avventura.

La prima volta che questo fatto accadde, molti anni fa (eravamo appena sposati) non riuscimmo a capire subito che cosa fosse il rumore proveniente dalla stufa, inoltre l’inesperienza ci fece precipitare a soccorrere il povero uccelletto senza pensare alle conseguenze: liberammo il vano caldera e l’uccellino uscì ma, disorientato, andò sbattere contro tutte le pareti bianche della cucina sporcandole di fuliggine, prima di riuscire a imboccare la finestra.

Covid 19 – 4 marzo 2020

Qui al paesello la prima vittima.
Ci hanno esortato a restare in casa e non è difficile per me che esco poco anche in tempi normali. Ma, visto che mi viene imposto, il mio spirito ribelle si è risvegliato e mi vien voglia di correre fuori.
A ogni sirena di ambulanza (ieri tre) si pensa ai parenti, agli amici…

Ho finito di colorare gli “uccelletti” che avevo disegnato una trentina di anni fa. Un progetto fatto per dipingere sei piatti di porcellana, ma poi finito nel dimenticatoio, come capita quando si ha una bambina piccola e ci sono cose più urgenti da fare. Li ho ritrovati per caso, la settimana scorsa e mi sono divertita a colorarli, anche se i piatti, ormai, non li dipingerò più.

Dopo il primo dei cardellini, già postato, ecco gli altri cinque:

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cince

 

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ciuffolotti

 

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codirossi

 

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fringuelli

 

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usignoli

 

I cardellini e le cince sono già qui in giardino, presto arriveranno anche gli altri a rallegrarci.