Oggi

 

pioggia in giardino

mie foto

Oggi ho voglia di far nulla.
Pioviggina, ha piovuto tutta la notte e la mattina e sta continuando anche ora.
Alla finestra ho guardato i merli che becchettavano nell’erba e cercavano lombrichi, qualcuno di loro si è fatto il bagno nelle pozzanghere della strada.
Ieri ho tagliato l’erba del prato, ho lasciato però qualche ciuffo di margheritine e anche di ranuncoli gialli e lucidi, come se fossero laccati.
Ho pure scoperto un’ortica, dietro una delle viti e l’ho lasciata lì, perché cresca e si moltiplichi. Erano anni che non ne vedevo di ortiche nel nostro giardino.
Ho vagato per le stanze silenziose, senza pensieri, senza bisogni, senza desideri, senza tristezza, così, senza voglia di nulla.
Di solito ho mille cose da fare, anzi, sono lì che aspettano di essere compiute, finite, anche ora e le vedo, lì in attesa di essere riprese in mano, ma ho solo voglia di bighellonare così, in un ozio prezioso e inusitato, voglia di stare ferma alla finestra a guardare la pioggia e i merli e le piante che gocciolano, nel silenzio che mi avvolge, in attesa che cali la sera.

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Inevitabili cambiamenti

Da ieri la squadra dei potatori sta lavorando alacremente.
Ieri sono state potate le grandi piante, quelle che superavano i quindici metri di altezza e sono state ridotte, per così dire, ai minimi termini di sopravvivenza: la magnolia, il bagolaro e il grande abete rosso. L’altro abete si è dovuto abbatterlo perché era danneggiato da coleotteri che si erano introdotti nel suo tronco infettando il midollo. La copiosità della  fuoriuscita di resina che imbrattava il tronco rendeva visibile il danno. Anche il grande cipresso argentato, abbracciato al bagolaro, si è dovuto abbatterlo, lasciandone tre metri circa perché questo pezzo di tronco è inglobato dal bagolaro.

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A sinistra il grande bagolaro già potato. In primo piano un acero che verrà potato oggi. (mie foto)

Oggi stanno lavorando sulle piante più basse, quelle da frutto e sui cespugli, ne avranno per tutto il giorno e anche domani dovranno tornare per finire e ripulire il tutto. Il camion fa la spola per trasportare tutto il materiale tagliato che non è poco davvero.

Ripenso a sessant’anni fa.
il nostro giardino, alla periferia del paese, era circondato dal nulla. L’orto e il frutteto ci fornivano frutta e verdura per tutto l’anno e le nostre api, che impollinavano le nostre piante da frutto, ci davano il miele che, d’inverno, diventava granuloso. Quante fette di pane burro e miele ho preparato per la mia colazione da ragazza e anche a mia figlia quando era piccola. Mio padre aveva costruito un’arnia con le pareti di vetro chiuse da piccole ante di legno rimovibili. Venivano ogni anno le scolaresche a farsi spiegare la vita delle api.
Il vigneto ci forniva vino e grappa. Per la carne e le uova allevavamo galline, polli, conigli, piccioni e galline faraone. Avevamo interrato una vecchia vasca da bagno per farne un piccolo stagno per le nostre anatre. Perfino un maialetto abbiamo cresciuto un anno.
Mia figlia, da piccola, ha giocato con i nostri animali e anche con i serpentelli innocui che, all’epoca, circolavano nel nostro giardino. Ha raccolto pipistrelli caduti dal loro nido e toporagni capitati per caso, ricci e farfalle, bombi e coleotteri.

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mie foto

 

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mie foto

Mio padre prima e mio marito poi hanno cercato ostinatamente di mantenere questo piccolo polmone verde, hanno sostituito ogni albero morto con un altro, hanno coltivato frutta e verdura in abbondanza da regalare a parenti e amici, era la loro passione.

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Upupa in giardino
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A poco a poco, intorno al nostro giardino sono sorte molte altre case, si è cementificato tutto quanto era disponibile. A pochi passi ci sono fabbriche e supermercati, villaggi interi, appartamenti e condomini che ora, con la crisi, sono rimasti sfitti.
La cementificazione e l’inquinamento conseguente hanno fatto morire le api, l’acqua delle falde freatiche superficiali a cui attingono i nostri pozzi da irrigazione è inquinata da liquami e idrocarburi prodotti dalle attività agricole intensive e dalle fabbriche. Il terreno fertile superficiale è esausto e ormai inquinato. Le piante sono colpite da malattie fungine e i frutti vengono attaccati dalla cimice asiatica e marciscono prima di maturare. Molti uccelli si sono spostati dalle campagne nei giardini, dove trovano sicurezza e cibo e fanno scempio negli orti e nei frutteti.

Mio padre e mio marito non ci sono più e anche il loro piccolo paradiso non esiste più.

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mie foto pero cotogno abbattuto dal vento

 

Potatura

Lunedì, in un villaggio di poco lontano dal mio, una tromba d’aria ha provocato parecchi danni.
Qui da noi il vento era forte e ha spazzato e sparpagliato tutto ciò che ha trovato sul proprio cammino.

Questa mattina sono iniziati i lavori di potatura nel mio giardino.
Devo ridurre e contenere tutte le piante e i cespugli, prima che il vento ne faccia scempio.

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Il clima si è modificato e continuerà a farlo.
Siamo in ritardo di cinquant’anni e i “grandi” della terra se ne sono sempre altamente fregati di questi problemi.
Inutile che io faccia l’elenco di ciò che si poteva fare, di ciò che non è stato fatto, dei danni attuali a livello mondiale, di ciò che sarà il futuro: persone più competenti di me ne hanno già parlato, disquisito, comunicato.
Nel mio piccolo ho sempre cercato di applicare quelle regole di vita che potessero salvaguardare l’ambiente che mi circondava.
Mi sono, però, sempre resa conto che è quasi inutile ciò che noi “piccoli” facciamo, se i “grandi” della terra, che spesso sono tutt’altro che “Grandi”, non obbligano tutte le nazioni a prendere corrette decisioni.
Inoltre, gli interessi commerciali (multinazionali, grande distribuzione, trasporti, produzione) non hanno mai avuto altri interessi se non quelli che possano aumentare i guadagni e noi stessi sprechiamo risorse, per le nostre comodità, molto più del necessario.

Autunno nel mio giardino

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Abbiamo ricoverato i limoni, il cedro e la clementina, tutti i fiori: fucsie, clivie e plumbago ancora tutti fioriti, orchidee, gerani, piante grasse, e altri vasi, nelle serre che li proteggeranno durante l’inverno.

Dovremo raccogliere i frutti dei kiwi prima del gelo. Le altre piante da frutto stanno perdendo le foglie che si ammassano ai piedi degli alberi e ne fanno da pacciamatura. Il vento ha sradicato la vecchia pianta di pere cotogne e l’anno venturo non farò più la gelatina con i suoi frutti.

Quest’anno tutta la frutta è stata danneggiata dagli uccelli, dagli insetti e da malattie fungine. Un anno disastroso. Come se il giardino si fosse ribellato alla sua assenza, al fatto che non ci fosse più lui a curarlo. Anche le rose hanno fatto sciopero, una fioritura misera e stentata.

I limoni maturati in autunno sono in una cassetta e serviranno per l’inverno.

Piove, oggi. Una pioggerella sottile, lenta, leggermente ghiacciata. Sa più di marzo che di novembre, anche se ha un leggero odore di neve, di una neve lontana, forse sulle Prealpi che, in certe giornate di sole limpide e terse come cristalli, si intravedono all’orizzonte, leggermente ondulate e di un chiaro azzurro, appena più scuro del cielo.

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Curiosità nel mio giardino

E sempre per gli amanti della natura, ecco alcuni visitatori del mio giardino:

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Questa è una larva di coccinella.
La prima volta che l’ho vista m’ha preso un accidente: non sapevo che razza di insetto fosse, sembrava un panzer marziano. Poi ho scoperto che ce n’erano in grande quantità e correvano come matte di qua e di là, sulle rose, sui limoni…Così ho cercato nei miei libri e ho compreso quanto fossero utili, perché sono le larve delle coccinelle che divorano gli afidi e le abbiamo lasciate fare: che se li mangiassero pure tutti.

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Mantide religiosa, maschio.
Vagava sul muro di casa.
Il maschio è più piccolo e affusolato della femmina.
Le mantidi si muovono a scatti, lentamente, come se fossero mezze paralizzate.
Ne trovo sempre qualcuna in giro, a caccia di altri insetti.
Una volta un uccellino luì svolazzava intorno alla testa di Federico e non riuscivamo a capire che cosa avesse, poi sfrecciò sulla sua spalla e prese al volo una mantide che si era posata lì.
I luì amano le farfalle, le mantidi e un sacco di altri insetti e se li mangiano con gusto.

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Dulcis in fundo una bellissima podalirio.
Era talmente ubriaca del nettare dei fiori di limone che si è lasciata avvicinare a un palmo di naso e sono riuscita a fotografarla.

Martedì

Piove, lentamente e quasi senza rumore.
Solo un ticchettio sommesso sulle foglie delle piante assetate.
Qualche sordo brontolio lontano, dietro le nuvole, là in alto.
L’odore della terra bagnata si mescola a un vago sentore di vaniglia, forse una vicina sta preparando una torta.

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Sul sambuco, vicino alla scala di casa, la tortora protegge il suo ultimo nato. Non ho ancora sentito né visto le gazze, oggi. Loro si fermano sempre sull’ulivo dietro alla casa e fanno un baccano d’inferno quando il gatto dei vicini va a passeggiare sotto l’ulivo.
Forse le gazze hanno lì un loro nido e il gatto lo sa.

I merli si stanno beatamente bagnando nelle pozzanghere al centro della carreggiata della strada.

Una testa di c…o sta passando sulla strada con la musica a tutto volume e i finestrini dell’auto aperti, lentamente, spaventando merli, passerotti e tortore.
Che un fulmine lo colga, così non romperà più i timpani anche a noi tutti..

Argiope fasciata

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Argiope fasciata
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L’ho visto questa mattina, tra i pomidoro. Questa è sicuramente una femmina, perché il mio libro dice che di questa specie, il maschio è intorno al mezzo centimetro, la femmina è circa un centimetro e mezzo. Ma questa è più grossa. Non ne avevo mai viste di così grosse.

Io non amo i ragni, anzi. Però questa non la tocco.
Ci starò attenta, girerò al largo, ma non la tocco: spero che si divori tutte le cimici che hanno invaso i pomidoro.

argiope con ragnatela rinforzata

In questa foto si vede bene il rinforzo della ragnatela  che serve al ragno per catturare prede come le cavallette.
I pomidoro che si vedono non sono dei datterini, ma dei cuore di bue.