Ultimi giorni di luglio 2020

Dopo i nubifragi e il temporale della notte scorsa, l’estate è esplosa in tutto il suo fulgore.
Sono perfino scomparse le gazze e i merli in giro sono pochi, anche se il Bacco, l’uva nera dai chicchi piccoli e dolci, sta già maturando alla grande.
La capinera viene a cibarsi delle bacche del sambuco e i piccoli melodiosi luì svolazzano rapidi fra i rami dell’ulivo in cerca di insetti.

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sambuco nero nato spontaneamente a lato della scala di accesso.
mie foto

Sul vecchio fico stanno maturando i frutti scuri e piccoli dal sapore mielato e gli stornelli se ne sono accorti.

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Il vecchio fico davanti alla porta di casa e la verbena odorosa abbarbicata alla ringhiera e rifugio invernale della locusta “Eugenia”
mie foto

Chissà dove sono finite le gazze, ormai ero abituata a vederle zampettare in giardino e una era perfino venuta a curiosare in casa attraverso il vetro della porta d’entrata.
Ho raccolto le prugne blu, erano due anni che non si riusciva ad averne, devastate dalla cimice asiatica.  L’autunno scorso e questa primavera c’erano molte cince che di solito amano cibarsi delle cimici e quest’anno di cimici ne ho viste poche.

I miei nuovi vicini di casa, tre famiglie, imparentate fra loro, che abitano nello stesso stabile formato da tre appartamenti, hanno abbattuto tutti gli alberi del loro giardino: un grande pioppo cinquantenne, un olmo, il filare di cipressi argentati…piazza pulita.
Forse li sostituiranno con alberi da frutta, oppure giocheranno a pallone nello spazio ottenuto.

31 pensieri su “Ultimi giorni di luglio 2020

  1. Una cosa che ho notato regolare, puntuale, maledettamente ricorrente è quella di abbattere alberi non importa se notevoli, carichi di anni, che per riaverne uno uguale devi ripiantarlo e rimandarne la vista ai tuoi nipoti!
    Da sempre, non appena qui attorno una casa o villetta o altro viene venduto e subentrano nuovi proprietari la prima cosa che fanno è radere a zero.
    Qui c’era una piazza con dei cedri di quasi un secolo, un angolo prezioso con dei giochi e panchine, la sindachessa (doveva forse favorire qualcuno?) ha pensato bene di radere così che per anni è restato uno spiazzo incolto cintato di filo di plastica bianco-rosso. Dopo anni, ecco ruspe di nuovo, stavolta a spianare e bonificare quello che s’era ridotto a spiazzo squallido, terra di nessuno.
    A parole tutti dicono di volere il verde. Dicono di amare la natura.
    Quale???????
    .

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    • A me ha fatto riflettere la genialata della costruzione del Bosco verticale a Milano, lodato e premiato da tutti.
      Il progetto delle due torri è costato 40 milioni di euro e gli appartamenti vanno da un milione e trecentocinquantamila a circa cinque milioni di euro, almeno quelli che ho trovato on-line, perciò, solo per pochi privilegiati i quali, sicuramente, riescono anche ad andare a ripulirsi i polmoni alle Maldive o a Cortina. Mentre di zone verdi che dovrebbero essere a disposizione dei molti, poco privilegiati, e che forse hanno bisogno di andare ogni tanto a scaricarvi le proprie tensioni, sai quante ne avrebbero fatte e curate con quei 40 milioni? So benissimo che mantenere in ordine il verde, potare ogni anno gli alberi, curarne le malattie, ha dei bei costi e bisogna anche riuscire a trovare chi se ne intende, ma di solito, gli amministratori politici, che di solito sono anche dei professionisti che non vanno in aspettativa quando sono eletti, stranamente appena sono eletti la prima cosa che fanno è quella di aggiustarsi lo stipendio. I progetti sul verde spesso sono solo di facciata e lasciati poi a se stessi o alla cura di associazioni di cittadini, per lo meno qui da noi nei paesi piccoli, dove, comunque, anche il verde in centro paese è ormai scomparso.
      In questi tempi, poi, con la scusa che i nubifragi sradicano alberi piantumati in zone inadatte, o lasciati all’incuria per anni, fornisce ai ben-pensanti la scusa per eradicare tutto ciò cade sotto ai loro occhi. Ma che si estirpassero il cervello e staremmo tutti meglio.

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  2. Prima di trasferirmi nella mansarda abitavo in una casa con un frande giardino, c’erano tanti alberi un po’ sofferenti per l’incuria di tutti gli affittuari, un glicine meraviglioro che formava pergolato davanti alla porta della cucina e un grande ibisco. Quando l’appartamento è stato venduto, il nuovo proprietario li ha abbattuti tutti.

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    • Pensa che il fico ne ha più di sessanta. Quando abbiamo costruito la casa, e quello era l’unico posto adatto, abbiamo cercato di conservarlo anche se è contro la ringhiera della scala di accesso e devo sempre contenere i suoi rami che cercano di entrare in casa, però ho i fichi a portata di mano.

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      • Per fortuna nella mia zona i fulmini vengono attirati dalla torre o da alcune strutture più alte e nel mio giardino non ne sono mai caduti. Però, nell’inverno dell’85, la grande nevicata che ha gelato le nostre contrade per più di un mese, ha fatto letteralmente scoppiare alcune nostre piante troppo esposte: due melograno, un grande e vecchio albicocco, un fico bianco. Il fico nero che ho fotografato non ha subito danni proprio perché a ridosso della casa e protetto da essa.

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      • Il mio melograno ha fatto una fioritura stupenda ma non ho ancora visto frutta. Forse è un anno così. Anche l’anno scorso ne aveva fatti pochi.

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  3. che peccato abbattere gli alberi..è una cosa che mi dà una tristezza infinita. Anche gli uccelli si allontanano se ci comportiamo in questo modo. Bellissime le tue foto, ci hai mostrato uno spaccato del tuo mondo ed è come esserti stata accanto. Grazie e buonanotte

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    • Nel mio giardino ho molti alberi e cespugli, sia fruttiferi che ornamentali e, da quando mio marito non c’è più, il tutto è parecchio incolto, posso permettermi il costo dei giardinieri solo un paio di volte l’anno, sia per potare gli alberi che per fare un poco d’ordine: lo spazio è di circa duemila metri quadri con una sessantina di alberi, alcuni di alto fusto. Qui è un tripudio di volatili e di insetti e mi piace sentirli e vederli. Uso un binocolo per non disturbarli e ormai ho imparato a riconoscerne le varie specie, il loro canto, i loro voli. Osservo anche le erbe spontanee e gli insetti che vi si posano. Non è certo un giardino da “mostrare”, ma da godere sì.

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  4. Interessanti osservazioni sugli scampoli di natura che ci concede l’urbanesimo. Qui in città per abbattere alberi, soprattutto di facciata devi avere buoni motivi e ci vuole il permesso.
    Cosa ci fa il sambuco nero con una catena nera? Un’altalena?
    Sei riuscita a dare un’idea dell’intreccio tra le stagioni e l’attività sia animale che vegetale del tuo terreno. Esibisci una perfetta conoscenza di molte specie di entrambi i regni. Scommetto che sei anche esperta di pozioni e filtri medicinali…

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    • Buongiorno Cesare.
      La catena nera, di pesante plastica, scende dal bocchettone della grondaia per aiutare la caduta dell’acqua. Il sambuco quest’anno è molto rigoglioso (viene potato in autunno) e copre anche la parte della gronda.
      Pozioni e filtri…non sono una streghetta, ma ho gli insegnamenti campagnoli della bisnonna e delle mie nonne: una foglia di cavolo scottata messa su una ferita aperta aiutava a cicatrizzare. Il “velo” che c’è fra gli strati freschi delle cipolle è un buon antisettico e serve, come cerotto, per piccole ferite, graffi o punture d’insetti. Sale sciolto in acqua disinfettava le gengive, serviva per il lavaggio oculare, ottimo per il pediluvio, soprattutto con l’aggiunta di un po’ di bicarbonato. Il decotto con il karkadé era un ottimo diuretico. Un cucchiaino di olio di oliva al mattino aiutava la giornata soprattutto se seguito da un bicchiere di acqua tiepida.
      Acqua acidulata al limone teneva i reni puliti, sempre bevuta al mattino (tranne per chi soffriva di ulcera o gastrite). L’aglio era usato in quantità industriale, sia cotto che crudo, in quasi tutte le preparazioni di cucina: noi bambini mai avuto i vermi, anche se razzolavamo scalzi dappertutto.
      I fiori di lavanda nel sacchetto di garza sotto al cuscino conciliavano il sonno e i rametti di rosmarino dal profumo intenso ci aiutavano a concentrarci quando facevamo i compiti. La resina delle conifere veniva usata nei bracieri nelle stanze chiuse e vuote per disinfettare ciclicamente gli ambienti. Le erbe aromatiche in cucina aiutavano a insaporire gli alimenti diminuendo l’uso del sale. La verbena odorosa tritata nell’impasto delle focacce casalinghe evitava di usare troppo zucchero. Le bacche di sambuco nero in infusione nel vino bianco erano un buon lassativo mentre le infiorescenze del sambuco, pastellate, fritte e cosparse di zucchero a velo e cannella erano una leccornia per le nostre merende.
      E poi c’era l’acqua di cottura dei carciofi e delle loro foglie come depurativo del fegato e l’acqua del finocchio per evitare i gas intestinali. Ogni stagione aveva le proprie erbe e frutti e i loro benefici, usandoli, quando possibile, come elementi quotidiani anche in cucina, come prevenzione e aiuto di una vita sana, nella normalità di una “sapienza” che veniva tramandata dai gesti e dalle abitudini.

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      • Per esempio, io ho scoperto che se ho una piccola infiammazione in bocca, un disturbo a una gengiva, piccole cose ma fastidiose, faccio sciogliere un’aspirina effervescente in un po’ d’acqua e mi faccio de risciacqui, senza ingoiarla. Aiuta molto e fa guarire in fretta. Del resto, i nostri vecchi, davano ai conigli i rametti giovani e le foglie dei salici per prevenire alcune malattie ricorrenti di questi animali. L’acido acetilsalicilico è un disinfettante e anche un conservante, oltre che un antiinfiammatorio, se non erro.

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      • Per la mia esperienza posso affermare che più che far durare i fiori più a lungo, l’aspirina nell’acqua dei fiori recisi impedisce che l’acqua imputridisca troppo in fretta, anche se, naturalmente, va cambiata ogni giorno. Per quanto riguarda le rose a lungo stelo, come le costosissime Baccarat o gli ibridi di Tea, ad ogni cambio d’acqua io tagliavo un poco lo stelo con un coltello affilato e in sbieco (le forbici schiaccerebbero lo stelo impedendo l’assorbimento dell’acqua) e aggiungevo qualche cubetto di ghiaccio all’acqua. L’acqua ghiacciata aiuta anche le verdure in cucina, ad esempio, un cetriolo un poco ammosciato, immerso in acqua molto fredda dopo averne tagliato un pezzetto alla testa e alla coda, o averlo sbucciato del tutto, si riprende in poco tempo tornando ad essere più appetibile; i ravanelli, incisi in modo accorto, in acqua e ghiaccio diventano delle splendide decorazioni; l’uovo sodo, appena tolto dall’acqua bollente, si sguscia molto facilmente se lo si picchietta un poco in modo da “crepare” il guscio e lo si immerge in acqua molto fredda, che ne ridurrà la dilatazione avvenuta in cottura quel tanto perché il guscio si stacchi.

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  5. Mia cara Nedina … quando capito qui, e ammiro il tuo giardino “incolto” e vedo gli alberi ( da frutta e non ) che vi regnano, e gli innumerevoli uccelletti che che vi svolazzano ( e che Tu, sapientemente, descrivi o illustri ), provo una profonda emozione, ed anche un senso di sconforto nel vedere che altrove si tagliano annosi alberi e si eliminano giardini ( non importa se grandi o piccoli … ) per far posto al cemento o alla plastica ! E allora mi chiedo “perchè” non poche persone lo fanno ??? Che cosa le spinge a modificare se non il vile denaro ??? Ahi Nedina …. quanta ignoranza e disprezzo per la Natura naturans, quanta faciloneria e poca memoria c’ è in loro ! 😦

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    • Buongiorno Bruno. Stavo notando proprio ora che dalle mie finestre, le quali hanno davanti un albero, come appunto il sambuco, oppure il grande pruno selvatico posto a ridosso di un’altra finestra, o l’acero e gli olmi che formano una barriera verde davanti alla finestra del bagno, da queste finestre entra una leggera brezza rinfrescante, poiché danno ombra e l’aria è filtrata dalle foglie, oltre che armoniosamente abbellita da vari cinguettii. Dall’unica finestra posta sopra lo scivolo del garage, ovviamente cementato, entra invece un alito caldo poco piacevole. Credo che coloro che estirpano il verde intorno alle loro case, siano anche costretti a ricorrere ai condizionatori per poter rendere le loro case abitabili, ma sprecando energia, denaro e aumentando i danni all’ambiente oltre che alla loro salute. Al mattino apro tutte le finestre di casa creando una contraria purificante e rinfrescante. A mezzogiorno chiudo le finestre sulle quali batte il sole e abbasso anche un po’ le tapparelle per evitare che il sole riscaldi troppo i doppi vetri, mantenendo la frescura aiutata dalla penombra. Rimangono aperte le finestre a nord e a est per il ricambio d’aria. Dopo il tramonto riapro tutto e l’aria fresca torna a circolare. Di notte purtroppo devo abbassare le tapparelle, lasciando le finestre aperte con l’aria che filtra tra gli spazi delle tapparelle che non sono chiuse ermeticamente, precauzione obbligatoria nelle nostre contrade dove i furti notturni sono all’ordine del giorno e, infatti, in casa mia sono entrati tre volte i ladri, anche se l’unica cosa preziosa che ho sono i libri e a loro, per fortuna, non sono interessati.

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  6. C’ è un’ altra “cosa preziosa” in casa tua, Neda …. ed è la tenera poesia che esprimi in ogni circostanza, e che per fortuna non è asportabile da parte dei ladri !
    Sì, sei sola amica mia ( e chi non lo è ??? I figli crescono e se vanno via per costruirsi la “loro” casa …. lasciandoci dolci ricordi e, non di rado, tanti rimpianti ) …. ma intorno a te c’ è un mondo che ti circonda e ti protegge dalla cialtroneria esterna !
    Ti sia soave la vita Neda ! 😀
    A bientot
    Bruno

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  7. Ma davvero hanno abbattuto un olmo, i cipressi? Per fortuna appena posso vado in un posto dove la natura è conosciuta e rispettata, Spero tu sappia (e anche il sig. Guido) che Bosco Verticale non è affatto un bosco, ma due condomini di lusso con i terrazzi piantumati. Sorge in una zona di Milano dove il Comune ha impiantato la Biblioteca degli Alberi, quello sì un bel parco, all’interno di una zona tutta pedonale. Qualcosa si fa anche nella cementosa Milano

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    • Sì, anche il grande pioppo che aveva più di cinquantanni.
      Nel mio commento mi sembra che fosse chiaro che sapevo esattamente che cosa fosse il Bosco verticale, visto che ho messo, oltre al costo delle due torri, anche i prezzi di vari appartamenti come so benissimo (e il signor Guido Sperandio meglio di me) che a Milano ci sono parchi e zone verdi. Mi sembra fosse anche chiaro che il riferimento agli amministratori politici non riguardasse la città di Milano ma, cito: “qui da noi nei paesi piccoli, dove, comunque, anche il verde in centro paese è ormai scomparso.”

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      • Perdonami Paola, pensavo che il mio commento fosse stato chiaro anche perché Guido Sperandio lo aveva compreso perfettamente. Vero è che per quanto riguarda il modo di esprimersi con la scrittura Guido ed io siamo in sintonia e non abbiamo mai avuto fraintendimenti. Se però tu avessi voglia di rileggere il commento e mi facessi capire che cosa non ti è chiaro, sarà un piacere per me darti ulteriori spiegazioni.
        Nel frattempo, ti auguro una piacevole serata.

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  8. Ho preso nota di tutti i rimedi naturali riportati; specialmente l’aspirina effervescente… domani ne compro una scatola perché ho proprio qualche problema di piaghetta alle gengive. Peccato che sei rimasta sola a gestire quel paradiso terrestre che circonda la tua casa. Un albero è un autentico poema e si dovrebbe rendere conto alle autorità locali per poterlo tagliare. Tagliare un cipresso poi, uno degli alberi che per eleganza è una delle forme più belle in natura…

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    • Pensa che la nostra amministrazione (autorità locale) sta facendo piazza pulita di una buona parte degli alberi comunali, come i cipressi del viale del cimitero, i tigli del viale stazione e in altre zone. Sai quanto gliene frega a loro se un privato abbatte i propri alberi? A ottobre chiamerò gli operai per potare e ridurre la chioma di alcuni dei miei alberi, lavoro annuale per mantenere ordine, piuttosto costoso per la verità, ma necessario. Ovvio che ci sia gente che preferisce non averli gli alberi, bisogna raccogliere le foglie morte, potarli, portare tutto nei cassoni del verde, spendere del denaro…
      Dove abita mia figlia a Milano, nel cortile interno ci sono due gelsi che risalgono agli anni trenta. Lei è preoccupata che il nuovo proprietario abbia voglia di toglierseli dai piedi, il che comporterebbe anche la fuga dei vari uccellini che è abituata a vedere e sentire.

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