Ecco…

mie opere – olio su tela

Ecco…ho appena spento il televisore per evitare di scaraventargli una scarpa contro, ‘ché, poi, avrei dovuto ricomprarlo…
Porta a Porta e Salvini che sbraita (siamo a pochi giorni dal referendum e dalle elezioni) e sostiene che si debba smettere di inviare armi all’Ucraina. Secondo lui questo faciliterebbe la pace. Secondo lui.
Ma ci andrà lui a spiegare agli ucraini che si devono sacrificare, lasciarsi invadere, perdere la libertà, per permettere all’Europa e al resto del mondo di tornare al benessere e alla tranquillità?
E poi, quand’anche ciò accadesse, chi ci garantisce che l’aggressore si fermerà lì e non cercherà di prendersi anche altre nazioni, visto che l’esperienza del 1938/39 pare non ci abbia insegnato proprio nulla. Ma, forse, Salvini la storia non l’ha proprio studiata a scuola o ha la memoria corta.

Oppure, si limita a blaterare per raccogliere consensi, proprio perché siamo in fase elettorale e, soprattutto, pensa al referendum e alla sua ricerca del “sì”, magari quel “sì” che vorrebbe eliminare la legge Severino e permettere a tutti quei farabutti, che dovrebbero essere incandidabili, di poter ritornare nelle varie liste dei vari partiti.
Questo omuncolo, tutt’altro che onorevole, non ricorda oggi ciò che disse ieri, apre bocca e lascia uscire parole che cambiano a seconda di come tira il vento…possibile che riesca ancora a trovare consensi?

Referendum – Costituzione

L’anno in cui divenni maggiorenne ed ebbi diritto al voto fu segnato da due avvenimenti noti a tutti: nel luglio un uomo calpestò per la prima volta il suolo lunare, nel dicembre ci fu l’attentato di Piazza Fontana, che diede inizio a quella “strategia della tensione”, che sfociò negli anni di piombo, segnando tutta la mia giovinezza durante gli spostamenti che facevo sia in Italia che all’estero.
L’anno seguente votai per la prima volta e per la prima volta votammo per le elezioni regionali. Quell’anno, al governo Rumor succedette il governo Colombo (eravamo fortunati se un governo restava per un anno intero), vennero promulgate, fra le altre, anche la legge sul divorzio e quella dello Statuto dei Lavoratori.

In questi giorni ho seguito i vari dibattiti pro e contro l’approvazione o meno delle riforme costituzionali che voteremo nel prossimo referendum. Ho letto vari articoli di giornali e, alla fine, ho fatto ciò che avrei dovuto fare fin dall’inizio: formarmi un’idea mia indipendentemente da ciò che predicano tutti quelli che hanno interesse a portare acqua al proprio mulino, sia che si tratti di essere pro o contro.

costituzione

immagine presa dal web

Ho ripreso in mano il mio vecchio volume della Costituzione (eh sì, lo studiavamo a scuola ai miei tempi), mi sono scaricata e stampata le riforme che sono state proposte e approvate dal Parlamento e ho fatto un bel confronto fra i due testi, ovvero quelli relativi ai titoli- I – II – III – V – VI – della seconda parte della Costituzione. Li ho letti con attenzione e mi sono formata una mia idea.
Ora so bene che cosa e come voterò.
A torto, o a ragione, avrò comunque votato con “scienza e coscienza”,  per ciò che ritengo giusto, non certamente per ciò che altri, chiunque altro, vorrebbe farmi fare contando di trascinarmi con le proprie chiacchiere.