Cronaca di uno strano evento

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Il Giornale di Brescia di oggi, 23 settembre 2018, informa che le persone contagiate dalla “polmonite anomala” verificatasi dall’inizio settembre nella Bassa bresciana orientale, nell’alto mantovano e in alcuni paesi del cremonese adiacenti al fiume Chiese, sono 485, dei quali il 10% pare sia affetto da legionellosi, per il restante 90% probabilmente dovrebbe trattarsi di altri germi patogeni per i quali non sono stati fatti accertamenti perché, cito testualmente la fonte:

“Spiega un medico internista:
– Le linee guida internazionali per la cura della polmonite hanno abbandonato da tempo l’ipotesi di individuare le cause. Se la diagnosi conferma quello che i sintomi fanno sospettare, si procede subito con una terapia antibiotica nota come “terapia empirica”, proprio per non perdere tempo. Anche perché se si tratta di polmonite batterica, la cura è comunque antibiotica, indipendentemente dal batterio che l’ha causata. Potrebbe sembrare un modo di procedere grossolano, ma serve. Solo se il paziente non risponde agli antibiotici si indaga ulteriormente.”

(Infatti, ogni anno, nel mondo ci sono 450 milioni di casi di polmonite, con 40 milioni di morti, secondo fonti internet)

Cronistoria

A causa dell’estate calda e asciutta, si sono formate secche e pozze stagnanti nel bacino del basso Chiese che attraversa il nostro territorio.
Alla fine di agosto forti temporali hanno alzato l’acqua del fiume che è confluita nella fitta rete dei canali e fossi irrigui collegati al fiume e che si estendono in tutta la campagna della bassa bresciana.

A partire dal 2 settembre esplode una epidemia di polmonite anomala nei paesi del bacino del Chiese sotto al lago d’Idro: da Sabbio Chiese fino ad Ostiano, nel cremonese, dove il Chiese affluisce nell’Oglio, passando per Montichiari, Carpenedolo, Mezzane di Calvisano, Visano, Remedello, Acquafredda, poi Asola e altri paesi del Mantovano.

Sempre in quei giorni si riscontrano una trentina di anatre morte nella Fossa Magna, canale che attraversa l’abitato di Carpenedolo che sfocia nel Chiese. L’autorità sanitaria esclude che ci sia un rapporto fra questo fatto e la polmonite anomala. Le anatre sono morte a causa di “tossine botuliniche” non dannose per l’uomo, a detta del Direttore Sanitario Giorgio Guarisco e riportato da BresciaToday il giorno 11 settembre.

Si esclude anche l’ipotesi di una nuova epidemia di “aviaria” che dall’autunno del 2017 all’inizio del 2018, ha obbligato gli allevatori ad abbattere un milione e mezzo di volatili e a distruggere un milione e settecentomila uova.

Un abitante di Isorella che è attraversata dal Naviglio, canale in comunicazione con il Chiese, segnala al G.d.B. tramite lettera al Direttore, che la falda acquifera della sua zona, fino alla profondità di 46 metri, è inquinata da liquami e idrocarburi.

L’Autorità Sanitaria Territoriale lombarda, nei giorni seguenti emette vari comunicati stampa:

-Non si tratta di polmonite virale.
-Si tratta di legionella che non si trasmette da uomo a uomo. (e le altre polmoniti come si trasmettono?)
L’acqua degli acquedotti è potabile (Calvisano non ha l’acquedotto, ogni famiglia ha il proprio pozzo)
-L’acqua delle falde è potabile.
-L’acqua del fiume Chiese non è infetta (ma i prelievi di controllo sono stati fatti DOPO le piogge)
-La colpa è delle torri di raffreddamento inquinate delle fabbriche: la Cartiera di Montichiari, la GkoWheels di Carpenedolo e la Ferriera di Calvisano (ma la ferriera di Calvisano è a Viadana e dalla parte opposta di Mezzane dove si sono verificati i maggiori casi e Mezzane è sul Chiese)

Il superesperto prof. Mapelli del Politecnico esclude che siano le torri di raffreddamento la causa dell’epidemia che va ricercata altrove. (Infatti esistono da decenni, perché solo ora?)

Il giorno dopo, la smentita:
– La Cartiera di Montichiari non è infetta.
– Mancano dati certi, si cercano altri batteri, si dà la colpa ai fanghi del depuratore, si fa riferimento alle rondini che sono partite anzitempo (per paura di ammalarsi? e quelle anatre che sono morte?)

Conclusione

Sono passati ventun giorni dall’inizio di questa storia e non se ne vede la fine.
485 contagiati ad oggi, 122 sono ancora ricoverati, ci sono stati dei morti la cui causa è ancora incerta.
Consoliamoci, i ricorsi ai vari Pronto Soccorso sono in calo, solo 10/12 al giorno.

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