Numeri

https://undentedileone.files.wordpress.com/2018/02/bicchiere-vuoto-capovolto.jpg
grafite su carta mie opere

150.000: le tonnellate di fanghi tossici spacciati per fertilizzanti, pari a 5000 TIR, dal gennaio 2018 all’agosto 2019
3.000: gli ettari su cui sono stati sparsi i fanghi tossici
30/60: le tonnellate per ettaro
12: le province interessate – Brescia, Mantova, Cremona, Milano, Pavia, Lodi, Como, Varese, Verona, Novara,
Vercelli, Piacenza.
101: Codici CER dei rifiuti ammessi dalla Lombardia come correttivi dei fertilizzanti
fra i quali: acido solforico da batterie esauste, acido solfidrico, calce, zinco, stagno idrocarburi, toluene
fenolo, cianuri, cloruri, nichel, rame, solfati, arsenico, selenio, fanghi da depurazione e lavaggi da
pulizie, rifiuti da trattamenti chimici, feci animali, urine e letame, scarti alimentari, e liquidi prodotti
da trattamenti anaerobici di rifiuti urbani.
1: la società WTE con tre stabilimenti (Calcinato, Calvisano, Quinzano d’Oglio)
15: le persone indagate fra cui 2 soggetti recidivi e già condannati per analogo reato
70/80: i trattori che ogni giorno rimorchiavano i rifiuti per ogni stabilimento

15.363 euro, gli utili dell’azienda nel 2015
959.528 euro, gli utili dell’azienda nel 2017
12.360.000 euro, sequestrati dagli inquirenti agli indagati, come profitti illeciti per il periodo gennaio 2018, agosto 2019
100.000 euro al mese, la lauta compensazione pagata dall’azienda ai sei contoterzisti incaricati dello spargimento
dei fanghi e che erano al corrente della qualità del prodotto.

204: le pagine relative all’ordinanza d’indagine
10: gli anni in cui privati e comitati di cittadini hanno fatto esposti e reclami, sui miasmi causati dagli stabilimenti di
trattamento dei rifiuti, e delle ordinanze che alcuni sindaci fecero per proibire lo sversamento dei fanghi, ma che,
impugnate dall’azienda e facendo ricorso al TAR, le permisero di continuare l’opera.

WTE società di ingegneria operante nel settore della difesa del suolo e della pianificazione territoriale.
Motto: ECOLOGIA E AMBIENTE

persone indagate:
Giuseppe Giustacchini A.D. della WTE
Antonio Maria Carucci, laureato in scienze geologiche, consulente della WTE
Luigi Mille, ingegnere, direttore dell’Agenzia interregionale per il fiume Po, millantava credito presso amministratori pubblici e politici, autorità che, al momento, non sono indagate.
Ottavia Ferri dipendente della WTE
Gruppo Bianchini di Mazzano
Agri E.N.T. srl di Calvisano
Società Fratelli Franzoni di Calvisano
Balestrieri Vittorio &C. sas di Castelvisconti.

Alcune considerazioni:
Perché la Lombardia permette di aggiungere 101 rifiuti, ad alto rischio, per produrre i fertilizzanti, quando l’Emilia Romagna ne permette 8 e il Veneto solo 5?
La WTE ha incamerato grosse somme nel rilevare questi rifiuti sia da aziende pubbliche che da private e poi non ha trattato i rifiuti come previsto dalla legge, producendo questo obbrobrio. Ai vari controlli, stranamente, risultava sempre tutto in ordine.

La WTE è riuscita a scaricare i propri fanghi tossici convincendo i contadini in un modo estremamente semplice: veniva loro offerto gratuitamente il fertilizzante e anche lo spargimento sui campi e la successiva aratura. Ai contadini veniva assicurato che si trattava di fertilizzati agroalimentari, ricavati da prodotti di scarto ortofrutticoli. Alcuni campi venivano affittati per stoccare i fanghi in attesa di essere sparsi.

Quanto si può imputare ai fanghi della WTE sulla proliferazione delle polmoniti batteriche nella nostra zona che dal 2014 sono poi esplose in modo esponenziale proprio a cavallo del 2017/2018? Legionella, stafilococco, streptococco, focolai nel bresciano, nel milanese, nel cremonese, mantovano, ecc.
E anche i morti per cancro e i malati, aumentati nelle zone in prossimità degli stabilimenti, i cui miasmi entravano nelle case anche a finestre chiuse.

Le falde acquifere quanto saranno inquinate? Queste zone sono ricche di risorgive, di canali di irrigazione, di fiumi, quanto di questi fanghi è entrato in contatto con l’acqua, visto il carico di sversamento sui campi, assurdo per la quantità e che inquinerà per anni. E questi campi, quanto potranno essere fertili? E non si può certo parlare di bioagricoltura.

Stufa

mani di vecchio con bastone

Grafite e acquerello
mie opere

Sono stufa.

Stufa delle infinite chiacchiere che hanno riempito quest’anno disgraziato.
Stufa dei casini e dello scaricabarile che la lotta politica interna alla nostra regione ha creato gli infiniti disagi che si sono riversati su noi cittadini.
Stufa che si facciano decreti e leggi, a tavolino, senza mai riflettere sulle conseguenze pratiche che esse hanno.
Stufa che USA – UE -URSS – CINA, etc. continuino a farsi le scarpe uno con l’altro e che ciò avvenga anche all’interno dell’UE dove le varie nazioni non sono mai riuscite a ragionare all’unisono ma a portare solo acqua al proprio mulino.
Stufa che epidemiologi, virologi, microbiologi, medici vari, si diano addosso uno con l’altro come se ognuno di loro avesse la verità in tasca invece di ammettere che la medicina non è una scienza esatta e che, nonostante il progresso avvenuto nei secoli, si sa ancora molto poco su molte cose.
Stufa che l’umanità abbia dimenticato la propria origine e creda che ogni popolo appartenga a una razza diversa, come se un cavallo nero non fosse cavallo se è di un altro colore.
Stufa che ci siano politici e capi di stato che aprano bocca e sprechino parole prima di aver innestato il cervello.
Stufa che la ricchezza sia così mal distribuita, mentre la stupidità sia distribuita così bene.

E sono anche stufa, questa mattina, perché le mie vecchie ossa scricchiolano, i muscoli sono doloranti, la vecchiaia si fa sentire in questa primavera del cavolo in cui imperversano solo quelle fanatiche delle tortore che vogliono a tutti costi fare il nido in un qualsiasi punto impervio della mia casa rompendomi le scatole con il loro continuo tubare a 100 decibel.

Adesso la pianto di lamentarmi: vado a fare la polenta taragna, così mi consolo un po’.