Monetine

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foto presa dal web

Questa mattina, al supermercato, pago 8 euro e 97 centesimi.
Riesco a trovare tutte le monete che mi servono, anche perché di monetine ne ho sempre una bella scorta, recuperate dalle tasche di mio marito che sembra non aver ancora capito che si può pagare anche con le monete e non solo con i fogli di cartamoneta.
Mentre la commessa conta tutte le monete la cliente dopo di me, scocciata del tempo che sta perdendo, sospira: “Meno male che presto ce le toglieranno dai piedi tutte queste monetine di rame”

Ecco, penso io, questa qui non ha ancora capito che queste monetine hanno un loro valore e che se le toglieranno, sarà un’ulteriore rincaro dei prezzi che finiremo per avere.
Un centesimo è quasi 20 lire, ricordo quando un ghiacciolo o un francobollo costavano 25 lire.
Cinque centesimi sono quasi 100 lire, comperavo 2 tomi della BUR con 100 lire, quando studiavo lingue.

Ricordo quando il ben gentile signor Prodi, che con il suo stipendio di parlamentare europeo può altamente fregarsene di queste quisquilie, ci fece entrare nell’Euro con un cambio di uno a due, ovvero un euro contro le quasi 2000 lire.
I libri della Newton Compton, i famosi 1000 lire, divennero subito 1 Euro, lo stesso i maglioni della Benetton, ricordo che a un maglione bianco e bluemarine da 101000 lire, cancellarono i tre zeri finali e divenne 101 euro, cosi pure fecero per il vocabolario di spagnolo che dovetti acquistare per mia figlia:89000 lire, fu trasformato in 89 euro.
Sembrava che la gente non capisse. Tutti felici che una cosa costasse solo una moneta da 1 euro, così poco?

Furono davvero pochi i commercianti onesti che mantennero i prezzi al giusto cambio, ma nell’arco di un anno furono costretti anche loro a maggiorare i prezzi, obbligati da ciò che era successo ai costi imposti dalle fabbriche e dai grossisti.
Non voglio parlare dei medicinali, ricordo quanto raddoppiarono e triplicarono i costi dei medicinali di mio padre e mia madre, ma non le loro pensioni, come non raddoppiò lo stipendio di mio marito. Nel giro di pochi anni ci trovammo tutti più poveri. Tutti? No, gli speculatori fecero enormi affari, a scapito di chi non aveva, e non avrà mai, voce in capitolo nelle scelte scellerate di chi dice di “governarci” e che non tennero in considerazione un dovuto controllo da fare all’epoca.

Nei paesi esteri in cui c’erano i centesimi anche prima dell’euro, si dava la giusta importanza anche al centesimo, alla monetina da un Pfennig che i bambini trovavano in bocca a un porcellino di marzapane e che augurava loro il buon anno e la buona fortuna.