Ritratto

Nel 1973, per i suoi cinquant’anni, mia madre mi chiese di farle un ritratto.
Avevo 25 anni e dipingevo solo nei mesi invernali, quando non lavoravo. In quell’inverno dipinsi come una forsennata. Mi ero ricavata una stanzetta in soffitta e ci passavo giornate intere cercando di perfezionare la pittura a olio nella quale avevo sempre trovato difficoltà.

Mia madre era nel fulgore dei suoi anni, una bella donna, elegante e molto amata dal compagno, Bepi, che era più vecchio di tredici anni e convivevano dal 1956, due vedovi che avevano deciso di trascorrere il resto della loro vita insieme.

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olio su tela
mie opere

Negli ultimi anni della sua vita, quando ormai la lunga malattia aveva leso il suo corpo e devastato la sua bellezza, ricordando com’era quando io ero bambina, ne feci un nuovo ritratto, questa volta ad acquerello.

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Acquerello su fondo al sale
mie opere

 

Finalmente

Questa mattina un’alba rosata, con pennellate di oro puro, ha rischiarato il nostro risveglio, dopo una notte finalmente serena.

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mie foto

Finalmente sei a casa, dopo trenta giorni tra ospedale e riabilitazione.
Finalmente si torna alla normalità, anche se a me la paura non è ancora passata, la paura di perderti anche se tu paura non hai, ti senti ancora immortale.
Finalmente si parla di banalità, tu che vuoi lavarti i capelli, io che ti chiedo che cosa vuoi per pranzo e ti prego di startene tranquillo in poltrona mentre vado di corsa a fare la spesa.
Finalmente le piccole cose quotidiane senza importanza: tu che guardi le partite di tennis su canale 64 e io a sferruzzare in camera a guardare i gialli di canale 38 che a te non piacciono proprio e poi, a cena, a ricordare questi giorni trascorsi e le persone che ci hanno mandato i loro auguri, i loro saluti.

Finalmente, per un po’ staremo tranquilli sperando che questo tempo di tregua si prolunghi, perché lo sappiamo entrambi che non è finita qui, ma che importa, intanto godiamoci questi giorni e mesi, dimenticando per un attimo la nostra fragile vecchiaia.