Miopia

A tredici anni, in seguito al morbillo, divenni miope. Ho portato gli occhiali per tutta la vita.
Ora, con la vecchiaia, la presbiopia ha in parte equilibrato la mia vista: sono ancora un po’ miopie, ma posso leggere senza gli occhiali da lettura.
Non è sempre facile far capire a chi vede bene che cosa significhi essere miopi: i contorni sono sfocati, i colori sfumati, gli oggetti appaiono a distanze un pochino diverse dalla realtà, le scritte sono confuse.

Ieri non sono riuscita a restare fuori in giardino, avrei dovuto fare un po’ di ordine e raccogliere tutti le minutaglie di legnetti rimasti sul terreno dopo i lavori di potatura.
Gli operai hanno raccolto e portato via tutto il possibile, ma questi legnetti, più sottili di una matita, sono rimasti sul terreno e rischiano di danneggiare le pale del tosaerba.
Però il vento, anche se non forte, era troppo freddo nonostante il sole, così sono rimasta in casa.
Un foglio di carta-cotone vergatina mi ha fatto venire l’idea di disegnare un paesaggio della nostra bassa, con gessi e pastelli, per dimostrare come noi miopi vediamo, quando togliamo gli occhiali.

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gessi e pastelli
mie opere

No comment – pensiero della domenica –

Donna. 

raggio di sole, pastello

Disegno a pastello di Neda

 Animale il cui habitat è generalmente in prossimità di quello dell’uomo, suscettibile sia pure in modo rudimentale di addomesticamento.

Gli zoologi più antichi tendevano ad attribuirle un certo grado di tradizionale domesticità, acquisito durante un precedente periodo di cattività, ma gli studiosi del periodo postsusananthoniano negano che tale periodo sia mai esistito e sostengono che l’aggressività tipica della specie risale all’alba stessa della creazione.

È senz’altro il più diffuso fra gli animali da preda, e infesta tutte le parti abitate o abitabili del globo, dalle profumate foreste della Groenlandia alle disadorne spiagge dell’India.
L’etimologia generalmente proposta (“donna”, da “donnola”) è nettamente sbagliata; essa appartiene infatti all’ordine dei Felini, come dimostrano i suoi movimenti flessuosi e aggraziati, specie nella varietà americana (“Felis Pugnans”).
L’animale mangia di tutto e con un po’ di buona volontà le si può insegnare a stare zitta.

(Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911)
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