I mestieri di una volta – L’adacquaiolo

 

fosso irriguo

fosso irriguo
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Il nostro territorio è ricco di fontanili e pozzi artesiani e di una rete di piccoli canali atti all’irrigazione delle campagne che circondano il nostro paesello.

Per 40 anni mio padre fu guardiano delle acque consorziali che venivano usate dai contadini per irrigare i loro campi.

El daquaröl” veniva nominato, l’adacquaiolo.

Il consorzio del Vaso Saugo, piccolo fiume che nasce da una risorgiva a monte del paese, stilava gli orari della distribuzione delle acque, mio padre controllava che i contadini rispettassero tali orari, controllava che i canali fossero sempre puliti ed che le paratoie delle chiaviche fossero poste, e tolte, rispettando gli orari prestabiliti.

In primavera organizzava la pulizia del canale principale e tutto il lavoro era fatto manualmente da operai che al momento erano disoccupati.

Durante i temporali controllava che le paratoie non fossero intasate da rifiuti portati dalla furia delle acque e, se era necessario, toglieva rami e rifiuti che, intasando le grate, avrebbero fatto tracimare l’acqua e allagare vaste zone del paese.

Durante i periodi estivi più caldi, veniva chiamato giorno e notte per risolvere piccoli problemi, oppure controversie tra contadini confinanti, spesso interveniva per dividere litiganti.

Era un uomo grande e forte e molto paziente. Spesso gli bastava una battuta allegra per sdrammatizzare una litigata.

L’ho visto solo poche volte veramente arrabbiato, come una volta che strappò dalle mani di un contadino il falcetto con cui questo minacciava un altro contadino.

Un’altra volta, invece, finì tutto in ridere perché un contadino, che non voleva rispettare l’orario di apertura delle paratoie, si era messo in piedi sopra la paratoia e sfidava mio padre a levargliela di sotto. Mio padre gli si avvicinò sorridendo, posò il badile sulla sponda e tolse la paratoia spedendo l’uomo nel fosso e poi, sempre sorridendo, lo tirò su bagnato fradicio e “sbollito”.