Walking around

Il mio paesello, chiamato una volta “paes dei och” (paese delle oche) per via delle sue abbondanti acque in cui si allevavano papere, oche e altri volatili, oggi è famoso per la sua squadra di rugby e per la produzione del caviale, ottenuto dagli allevamenti di storioni collegati alle acciaierie delle quali riutilizzano le acque di raffreddamento.

In questi giorni di bel tempo, mia figlia ed io abbiamo fatto una lunga passeggiata fino al cimitero, attraversando il paese e passando davanti al “parco faunistico didattico” ricavato in uno spazio comunale altrimenti incolto.
Si tratta di un fazzoletto di terra nel quale si è costruito un laghetto con cinquanta centimetri di acqua, ad uso di un po’ di pesci.
Poco lontano c’è una voliera che contiene una coppia di fagiani mongolia, una coppia di germani, una pernice e una quaglia, una papera bianca, un merlo striminzito e un tordo e, chissà perché, due pappagalli di razza diversa.

Abbiamo fotografato solo i pesci, i poveri volatili facevano troppa pena in quello spazio così ristretto.

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Storione di lago
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Storioni
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Storione cobice
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Il lungo viale che porta al cimitero ci ha accolto all’ombra degli alberi che formano una lunga prospettiva sulle rive dei fossi che fiancheggiano la strada mentre il fischio del treno, lontano, ci faceva sognare esotici lidi.

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Acque chete
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Risorgiva
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Giancarlo Piccinelli – Mostre Mimesis Gallery

Ho conosciuto Giancarlo molti anni fa, ne ho seguito, e seguo tutt’ora, la crescita intellettuale ed artistica, ammirando la sua continua ricerca che spazia dal passato al futuro.
Egli si confronta con le culture del passato e con realtà geografiche lontane dalla nostra, alla scoperta di continue nuove emozioni che sa trasmettere per mezzo della sua arte, proponendo una interpretazione totalmente personale, con sperimentazioni diverse, tese al raggiungimento di un equilibrio interiore che è il centro della nostra essenza di esseri umani.
Pittura, scultura, soprattutto l’incisione, sia monotipica che calcografica, sono le tecniche a lui congeniali.
Giancarlo ha esposto sia in Italia che all’estero, in mostre personali e collettive.
Ha collaborato con diverse realtà, dalla Scuola Materna alle associazioni di disabili, mettendo a disposizione le proprie capacità, idee e pazienza.

E’ uno tra i fondatori del Gruppo Arte Amici di Calvisano.
Creatore della Mimesis Gallery, dedicata alla memoria della moglie Gabriella, raffinata artista decoratrice di porcellane, accoglie in questo spazio, che fu laboratorio-esposizione di Gabriella, opere di artisti contemporanei, presentando una decina di esposizioni l’anno, perché, come lui afferma: “L’Arte è un messaggio d’amore: trasmettilo a chi ami”

Questa volta, in mostra ci sono alcune fra le sue ultime opere.
Si tratta di dipinti a olio su tela: Silenzi di novembre. 
Questo è un mese particolarmente significativo nella vita di Giancarlo, dedicato al ricordo di Gabriella, scomparsa nel novembre di otto anni fa, lasciando un ricordo struggente in tutti noi.

locandina

unoduetretrecinquesettesei

otto

nove

Giancarlo Piccinelli

Matteo Beltrami

Matteo Beltrami – 18 anni- Frequenta il quarto anno del Liceo Artistico Olivieri in Brescia.

Pànta Réi è la sua istallazione in Gasbeton, esposta alla Mimesis Gallery di Calvisano.

Istallazione in gasbeton

Istallazione in gasbeton
di Matteo Beltrami
presso la Mimesi Gallery di Calvisano
mie foto

Matteo scrive:

-Pànta Réi è la formula linguistica attribuita ad Eraclito, filosofo del divenire, vissuto tra il VI e V secolo a.C., egli scrisse.

” Non è possibile discendere due volte nello stesso fiume, né toccare due volte una sostanza mortale nello stesso stato, per la velocità del movimento, tutto si disperde e si ricompone di nuovo, tutto viene e va.”

La questione del tempo è sempre stata a lungo dibattuta ed interpretata da artisti e da filosofi. Possiamo, per esempio, partire dai grandi pensatori greci ed arrivare al più recente Immanuel Kant, secondo il quale, il tempo e lo spazio sono forme pure soggettive a priori (prima).

Oppure, in ambiente artistico, possiamo lambire il periodo barocco della poetica di Giambattista Marino e, del più noto, scultore Gian Lorenzo Bernini, per il quale tempo e spazio coincidono per formare teatralmente le opere (vedi monumento funebre di Papa Urbano VIII e Papa Alessandro VII). Più vicino ai nostri giorni è il Futurismo e il suo stretto rapporto con la velocità, il movimento e l’azione del tempo. Infine, ritengo doveroso citare il poeta siciliano Salvatore Quasimodo che, nel 1943 scindendola da una poesia precedente, pubblicò “Ed è subito sera”

“Ognuno sta solo nel cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera.”

Il tempo ha molteplici sfumature, nonostante non si veda, si misura. Di esso si considerano gli effetti, ovvero i mutamenti, i cambiamenti, positivi o negativi a seconda del contesto, delle nostre emozioni e del nostro pensiero, anch’essi estremamente volubili. La duttilità delle nostre caratteristiche e di noi stessi implica la nostra aspirazione ad obbiettivi sempre nuovi e spesso opposti tra loro, relazionandoli all’ideale di perfezione:

La sfera mutante e irraggiungibile di ciò che vorremmo essere in un determinato tempo, pessimista o meno, a secondo del vostro punto di vista, è ciò che attualmente penso, infatti Pànta Réi.-

progetto Panta Rei 1

progetto Panta Rei 1

Panta Rei 2

Panta Rei 2

Panta rei 3

Panta rei 3

Panta Rei 4

Panta Rei 4

Panta Rei 5

Panta Rei 5

Panta Rei 6

Panta Rei 6

Riporto qui sotto un articolo di Ubaldo Vallini, che riguarda ancora Matteo:

13 Giugno 2014
Falciatore di ceramica

Si chiama Matteo Beltrami, ha 17 anni ed è di Calvisano. E’ lui l’autore dell’opera che campeggia sul muro di una delle case popolari di Mignano, a Bagolino

Matteo è uno studente del Maffeo Olivieri di Brescia, impegnato insieme a una trentina di coetanei della 3°B e della 4°F in un concorso proposto dall’associazione culturale LiberArs e curato dagli insegnanti Anna Morabito e Riccardo Simoni.

Si trattava di riproporre su ceramica un’acquaforte realizzata nel 1980 dall’artista bagosso Tiziano Ratti, già insegnante alla Olivieri, che ritrae un falciatore al lavoro.
“Il ritorno dell’agricoltura” è il tema.
Fra la trentina di progetti presentati, lo stesso Ratti e il maestro Carlo Carè, proprietario del muro della casa dove è stata fissata l’opera, hanno scelto proprio quello di Matteo Beltrami.
E lui si è messo al lavoro, realizzando le venti formelle 30×30 più due lunette che costituiscono l’opera, cuocendole a casa del professore, perché la scuola un forno performante come quello ancora non lo possiede.
La scelta, infatti, è caduta sulla ceramica trattata secondo la tecnica “Raku”, un’antica pratica orientale legata alla filosofia zen, che prevede una seconda cottura del materiale ad altissima temperatura ed il raffreddamento dei pezzi in assenza di ossigeno, per cui quando sono ancora incandescenti vanno ricoperti con della segatura.
Un procedimento in grado di esaltare la cromaticità degli ossidi presenti nella terracotta che, dove non è stata colorata, diventa nera.
«La cosa più bella è stato il fatto che la mia fantasia ed il mio lavoro sono stati riconosciuti come cose di valore» ha detto Matteo, commosso.
A diciassette anni questa sensazione non ha prezzo.
E Bagolino possiede un’opera d’arte in più.

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Luciano Cottini

 

Nato il 28 luglio 1932, vive a Calvisano (Bs)
Ha studiato all’Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Trento Longaretti, poi all’Accademia di Brera a Milano con il Maestro Domenico Cantatore.
Ha insegnato figura disegnata al Liceo Artistico di Brera a Milano.
Pittore e incisore, ha illustrato, fra altri libri, anche alcuni racconti dell’amico Giuseppe Tonna
Artista schivo e solitario, dall’animo complesso, si è diviso fra il mondo rurale e semplice della sua infanzia contadina e quello colto degli incontri con gli intellettuali che frequentavano il mondo milanese degli anni settanta, pur rifiutando ogni adesione agli indirizzi ideologici che dominavano la scena milanese dell’epoca.

Alcuni suoi scritti, “pensieri sciolti”, sono stati raccolti nel volumetto “Non sappiamo fino a quando” edito da Sciardelli nel 1993 e riedito a cura dell’Associazione Culturale Arte Amici di Calvisano (Bs), nel 2012.

Libro Cottini

Dal 1961, numerose sono le sue mostre personali e collettive, sia di pittura che di grafica.

La bibliografia che lo riguarda è pressoché infinita. Di lui hanno scritto, fra gli altri: Dino Villani, Domenico Cantatore, Giuseppe Tonna, Giovanni Testori, Vanni Scheiwiller, Oreste Marini, Ernesto Treccani, Maria Gabriella Savoia, Adalberto e Arianna Sartori.

La Mimesis Gallery di Calvisano, gli dedica quest’anno, dal 18 gennaio al 1 febbraio, una mostra dal titolo “Radici”, dove saranno esposte opere di grafica degli anni 1960 – 1970, di una collezione privata.