Cardo e artemisia

Ogni anno nel nostro giardino, dai semi portati dal vento e dagli uccelli, nascono piante ed erbe spontanee, che noi cerchiamo di lasciar vivere se attecchiscono in luoghi compatibili con tutto il resto che c’è già.
Così, negli anni, sono nati e cresciuti aceri, olmi, sambuchi, un melograno, allori, vite americana, phitolacca, piantaggine, romilie, malva…

Quest’anno è stata la volta di un cardo e di un’artemisia che son cresciuti una accanto all’altro e ora che han quasi raggiunto i due metri si sostengono a vicenda contro l’impetuoso vento che, a volte, questa estate balorda ci regala.

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Cardo e Artemisia
mie foto

Proprio come noi: tu cardo, io artemisia.
Tu schivo, un po’ spinoso e rustico, non ti piega nessuno, anche se a volte vedo un acqueo lucore in quei tuoi occhi chiari quando par che non mi guardi. Tu di poche parole, di gesti calibrati, di attenzioni alla terra che calpesti, ben salde le radici, di appetiti soddisfatti, di sonni profondi, di coraggiose riprese, di ostinati progetti, di caparbie convinzioni, ruvide le mani e radi ormai i capelli.

Io duttile ed eclettica, di sogni pur nutrita, appesa a un aquilone nei miei voli pindarici che tu riporti a terra, curiosa e intransigente; ti guardo mentre dormi, ascolto il tuo respiro e il battito del cuore, ti osservo di nascosto mentre lavori nell’orto, mi accorgo se tu soffri, accorro se hai bisogno, se esci resto in pena e attendo il tuo ritorno pensando a quanti giorni il futuro ancor ci serba.

Da tanti anni insieme, tu cardo e io artemisia, ci sosteniamo sempre contro il vento della vita.