Anomalie

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Mentre la vite americana, abbarbicata alla rete divisoria, mostra i suoi splendidi colori autunnali il vecchio pero, su cui si arrampicava la nostra gattina nera (quella della mia icona), ha deciso di rifiorire in questo strano autunno.

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Anomalie d’autunno.

21 pensieri su “Anomalie

    • Il pero non scotta…e la gatta nera (Bucky) da molto tempo non c’è più. L’avevo ritratta proprio su quel pero dove aveva l’abitudine di arrampicarsi da piccola. Bucky è stata l’ultima di una serie di gatte che ho avuto nella mia vita, nessuna di razza, alcune trovatelle, ognuna con il proprio carattere e circondate dai numerosi micetti che avevano ogni anno e che poi regalavamo a chi li voleva, dopo che erano svezzati e autosufficienti. Lo sapevi che le gatte scacciano dal loro territorio i propri figli quando sono in età da riprodursi? Le mie non sono mai state gatte da “appartamento”, ma semiselvagge, mai veramente domestiche, libere e indipendenti, ma con le quali dividevamo i nostri spazi e ci facevamo buona compagnia quando lo desideravamo entrambe. In inverno stavano di più in casa, di notte in cantina, si cibavano sia della loro caccia che di ciò che io davo loro, ma non scatolette o croccantini che rovinano l’apparato urinario del gatto. Dopo Bucky non ho più voluto animali. Hanno bisogno di cure e di attenzioni e io non sono più in grado di farlo.

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      • No Cesare, per favore niente retorica. Le mie origini campagnole mi hanno insegnato a distinguere molto bene gli animali dagli esseri umani. I gatti mi sono sempre piaciuti, per egoismo: più morbidi, puliti, meno “odorosi” e meno impegnativi dei cani. Un gatto che muore può spiacere, certo, una delle gatte che ho avuto l’ho fatta sopprimere dal veterinario quando ci siamo accorti che, a 15 anni, aveva il cancro alle mammelle. Per fortuna agli animali si può praticare l’eutanasia quando non c’è null’altro da fare. Non piango per l’uccellino caduto dal nido, avessi ancora un gatto glielo darei da mangiare. Non inorridisco quando il gatto, ormai sazio, gioca ancora un po’ con il topolino ferito. Non scherziamo, le leggi della natura reggono ancora i comportamenti degli animali che non sono stati “troppo” addomesticati. Tenersi un doberman o un alano in appartamento può farlo impazzire, soprattutto se non si conoscono le esigenze dell’animale e le sue caratteristiche. Di romanticismo e retorica sull’amore per gli animali ce n’è anche troppo oggi, che certa gente ha dimenticato che cosa sia veramente la natura e che cosa sono le sue leggi. Chi mi dice che preferisce gli animali agli esseri umani, beh, ad essere sincera penso che siano degli infelici che abbiano dimenticato che noi, esseri umani, apparteniamo al mondo animale, ma ne abbiamo dimenticato istinti e leggi. Non ho mai visto una gatta uccidere i propri figli. Non ho mai visto una gatta tenersi i figli attaccati a sé dopo averli cresciuti ed educati. Se non voglio avere più gatti è perché non me ne voglio più occupare, se ne avessi uno rischierei di non trattarlo come va trattato, non potrei più dedicargli quel tempo e quelle attenzioni di cui un animale domestico ha la necessità di avere. Inoltre, non è proprio vero che un animale aiuta la persona anziana, perché in molti casi può farla cadere. La mia amica, tre anni più vecchia di me, è caduta questa primavera scorsa, inciampando nel cagnolino che i figli le avevano regalato perché le facesse compagnia e si è rotta un braccio. Quando avevo la Backy un giorno mi si è infilata tra i piedi mentre correvo e ho fatto un volo di parecchi metri stampandomi contro un muro. Per fortuna non mi sono rotta nulla. Non credo nella pet-terapy per gli anziani, forse va bene ai ragazzini, ma a noi vecchi no. Come diceva il saggio, ogni cosa ha il suo tempo e bisogna vivere il proprio tempo senza pretendere di fare le stesse cosa che facevamo anni prima.

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  1. A me faceva piacere che una gatta del vicinato venisse a trovarmi. Ora è scomparsa e mi dispiace. La padrona non ci spera più.
    Tu hai scelto la tua icona, io ho 4 foto dietro il tavolo con 2 persone e due gatti. Non parlo di legami per la vita ma di sensazioni di calda “familiarità”.

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    • Cesare. la mia icona ha una storia più terra-terra. Quando mia figlia mi ha chiesto che icona volevo come avatar, avevo appena finito quel quadro con la Bucky, copiato da una foto che lei aveva fatto alla gattina. Avevo ripreso la pittura a olio dopo ventotto anni che non la praticavo a causa di esigenze di famiglia e quello era il primo quadro ed era lì a disposizione. Avessi dipinto una pantegana, una zucca o uno scarafaggio, probabilmente avremmo usato quello. Mi serviva un’immagine, semplicemente. Gli affetti sono un’altra cosa. Non mi piace maltrattare gli animali, ma le cimici le ammazzo senza rimorsi e anche i ragni. Avessi una sola bistecca, la darei a un essere umano, non a un cane o a un gatto. Fossimo in guerra e non ci fosse nulla da mangiare, ucciderei il cane o il gatto per nutrire mia figlia. Mi spiace Cesare, non ho la retorica e nemmeno il romanticismo di certi tedeschi degli anni settanta che avevano le lacrime agli occhi per il povero uccellino morto e si sganasciavano dalle risate per il poveretto scivolato sul ghiaccio e caduto per terra. A Milano i cinghiali sono arrivati in Darsena nuotando nel Naviglio. Anni fa li avremmo semplicemente abbattuti e fatti in salmì. Ora è proibito toccarli anche se stanno devastando campi, ortaglie…te l’ho detto, si è perso il buon senso comune. Nella fattoria di mio nonno, ogni primavera si allevavano i maialini, io li portavo a spasso e ci giocavo, poi a novembre li ammazzavamo e non ho mai pianto quando ne mangiavo il fegato o le salsicce. Mai visto maltrattare un animale nella nostra fattoria e nemmeno qui a casa mia, ma gli animali sono animali e gli esseri umani sono esseri umani.

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  2. che il pero fiorisca adesso è preoccupante! Le mie tartarughe entrano ed escono dal letargo…se viene freddo all’improvviso poi mi muoiono e anche il pero soffrirà parecchio. Così non va affatto bene… L’annoso problema dei cambiamenti climatici e noi che assistiamo inermi senza poter fare niente

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    • Caro Cesare, il rosso è il massimo della colorazione autunnale di questo rampicante (Parthenocissus quinquefolia) che sfoggia anche delle bacche blu di cui gli uccelli sono ghiotti. In estate è di un bel verde brillante, in autunno di un rosso scarlatto, poi le foglie si seccano e cadono.

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  3. Abito a ridosso di piccoli appezzamenti di terreno, diciamo orticelli (non miei, sfortunatamente) ma accuratamente coltivati; non è certo il tuo Eden, ma c’è di che rallegrare la vista in primavera, e cogliere la sottile malinconia dell’autunno.

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    • Caro Guido, il mio non è più un Eden, solo, ormai, un brolo incolto. I miei fratelli hanno venduto il frutteto e l’anno venturo ci verrà costruita una bifamiliare. Intorno a casa mia c’è ancora abbastanza terra, fin troppa, ma non è più un giardino, io non sono in grado di poterlo coltivare come faceva Federico che ne aveva le capacità e la competenza, oltre che una grande passione, che io non ho più.

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