21 pensieri su “R.I.P.

    • Aveva iniziato a frequentare il mio blog dopo un mese che lo avevo aperto. Bruno aveva una personalità molto particolare, gli piaceva poetare in lingua e in vernacolo, interveniva, a volte, in modo un po’ sopra le righe, a volte giocando, a volte trollando. Non ci siamo sempre trovati sulla stessa lunghezza d’onda, ma era divertente, spesso interessante, il dialogo nato non solo qui da me, ma anche da altri amici di questa blogosfera. Due anni fa la morte di una delle due figlie gli ha spezzato il cuore. Nonostante cercasse di tornare alla normalità, si sentiva la sua disperazione. Sua figlia Francesca era morta il primo maggio del 2019, lasciando due bambini piccoli. Bruno compiva gli anni il 3 maggio. Il 5 maggio se n’è andato a raggiungere sua figlia. L’ultimo commento lo aveva fatto tre giorni prima nel blog di un amico comune. In questo luogo irreale che è internet, è strano provare emozioni per qualcuno che non si è mai incontrato, del quale si sa solo ciò che viene scritto, che sia vero oppure no. Prima di qui avevo instaurato dialoghi su Flickr e mi scoprivo in pena per qualcuno che improvvisamente spariva senza lasciare tracce, senza sapere se gli fosse successo qualcosa di brutto. Anche qui ogni tanto si perdono le tracce di qualcuno con cui si era intrapreso un pezzo di percorso. E se ne sente la mancanza, anche se si sa bene che, qui, tutto è aleatorio, impalpabile, irreale.

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      • È tutto vero quello che dici. E devo dire che di abbandoni o semplicemente di rapporti che inaridiscono ne ho contato negli anni a bizzeffe.
        Pare sia statisticamente un comportamento diffuso se non generale quello di aprire un blog pieni di carica per poi… la carica scema e di un fuoco è già tanto se resta un lumicino.
        Certo, salv

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      • Continua qui il commento iniziato, ho sbagliato tasto ed è scattata la risposta, maledizione!!!!
        Stavo dicendo, che appunto le cause di un silenzio sono spesso traumatiche e di questi tempi il clima fa sempre supporre il peggio.
        Ma torno a dire, il sentimento tuo in generale è anche il mio.

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      • Grazie Guido. Forse noi apparteniamo a quella generazione che utilizzava penna e carta per scrivere lettere agli amici lontani e anche agli amici di “penna”, sconosciuti con cui avevamo intrapreso un periodo di comunicazione, perciò crediamo che la comunicazione “virtuale” sia qualcosa di più di un “mordi e fuggi”.

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  1. ricordo di averlo trovato molte volte qui da te e di essermi incuriosita di quella bella immagine dell’avatar… Mi dispiace molto. Il mese scorso toccò a Federico Fenara, anche lui era molto assiduo nella blogofera… Ti lascio un abbraccio grande e condoglianze alla sua famiglia.

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