Almeno una volta l’anno

 

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disegno a china
mie opere

Capita, almeno una volta l’anno, che un uccellino si intrufoli nel camino della canna fumaria della mia cucina e finisca dentro la stufa a legna, quelle di tipo economico, con il forno e i cerchi in ghisa, che serve per cucinare, oltre che per riscaldare.

È successo anche ieri.

Per fortuna la stufa non la uso più, da almeno tre anni.
L’uccellino finisce sempre nel vano che c’è sotto al forno e che ha una sola via d’uscita: la feritoia che mette il vano in comunicazione con lo spazio che contiene la “caldera”, ovvero il recipiente rettangolare e profondo atto a contenere l’acqua che si riscalda quando la stufa è accesa.

Dopo il primo spavento, l’uccellino inizia a dibattersi e, naturalmente, fa un po’ di baccano così ci si accorge di quanto è accaduto. Allora, per prima cosa chiudo la porta della cucina, oscuro una delle finestre, quella a sinistra della stufa, apro la finestra che sta di fronte alla stufa, alzo la zanzariera e libero il vano caldera. Poi faccio penetrare la luce della torcia nel vano caldera indicando al malcapitato la via d’uscita. A volte ci vuole un po’ di aiuto, ad esempio facendo un po’ di rumore nel forno e l’uccellino, quindi, con un frullo d’ali vola verso la luce.

Di solito si posa sull’ulivo poco lontano e cinguetta, credo per comunicare agli altri che è ancora vivo, nonostante la brutta avventura.

La prima volta che questo fatto accadde, molti anni fa (eravamo appena sposati) non riuscimmo a capire subito che cosa fosse il rumore proveniente dalla stufa, inoltre l’inesperienza ci fece precipitare a soccorrere il povero uccelletto senza pensare alle conseguenze: liberammo il vano caldera e l’uccellino uscì ma, disorientato, andò sbattere contro tutte le pareti bianche della cucina sporcandole di fuliggine, prima di riuscire a imboccare la finestra.

14 pensieri su “Almeno una volta l’anno

  1. Ed eccomi ancora qui, Nedina … per abbeverarmi, da nobile Cavaliere Errante, alle deliziose sponde dei tuoi delicatissimi post !
    Innanzi tutto, da Pittore oltre che da Ingegnere, noto quanto Ti sia stata brava nel disegnare “a inchiostro di china ed a mano libera” questo rametto con foglie e fiori … e poi constato che spesso la Natura è meno abile di te … poichè il rametto sembra stato appena colto !
    Ti ho detto “bravissima”, poichè è notorio che l’ inchiostro di china non appena tocca il foglio si asciuga subito e diventa “indelebile” … occorrendo quindi una mano – come la tua – prontissima a disegnare la figura ! 😀
    TVB
    Cavaliere Errante

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      • Mi inviti, Neda … a fare dei bei sogni ???
        E perchè no ???
        Il sogno agevola l’ oblio, scalfisce il dolore …. e posso tornare indietro nel mio passato !
        Così, care amica, sogno che – essendo oggi il compleanno di mia figlia – lei sia ancora qui a spegnere le candeline sulla torta … come accadeva un tempo, ed a scartare i regalini miei, di sua madre, di sua sorella Chiara …. e degli amici/delle amiche, con la stessa gioia di allora, sorridendo a tutti e ringraziando, e mettendo da parte persino le carte colorate che li avvolgevano e i bigliettini di auguri !
        Buon Compleanno …. Francesca, ti accompagnino sempre gli Angeli del cielo ! 🙂

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  2. Hai messo a punto una procedura di salvataggio veramente accorta e ingegnosa. Mica è da tutti 🙂
    Anni fa mi è capitato di frequentare le valli e i boschi a monte del Bresciano e lì, sebbene proibiti, erano disseminati innumerevoli archetti. A parte le specie preziose da tutelare in via di estinzione, ma l’uccellino intrappolato pare finisca male, in agonia, con gli arti spezzati.

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    • Io non ho mai avuto occasione di vedere archetti, ma ricordo molto bene i “roccoli” maestosi delle nostre valli, con le reti tirate fra gli alberi a catturare, in autunno, gli uccelli di passaggio. La caccia, all’epoca, era aperta già prima delle vendemmie e le reti catturavano gli storni soprattutto, prima che piombassero sui vigneti. La modifica del 2014 alla legge sulla caccia del ’92, ha impedito la possibilità di poter inserire gli uccelli negli spiedi tradizionali che erano in uso nelle nostre valli. Sagre, ristoranti, fiere, che in autunno si mobilitavano in questa abitudine culinaria, ora fanno lo spiedo senza gli uccelli. Rimane solo la quaglia, di allevamento o dall’estero e la si trova anche nei supermercati, ma non è mai stata considerata uccello da spiedo.

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