31 Ottobre

Mi sento triste e rassegnata, non riesco più nemmeno ad arrabbiarmi.
L’ennesimo evento luttuoso di questo anno da cancellare, le ricorrenze annuali che ci fanno pensare ai nostri cari che non ci sono più, l’autunno arrivato con i suoi giorni plumbei, piovosi e freddi…

https://undentedileone.files.wordpress.com/2019/10/img_20191030_144030.jpg

grafite su carta
mie opere

Questa mattina sono passati a ritirare la carta e quando sono uscita per deporre la scatola fuori dal cancello ho notato che c’era posta nella mia cassetta delle lettere, non era per me ma per una famiglia che abita ad un altro numero civico, nel condominio in fondo alla via. Sono andata a consegnarla loro poi ho chiamato l’Ufficio Postale: no i postini non dipendono dall’Ufficio locale ma da quello centrale di zona, no qui all’Ufficio manco li vedono, no non sanno qui all’Ufficio il numero del responsabile dei postini, no non si accetta un reclamo a voce, posso inoltrarlo solo per iscritto e solo su modulo che posso trovare nell’Ufficio.

Ho una macchina professionale per il caffè espresso, di una grossa ditta della nostra provincia, mi serve una guarnizione da pochi centesimi di euro. Telefono in ditta per chiedere quale è il rivenditore più vicino. La centralinista, forse risponde dalla luna perché cade dalle nuvole quando le espongo il mio problemino, mi indirizza al loro sito: sono tentata di risponderle che non ho il computer, non ho Internet, non ho voglia di rompermi i cosìdetti, ma ringrazio e vado a cercare il sito. Ovviamente, sul sito 1.0, ci sono solo gli ultimi modelli e non il mio che uso da 13 anni.
Chiedo aiuto all’operatore che non è, ovviamente, un essere umano ma un’applicazione.
Pongo la domanda chiara e precisa e la risposta arriva presto: no non è prevista vendita diretta, no non ci sono negozi a cui rivolgersi, sì possono inviare tecnici per riparazioni, sì possono inviare pezzi di ricambio, sempre che si riesca a capire di quale pezzo ho bisogno. Sto pensando di comperare una macchina nuova, oppure passo al caffè solubile.

Al supermercato c’è ressa davanti al banco verdure, mi fermo anch’io incuriosita: si tratta di un controllo del servizio d’igiene, un tizio sta blaterando che le commesse, oltre ai guanti, devono anche indossare le cuffiette. Intervengo e chiedo gentilmente se anche noi avventori siamo obbligati a indossare, oltre ai guanti come già facciamo, anche le cuffiette.
Mi guarda imbufalito e se ne va. Tutti ridono. Incongruenze burocratiche. Chissà se perdiamo più capelli noi che comperiamo o le commesse del supermercato.
Chissà se ci sono gli stessi controlli anche nelle bettole del mio villaggio, ma tanto io non vado mai a mangiare fuori…

 

 

21 pensieri su “31 Ottobre

  1. Cara Neda,
    Il giro di lutti a cui tu accenni a cui aggiungo i colpiti da varie malattie presso che invalidanti… e poi la serie difficoltà nel quotidiano, ciascuna piccola se vuoi, irrilevante, ma che sommate diventano un peso e disagio.
    Vivo col terrore che mi si rompa una maniglia, una tapparella o una finestra, anche se devo dire, forse nel tuo caso, l’isolamento non giova. Qui, almeno, c’è un retroterra a nord della città, dove resistono piccole e medie aziende artigiane, in cui da sempre vige una salda tradizione di concretezza e di mestieri.
    Non cambia la morale: la vita, specie dopo una certa età, è difficile.
    Un salutone…. (hai una prosa che mi piace, rendi sempre perfettamente l’idea, saresti un’ottima docente di scrittura per affermati celebri autori)

    Piace a 1 persona

    • Caro Guido
      l’ultima corda di tapparella che si è rotta sono riuscita a rimontarmela da sola, un po’ faticoso per la verità, ma abbastanza facile da fare. Riesco ad aggiustare parecchie cose, quello che mi dà fastidio è che l’automatizzato abbia sostituito l’umano. I call center irrompono nelle nostre case con tutte le loro proposte, spesso inutili, non richieste. La Folletto mi chiama una volta la settimana per chiedermi se ho bisogno di accessori di ricambio e mi sono sgolata, vanamente, per far loro capire che non sono mai stata loro cliente e mai lo sarò: scopa e straccio sostituiscono bene, con poca spesa, le loro attrezzature. Poi c’è la Utet che vuole rifilarmi le sue Grandi opere (che non sono più sue ma ne portano solo il nome) a prezzi non accessibili, e la Bofrost che vuole riempirmi il frigo di surgelati di cui non ho proprio bisogno…però, se vuoi chiedere un’informazione a Enel, Inps, Tim, Poste, a chiunque di cui hai bisogno, finisci per cozzare contro le applicazioni informatizzate collegate solo a domande e risposte precostituite, senza varianti, perché la vita oggi è su un solo binario, senza eccezioni. Le eccezioni, ciò che è diverso, non può esistere, non è concepibile. Faccio fatica ad adattarmi a regole che contemplano solo il profitto, l’interesse, la norma; forse sono ancora troppo ribelle, un po’ anarchica, nonostante l’età.
      Felice che ti piaccia come scrivo, scrivo come penso e come parlo, tutto qui. Ma non credo potrei insegnare alcunché ad alcuno, sono ancora troppo impegnata a imparare.
      Ciao, se ti si rompe una maniglia o una serratura, chiamami: le mie le ho montate tutte io nel 1982 e non si sono ancora rotte.

      Piace a 3 people

  2. Neda…quanto mi sono riconosciuta, io e famiglia annessa, nelle tue tragicomiche parole. Giusto ieri mio padre doveva comunicare ad un amministratore nome e cognome di un inquilino. Impiegata: “Ci mandi una mail per favore “. Padre: “Ma non può semplicemente scrivere su un foglio di carta?” “No no …se ci può mandare una mail, grazie”. Lui ha me, che ho inviato la complicatissima mail, ma chi non ce l’ha? Cara Neda, siamo di un’altra epoca, più elastica, sappiamo fare questo e quello, e tutta questa tecnologia (per molti versi utilissima e irrinunciabile) talvolta risulta un impedimento. Ma tant’è… scherziamoci sopra. Buona giornata di Ognissanti, cara.

    Piace a 2 people

    • La cosa assurda è che questa tecnologia che dovrebbe facilitare le cose e velocizzarle, ha invece creato intoppi assurdi e una burocrazia farraginosa. Tremo al pensiero che un qualsivoglia evento che possa togliere la corrente mandi in tilt tutto il sistema: dai trasporti agli ospedali, dalle banche ai supermercati. Siamo diventati schiavi del nostro stesso progresso.
      Voglio vederli gli impiegati a fare i calcoli a mano e a scrivere con una penna su pezzi di carta.

      Piace a 2 people

  3. Sono contenta quando scopro, attraverso servizi televisivi o giornalistici, che stanno nascendo gli “aggiustatutto” che sanno rimettere in vita vecchi e rotti apparecchi di vario tipo. Per fortuna qualcuno capisce che, invece di buttare e comprare per buttare, conviene aggiustare e tenere.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...