Passatempi

Le due settimane scorse sono state un po’ plumbee e noiose, con qualche pensiero triste e qualche ricordo che si annodava alla gola, così ho cercato di fare qualche cosa che riuscisse a dissipare il velo che offuscava la mia mente e questi sono i risultati.

https://undentedileone.files.wordpress.com/2018/11/centro-punto-inglese-18-senza-flash.jpg

Centro di lino bianco, ricamato a intaglio a punto inglese con bordura all’uncinetto
mie foto

18/11/centro-azzurro-18.jpg

centro in lino azzurro ricamato a giorno con inserti e bordura all’uncinetto  mie foto

 

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53 pensieri su “Passatempi

  1. preziosità senza tempo, bravura e pazienza per ottenere una notevole soddisfazione e perchè no, liberarsi da pensieri tristi concentrandosi su quel piccolo strumento che muovendosi tra le dita crea col filato disegni così belli…un forte abbraccio cara Neda ❤

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  2. Sì, immagino bene certi stati d’animo e sei doppiamente brava, per la reazione, perchè non c’è come fare-fare-fare e brava sei anche per i risultati, notevoli.
    (Mia madre, ancora ormai parecchi-tanti anni fa, era anche lei dedita, e già allora ricordo come fosse giudicata una mosca bianca 🙂 e come destasse stupori ammirati… 🙂 )

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  3. Ho visto di recente alla tv donne che recuperavano le stoffe (immagino seta, o qualcosa di simile) da ombrelli rotti abbandonati nei cassoni per strada e altri brandelli di stoffa, pelli e roba simile e fare delle cose davvero apprezzabili, come vestiti, borse, e altro. Tu non hai solo un cervellino di tutto rispetto ma anche delle mani di fata.

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    • Buona domenica caro Guido.
      In Svezia e in alcune isole della Scozia, le donne recuperano abiti vecchi, li scuciono e utilizzano i pezzi ancora in buono stato per ricavarne pantofole, coperte patchwork e altre cose utili, come facevano le nostre nonne della Val d’Aosta e della Carnia, qui da noi, e chissà in quante altre regioni. La civiltà contadina era povera e utilizzava tutto ciò che si poteva utilizzare. Ricordo che da bambina mi inchiodavano i pezzi di copertone delle ruote di bicicletta sotto agli zoccoletti di legno, perché facessero meno rumore mentre a mio cugino gli inchiodavano pezzi di latta ricavati dai barattoli perché gli zoccoli durassero di più. Mia madre e le sue sorelle filavano la lana delle loro pecore, poi tingevano le matasse e sferruzzavano di tutto. Una di loro allevava conigli d’angora e li pettinava ogni giorno poi filava i preziosi peli ricavandone un filato morbido come la seta, caldo come la lana e leggero come l’aria. Ho ancora qualche gomitolo di quel filato e anche un paio di capi che erano di mia madre.
      Per il mio centro azzurro, il tessuto era un avanzo di un vestito che avevo fatto per mia figlia.

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    • Caro Cavaliere, questi giorni di nebbia sono così tediosi…ora sto lavorando a maglia, un bel maglione soffice di lana mohair color azzurro cielo, un po’ di cielo “nella” stanza.

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  4. Già … Gino Paoli ! Lo conobbi a Roma, nel grande negozio Discografie Ricordi a Piazza Indipendenza, dove il cantautore di Monfalcone, ma adottato già da Genova, si era recato per pubblicizzare l’ uscita del suo 1° album : io, giovanissimo ginnasiale, lo avvicinai, insieme ai miei compagni di classe, mentre lui veniva intervistato da alcuni giornalisti ! Uno, fra questi, gli chiese : “Sig. Paoli … complimenti, lei è un poeta ! Bellissima l’ immagine del “soffitto viola” che ha suggerito nella canzone Il Cielo in una Stanza : da che ha ricavato questa immagine così onirica ???” … Lui, gli rispose : “Mah … io vivo in una soffitta a Genova, a due passi dal mare … e poichè il soffitto mostrava un intonaco abbruttito da varie macchie di umidità, lo dipinsi per l’ appunto di viola … in modo da coprirle” ! Quel cronista, ricordo, ci rimase male, avendo immaginato chissà che cosa … ma noi ci mettemmo a ridere a crepapelle !
    Paoli, era il 1960, non sapeva ancora cantare ( aveva una voce gracchiante … ed era piuttosto scorbutico ), ma già era in grado di trasmettere emozioni ! In seguito, imparò a cantare, come dimostra la sua interpretazione ( e traduzione ) della mitica Ne me quitte pas, scritta dal grandissimo ( e irraggiungibile … ) Jacques Brel … che è forse la più bella canzone d’ amore che io abbia mai ascoltato !
    😀
    °°°

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    • Conoscevo l’aneddoto di Paoli, ne ha parlato spesso in alcune interviste.
      A proposito, una volta hai detto che avevi dieci anni meno di Prodi…e se eri “giovane ginnasiale” nel 1960, ne deduco che hai la mia età o, forse, un anno di meno.
      Per quanto riguarda le poesie d’amore, hai mai letto quelle scritte da Paul Géraldy?
      Ciao Bruno. Buona domenica.

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      • Beh … di Prodi, oltre ad avere qualche anno di più, ho in più almeno 30 cm di statura ( mi ricordo che, quando lo abbracciai al tempo in cui guidava il suo primo governo, il suo capoccione mi arrivava sullo sterno ) ! 😀
        Sì, di Paul Gèraldy ho letto qualche verso … e soprattutto mi piace citare la sua frase “Bisogna somigliarsi un po’ per comprendersi, ma bisogna essere un po’ differenti per amarsi.”
        Assunto che ho fatto mio, avendo sperimentato che nell’ amore con una donna è bene che qualche lato dell’ anima rimanga oscuro …. e che è necessario esser diversi per amarsi davvero !

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      • Bruno…allora, nel commento in questo post hai scritto che eri “giovane ginnasiale” nel 1960, anno in cui Prodi, che è nato nel 1939, era già all’Università, o sbaglio? Inoltre, se vai da Guido, nel post “Vota e fai votare” nel tuo commento in data 2 febbraio hai scritto che hai 10 anni meno di Prodi…credo che la memoria ti stia giocando brutti scherzi, amico mio.

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      • Oh …. pardòn, sbagliai la battuta : Prodi …. è moooolto più anziano di me, ed assai più basso di statura !
        Nel ’60, io ero uno splendido ginnasiale ( al Giulio Cesare, er mejo Liceo Classico de Roma … allora, e puro adesso ! ) che seguivo er Paoli, che, come già detto, nun sapeva cantare : l’ imparò poi,, esibendosi nelle balere e nelle osterie, fino a diventare quel meraviglioso interprete che è ora !
        Ascoltati il bel brano Il Faut Savoir di Aznavour, che egli tradusse e cantò splendidamente !
        😀
        °°°

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    • Paola se vuoi vedere altre cose che ho fatto clicca sulle foto Flickr poi cerca l’album “i miei lavoretti” c’è un centro ovale di lino bianco lavorato a intaglio che ho ricamato 3 anni fa per il 50esimo anniversario di matrimonio di mio fratello (50 ore di lavoro) ci sono anche altre cosine interessanti.

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      • Grazie Paola. Io sono cresciuta in una famiglia nella quale si faceva quasi tutto con le proprie mani e anche in Istituto, nei 10 anni che vi ho trascorso, mi hanno insegnato a fare di tutto.
        Nel mio Flickr puoi anche trovare altri album che riguardano le varie tecniche di pittura. Sono le cose che faccio a tempo perso per mio solo piacere o per regalare a parenti e amici.
        Ciao, buona domenica.

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      • Mia mamma aveva una sorella sarta, e sapeva cucire benissimo. Mia sorella ha imparato un po’. Io zero. Secondo me ho proprio dei limiti strutturali. Mi viene letteralmente la nausea quando devo cucire (non è una battuta)

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  5. Ah ah ah ah …. unicuique suum : a me la nausea viene ogniqualvolta vedo quegli imbroglioni irresponsabili del Di Maio e del Salvini e del Peppegrillo … li mortacci loro ! 👿

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