2018

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mie opere

 

2018

170 anni dalla prima Guerra di Indipendenza
140 anni dalla morte di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia
100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale
70  anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana
50  anni dai moti rivoluzionari per l’emancipazione femminile

Sono nata pochi mesi dopo che la nostra Costituzione era entrata in vigore e avevo vent’anni quando i fermenti del ’68 sembrava ci avessero donato una libertà e una speranza mai immaginate prima.

Dove sono finiti i nostri sogni di allora, i nostri ideali?

Che cosa ha prodotto la trasformazione della società al punto che le donne che avevano conquistato la libertà di poter scegliere che cosa fare di loro stesse, sono poi diventate oggetti da mostrare sulle copertine di rotocalchi di terz’ordine, di TV urlate e sui generis, vittime di omicidi brutali sempre più spesso, lavoratrici sfruttate e maltrattate?

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35 pensieri su “2018

  1. Cara Neda, sai come la penso. I nostri ideali erano troppi e troppo diversi per poter attecchire in pochi anni. Molto, moltissimo della condizione della donna è cambiato in meglio, rispetto ai nostri tempi, il mondo va male, ma in generale prima andava anche peggio. Forse non c’è soluzione, perchè se ci fosse le persone, dal primo momento, avrebbero condiviso e non guerreggiato. Io però non i arrendo e i miei principi continuo a difenderli.

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  2. Le libertà propugnate dal ’68 sono diventate in realtà licenza a tutto senza limiti di decenza. Corruzione a ogni livello, indulgenza con i delinquenti piccoli e grandi (banche, politici corrotti e corruttori, amministrazione pubblica inefficiente, ecc. ecc.) e severità con le vittime dei delinquenti (devi stare attento a non graffiare il ladro in casa, a non dare del truffatore a chi ti truffa, ecc.)…
    il problema femminile? Fosse solo quello…

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    • Sai Guido, in questi giorni in cui la puritana America sta dando la caccia alle streghe, ai fautori dei ricatti maschilisti (mi chiedo perché dopo tanti anni e senza alcuna denuncia fatta al momento opportuno) e con la Francia permissiva e coquette che cerca di dare una proporzione più lassista a tutta la faccenda, a me sono tornati in mente i miei vent’anni, quando i ragazzi accettavano un “No” di buon grado, senza tante storie, noi ragazze mollavamo un ceffone sonoro a chi osava troppo, magari accompagnato da una risata e tutto tornava a posto. I datori di lavoro, un po’ porci, li mettevamo al loro posto senza pensarci due volte, magari sbattendo loro anche la porta in faccia. Quello che non capisco proprio è come fa una donna a lamentarsi dopo vent’anni di aver “subito” un ricatto di quel tipo, senza aver risposto subito con un ceffone, essersene andata subito altrove e aver denunciato pubblicamente tutta la faccenda. Se ha accettato il ricatto, di che cosa si lamenta dopo tanto tempo? Di non aver fatto la carriera che voleva, che le era stata promessa? Coloro che sono preparati, bravi, capaci e determinati, la carriera la fanno comunque, oppure vanno a fare altro, fanno altre scelte, senza soggiacere a ricatti di alcun tipo.
      Ecco perché mi chiedo dove sono finiti gli ideali che le ragazze come me avevano a vent’anni: non sono mai andata in piazza a sbandierare vagine o reggiseni (come le ragazze citate da EnzoRasi nel commento qui sotto) molte ragazze come me volevano studiare, essere libere di lavorare e di mantenersi, non essere obbligate a farsi mantenere dalla famiglia o da un marito, sposarsi solo se ne avevano voglia, mettere al mondo dei figli solo se lo desideravano e non essere obbligate a farlo solo perché la chiesa o le convenzioni dicevano che cosa doveva essere, o fare, la donna. Noi volevamo essere libere di poter scegliere che cosa poter fare di noi stesse.
      Io ci sono riuscita, come molte altre che allora avevano la mia età. Quello che non capisco è che cosa sia successo dopo. Che cosa ha veramente mutato i costumi in modo tale che oggi si deve quasi aver paura a essere donna.

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      • Il confronto 🙂 puoi giurarci che uscirebbero discrepanze non sempre da poco 🙂 e qui torneremmo per forza a un punto di partenza inevitabile, ineliminabile e ovvio: la differenza biologica e di pulsioni e se vogliamo semplicemente e meramente fisiologica.
        I modi di sentire alla fine nascono anche e se non in buona parte dalla nostra carcassa 🙂

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  3. Domanda terribile Neda, domanda da bilancio finale.
    Io sono nato 7 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale nella capitale della Sicilia, sono nato come si nasceva allora nel domicilio della partoriente. Nato a sud, cresciuto al Nord attraversando per coincidenze familiari l’intera penisola e gli umori della mia generazione, Tornato oltre lo stretto 40 anni fa. Mi ha aiutato tutto questo? Non ne sono sicuro.
    Nell’anno 1968 era Milano la mia città, il Movimento studentesco la mia tana e, devo dirlo senza timore, le ragazze in corteo col segno della vagina in bella evidenza le mie compagne di allora.
    Se Milano era ed è la capitale morale ed economica di questa Nazione, Milano viveva una contraddizione evidente: ideologia statale e sociale a senso unico, violenza in tutte le salse da destra a sinistra. Sono diventato adulto in mezzo alla violenza, di piazza, di scuola, di università. Di ideologia. Alla domanda che lasci ai nostri pensieri io rispondo che i sogni sono rimasti ad aleggiare sulle nostre teste e gli ideali si sono scontrati con una realtà che ne ha messo in mostra tutte le loro crepe. Le femministe di allora non chiedevano parità, uguaglianza, volevano autonomia contro, non chiedevano stessi diritti volevano una supremazia che dall’utero arrivava a tutto il resto. Intendo dire che ideali inquinati da una diseguaglianza di fondo, ideologie che contrapponevano violenza per eliminare un’altra violenza non potevano produrre altro che quello che dagli anni 80 in poi ci siamo trovati a vivere.
    Riscrivo se me lo permetti una cronologia simile alla tua
    157 anni dalle annessioni farsa del Regno delle due sicilie
    147 anni dalla fine della questione brigantaggio meridionale ( Cialdini docet)
    79 anni dalla firma per le leggi razziali del fascismo ( sottoscritte dal Savoia)
    48 anni da Piazza Fontana
    37 anni dalla strage della stazione a Bologna
    25 anni dalla strage di Capaci…
    C’è qualcosa che non funziona a mio parere, ci hanno raccontato solo una parte della storia, quella che faceva comodo ad alcuni; su di essa quelli che nel 68 avevano 17 anni come me hanno costruito ideali e hanno sognato per un lungo periodo. C’è chi si è svegliato ma resta in silenzio, chi rivisita tutto per trovare il sogno iniziale, chi si rifiuta di affrontare certe realtà ( e posso capirlo), chi non riesce a darsi pace e chi come te è smarrito. Ciao Neda

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    • Grazie Enzo per il tuo contributo.
      Nel 68 avevo vent’anni e già lavoravo, lontano da casa pur non essendo ancora maggiorenne.
      No, non sono mai andata in piazza a sbandierare vagine o reggiseni, cosa che ritenevo inutile. Ma già anni prima avevo incominciato a costruire, attraverso lo studio e una forte determinazione, ciò che sarebbe diventata la mia indipendenza.
      In risposta al commento di Guido, qui sopra, credo di aver chiarito meglio il mio pensiero.
      Sai Enzo, se ognuno di noi si guarda indietro ricostruendo i propri ricordi, credo che possa avere una visione diversa, da individuo a individuo, per quanto riguarda la storia, anche se è la “nostra” storia, perché si mescola con la storia personale, è intersecata, toccata, miscelata con i sentimenti, gli affetti, i momenti del nostro vissuto e ognuno di noi ne coglie un po’ di uguale e molto di dissimile.

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  4. Mia cara Neda, da Guido chiedevi il nome di tre politici onesti, ebbene Te ne faccio tre, mia cara Neda ( ma potrei fartene di più … ) : 1) D’Alema che conosco personalmente, e che lo stesso Berlinguer trattò come un figlio, 2) Pietro Grasso ( basta guardarne il curriculum ), 3) Bersani ( un persona per bene, un grande amministratore ) !
    😀

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    • Buongiorno Cavaliere.
      Grazie per i suggerimenti.
      Vediamo un po’: sull’onestà dei tre non ho nulla da dire, non li conosco, non ho mai trattato con loro.
      Qualcosa ho da dire sulla loro capacità.
      Cominciamo da Bersani: non è stato capace di formare un governo. Credi davvero che invecchiando sia migliorato?
      Grasso: come Di Pietro ha preferito scendere (ripeto SCENDERE) in politica piuttosto che restare in Magistratura a combattere la sua battaglia, cosa, se non più redditizia, di sicuro più facile. La sua boutade, la promessa di togliere le tasse universitarie, è infantile e demagogica.
      D’Alema, ok, può anche essere simpatico come una vecchia volpe furba, e lo è, furbo, intendo, intelligente e versatile, come lo era Andreotti, quelli che la politica la sanno gestire davvero, barcamenandosi tra i flutti e restando sempre a galla. Qualche appunto sui due governi che ha portato avanti, anche se per poco, lo avrei da fare. Molte sue scelte non sono proprio riuscita a condividerle. Ma non è certamente questa la sede adatta per discuterne.
      Ciao Cavaliere, sai, da donna, mi piacerebbe riuscire a trovare magari una donna capace, onesta, ferrata e che sia in grado di vedere soluzioni, magari non eclatanti, ma fattibili, concrete, come lo siamo spesso noi casalinghe, abituate a gestire i nostri risicati bilanci familiari.

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  5. C’ era una Donna straordinaria e politica d’ alta statura …. Era Tina Anselmi, ma ahinoi è morta di recente : ma il suo esempio non morirà ! Quanto a D’Alema, sì è uno statista d’ alto lignaggio, ma non ha niente a che vedere con Andreotti, poichè mentre per Massimo il succo della vita era far politica per il bene del Paese ( questa fu la ragione per cui Berlinguer lo tenne come un figlio ), per il “divo” Giulio il succo della vita è il Potere che logora chi non ce l’ ha, ed infatti lui si logorò quando lo perse ! Fra Grasso e Di Pietro c’ è un abisso : il primo è stato un grande Magistrato, scarno ed efficiente, il secondo un vanesio furbacchione che tenne sempre, e tiene tuttora, il piede in due staffe ! Infine … Bersani cercò di fare un governo, ma non ci riuscì per le miserie di Monti ( che presentandosi alle politiche in Lombardia, fece perdere parecchi senatori al Centro Sinistra che così ebbe una maggioranza risicata in Senato ) e dei 5S i quali rifiutarono di appoggiare il Governo Bersani sui punti in comune fra il Centro Sinistra e il M5S ! Questa è Storia, mia cara Nedina, e non si può più manipolare !

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    • Caro Cavaliere, scusa il ritardo, ma ho avuto una mattinata intensa.
      Tina Anselmi, oh sì, hai ragione. Donna straordinaria che aveva il dono dell’umiltà accompagnato da una intelligenza rara e concreta. E’ stata veramente un politico al servizio del proprio Paese, forgiata da una gavetta encomiabile.
      Per quanto riguarda la Storia, mio buon Amico, converrai con me che è sempre stata manipolata, già nel momento in cui i fatti avvenivano (te la ricordi la battaglia di Kadesh e il grande Ramses, tanto per citarne solo uno), è stata adattata poi a seconda del bisogno, oggi la si trasforma, la si adatta, la si sbugiarda e poi la si ricompone, la si infanga, la si trasmette e trasfigura a comando, a suon di tweet, di web. Mai come oggi si fa della storia lo scempio peggiore e più veloce e il bello è che la più parte dei lettori, degli ascoltatori, ci crede e non si prende neppure la briga di controllare. Anche i maggiori giornali fanno uso libertino delle notizie, sparandole grosse, sempre più grosse, a suon di scoop. Rivangano perfino il passato al punto tale che non si è più nemmeno certi di ciò che gli antichi scrissero (tenendo conto che anche Svetonio di balle ne ha raccontate tante, o, se preferisci, ha taciuto molte verità).

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      • I motivi sono sempre ovvi, purtroppo.
        Indipendentemente da ciò che la donna ne pensa.
        I figli li mette al mondo la donna.
        E’ la donna che se ne cura quando sono malati
        E’ pure la donna che si occupa dei vecchi.
        Vedo intorno a me le famiglie con più figli: chi corre di più è sempre la donna, sono le figlie che si occupano dei genitori e dei propri figli contemporaneamente, le figlie, le mogli, le sorelle.
        Quando l’uomo va in pensione che cosa fa per la famiglia? Poco o nulla. La donna continua a lavorare in casa, come lavora in casa contemporaneamente al fatto che debba lavorare anche fuori casa.
        E’ ovvio che molte donne siano costrette a scegliere di smettere di lavorare fuori casa quando c’è la crisi. Oppure che neanche trovino lavoro. Tranne quelle che possono permettersi di avere l’aiuto di persone di servizio o di altri familiari.
        la Montalcini si era forse fatta una famiglia?
        La Hack ha forse messo al mondo dei figli?
        Le donne operaie, commesse di grandi magazzini, impiegate, quanto credi prendano di stipendio, lavorando spesso più ore di quanto sia scritto in contratto, facendo chilometri da pendolari e dovendo anche pensare alla casa, da sole.
        Credimi, i motivi sono sempre ovvi e non è sempre colpa della donna.

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