Povera Italia

 

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Dal Giornale di oggi, della nostra provincia:

Spara al ladro, lo ferisce, e paga più dello stesso malvivente.

In pratica, fra il 29 e il 30 gennaio scorso, in un paese della nostra provincia, poco lontano dal mio paesello, un operaio viene svegliato di notte dai rumori che una banda di ladri ha prodotto facendo saltare un bancomat. Si affaccia alla finestra e i ladri, incappucciati e armati, gli urlano di ritirasi puntandogli le armi contro. L’operaio imbraccia il fucile e spara ferendo un ladro.
Al processo nel quale sono finiti i componenti della banda, rumeni e moldavi che avevano assaltato i bancomat di mezza provincia, presente anche il ferito, il giudice condanna i ladri a una pena inferiore di quella inflitta all’operaio che aveva reagito.
Inoltre il ferito, bontà sua, ha il diritto di chiedere un risarcimento per il danno ricevuto.

Questa non è una fake-news, o una bufala come si diceva una volta.

Questa è la situazione attuale, di oggi, vera, concreta, assurda e schifosa.
Nelle nostre case ci sono furti ogni giorno, rapine nei negozi e per strada, nelle fattorie, nelle scuole.

A casa mia sono entrati tre volte. Da mio fratello infinite volte tanto che ora ha chiuso la sua casa ed è andato ad abitare in un appartamento in condominio, forse più sicuro.
Sono entrati anche da suo figlio, da mia nipote due volte in un mese, in tutte le abitazioni della mia contrada, da una nostra cugina cinque volte, devastandole la casa.
I Carabinieri, quando escono per la chiamata (a volte non hanno l’auto, a volte manca la benzina, a volte sono già fuori a rincorrere i ladri) ti rimproverano perché hai lasciato mezza finestra aperta, anche se i ladri ti entrano in casa quando tu stesso sei in casa e dovresti perciò vivere blindato e prigioniero in casa tua, secondo loro.

C’è qualcuno che si meraviglia (visto che ormai ai delinquenti la legge non solo fa nulla, ma punisce chi si difende anche a casa propria) se anche altri giovani autoctoni si danno alla delinquenza, cosa ormai facile da attuare e senza remore?

C’è qualcuno che si meraviglia se molti delinquenti si trasferiscono in Italia, terra da sempre di conquista (qui, nei secoli, ci son passati proprio tutti), considerato quanto sia facile qui scapolarla, anzi viverci alla grande e senza problemi?

C’è qualcuno che si meraviglia se la tolleranza ormai non c’è più e si sta trasformando in qualcosa di innominabile?
La pazienza ha un limite e la misura è ormai colma.

Gradirei che i signori delinquenti la smettessero di devastare le nostre povere case di gente che ha poco o nulla: ci sono un sacco di politici, parlamentari e dirigenti amministrativi che hanno molto di più di noi.
Per cortesia, signori ladri, andate da quelli lì, non vi faranno sicuramente nulla, loro, perché loro la legge la conoscono bene: l’hanno fatta loro!

 

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24 pensieri su “Povera Italia

  1. siamo al paradosso…oltre a non essere tutelati dalla legge siamo anche beffati…il fatto è che per noi quel poco che possediamo è tutto lì a portata di ladro mentre se svaligiano le case dei vip, politici e non, ruberebbero briciole. Il solito cetriolo…

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    • Un anno fa, padre e figlio che conoscevo benissimo, al paese che confina con il nostro, hanno reagito ad una rapina e il figlio lo hanno ridotto in fin di vita e dopo un coma di parecchi mesi non si è ancora ripreso del tutto. I delinquenti non sono più in galera e quel poveretto non verrà mai rimborsato per tutto il danno che ha avuto.
      E’ questa la giustizia italiana (e lo scrivo in minuscolo, non merita più la maiuscola)

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  2. Guarda, hai toccato un tasto a cui sono supersensibile. Io continuo a dirlo, è il mio chiodo, che questo Paese sembra votato al suicidio!!!!
    È uno schifo: sui mezzi pubblici qui a Milano, vedi che a pagare il biglietto sono gli anziani, Italiani, gli altri scorrazzano liberamente con carrozzine, salgono e scendono, gratis. Questo è un dettaglio del saccheggio generale che incomincia dai mezzi pubblici e poi appunto ti arriva in casa.
    Questo è lo Stato cattivissimo col cittadino onesto, che paga tasse, sanità e ogni servizio – ed è uno Stato paterno e clemente col delinquente, con l’evasore, col cosidetto rifugiato mantenuto a spacciare, delinquere e quando va bene a fare niente ma a godere dei servizi gratis

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      • Mordere e urlare serve a scaricare la tensione, a rompere i timpani degli altri e a lasciar loro qualche segno tangibile.
        Mio marito sta meglio, si sente meglio e si sta riprendendo bene nonostante tutto: ha una situazione clinica ormai irreversibile e disastrosa, per fortuna lui non ci pensa e si “lascia” vivere, senza abbattersi mai.
        Un augurio a tuo zio, che si mantenga bene.
        Un abbraccio a te.

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      • Io credo di aver raggiunto un’età in cui non si crede più di poter lasciare segni tangibili (che non siano un premio Nobel :))
        Le persone con un bel carattere, che non si abbattono e prendono la vita com’è, sono i migliori compagni. Fortunati coloro che condividono il loro percorso.

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      • Mi hai fatto venire in mente una vecchia barzelletta: il vecchietto a letto con una gentil signorina che offre prestazioni in cambio di vil denaro.
        Lei:”Mordimi, mordimi che mi piace”,
        lui, biascicando”Aspetta un attimo che cerco la dentiera”.
        Scherzi a parte, si può essere realisti senza essere pessimisti. Riuscire a trovare qualcosa di buono in tutto ciò che ci capita, riuscire a superare gli inevitabili momenti di angoscia, scrollandosi di dosso la paura, la stanchezza e ripartire ogni volta è, ovviamente, un bene anche per chi sta vicino. Naturalmente non si deve essere superficiali e troppo ottimisti al punto di non vedere la realtà, perché ciò diventerebbe rischioso, per se stessi e anche per gli altri.
        Buona giornata Simona.

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      • La barzelletta è carina, mi ricorda certe persone.A proposito di far venire il mente. Mi viene in mente leggendo i tuoi post che, dopo 30 anni passati a tradurre in “semplicese” se non in dialetto quello che dicono e scrivono i dottori, il mio uso della lingua italiana si è davvero impoverito. Certe belle parole/frasi che leggo da te o da Paola non è che non le capisca, ma non mi vengono più spontaneamente 😦

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      • Il mio modo di scrivere è una deformazione professionale: per anni ho tradotto, scritto e parlato, in diverse lingue straniere e la ricerca costante dei termini più appropriati mi ha obbligata a un approfondimento della nostra bella lingua.
        Da sempre, però, scrivo immaginando di comunicare con un bambino di dieci anni, se lui mi capisce, capiscono tutti. C’è anche da tener presente che, data la mia età, uso parole spesso desuete, e questo me lo fa notare anche mia figlia che, a volte, sorride per i termini vecchiotti e vetusti che uso. Del resto uno dei miei libri di cucina risale al 1901 e sembra scritto dal Manzoni.
        Ciao Simona, sempre grazie per la tua gentile attenzione.
        Ti auguro una bella serata e una buona domenica.

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