Tanto tempo fa

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stampa calcografica
incisione a puntasecca su rame
mie opere

I ricordi sono una cosa strana. Ti colgono all’improvviso quando meno te lo aspetti.
Questa mattina, rovistando in un cassetto, ho trovato un quadrato di stoffa biancastra, tessuto ancora nuovo di cotone e canapa, come si usava tanti anni fa per lenzuola, asciugamani e biancheria intima, nelle classi più povere, perché indistruttibile.

Di quella tela erano fatte le lunghe e grandi camicie che usavamo, in Istituto, quando facevamo il bagno.
Fare il bagno era un rito vero e proprio. Vi si accedeva massimo due volte al mese, per il resto ci si lavava a pezzi, senza mai spogliarsi del tutto.
Per il bagno dovevamo indossare delle camicione pesanti, di quella tela ruvida, lunghe fino ai piedi, con due spacchi laterali all’altezza dei fianchi, nei quali infilare mani e avambracci per lavarci anche sotto alla camicia.
La camicia, bagnandosi, diventava pesante e oppressiva, ti ci sentivi impaniata, in trappola.
Le porte sempre aperte per permettere alla suora inserviente di entrare a controllare e a lavare la schiena. Ovviamente, sapone di Marsiglia.
Le vasche erano grandi, per me quasi un incubo.
Lo fu, un incubo, anche per la suora che mi trovò sott’acqua e mi tirò fuori mentre, cercando di respirare, sputavo anche l’anima.
Quello che la suora non seppe mai era che il mio gesto era stato voluto, pensato e prodotto ad arte.
Non certo per ammazzarmi, che proprio non ci pensavo, ma per convincerla che fare il bagno in quel modo per me fosse davvero pericoloso, perciò, da allora, mi fu concesso di fare la doccia.
Sotto la doccia, la suora non poteva entrare, si sarebbe bagnata tutta.
Per dimostrare che avevo tenuto addosso la camiciona, dovevo riconsegnarla bagnata e non era difficile farlo, mettendomela sotto ai piedi mentre mi lavavo finalmente libera da intralci e anche libera di osservare il mio corpo che mutava crescendo e non riuscivo a capire che cosa ci fosse di peccaminoso in quella naturale nudità.

31 pensieri su “Tanto tempo fa

  1. Viva la doccia!!!! Elogi della doccia a parte, brava a scriverne, che si sappia cosa succedeva soltanto poco fa, che lo sciorinare di tette in TV e per la strada, e di non solo quelle, non è roba di sempre.
    I Millennials siano eruditi, le Millennials comprese.
    (Il vantaggio per te, però, vuoi mettere… il carattere temprato!)

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    • Beh , sì, quell’istituto è poi cambiato nel tempo, anche in seguito a una piccola rivoluzione fatta da un gruppetto di noi, me compresa, nell’ultimo anno che trascorsi lì dentro. Del resto anche i tempi erano cambiati. Ora la struttura esiste ancora, ma è in mano ad un’altra congregazione religiosa che ne ha fatto una scuola aperta agli esterni, una scuola moderna, utile a molte famiglie della zona.

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    • Se vuoi ridere, te ne racconto un paio, tenendo presente che sto parlando di cose accadute sessant’anni fa, ma quando ne parliamo fra noi, compagne di allora, ancora ci chiediamo dei perché.
      Una delle regole, all’epoca incomprensibili per la mia testolina, era che bisognava dormire con le mani fuori dalle coperte. D’estate non era un problema, ma d’inverno, con il freddo che faceva io mi raggomitolavo sotto le coperte, testa compresa. Venivo regolarmente svegliata con l’ordine di far uscire le mani dalle coperte. Per anni la cosa fu per me un rebus, poi, parlandone con mia madre lei mi parlò della masturbazione, della quale non sapevo proprio nulla.
      Un’altra cosa era quella del bidet. Ci si poteva lavare al bidet solo al sabato e chi non si era comportata bene, veniva castigata con “Sabato, non fai il bidet” come se la cosa fosse un premio e non una necessità. Medioevo? No, qualche mente bacata, immagino. Per fortuna il mio interesse principale era la scuola e tutto il resto passava in secondo piano.

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  2. Erano veramente altri tempi. Quando ci penso mi sembra di essere vissuta in un altro secolo, tenendo anche conto che molte regole di comportamento che ci venivano imposte erano veramente tratte dal galateo di Monsignor Giovanni Della Casa: come stare sedute, come comportarsi a tavola, come conversare, quali fossero gli argomenti proibiti a noi “giovinette”, eccetera.

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  3. Quella della fissa della fissa della nudità e del proprio corpo è sempre stato uno dei più grandi limiti della religione cristiana, siano di derivazione cattolica o protestante. A causa loro nei secoli la gente si ammalava e moriva semplicemente per delle banali infezioni che una normale igiene avrebbe scongiurato. Ricordo una storia del periodo vittoriano dove un medico intuì che dopo ogni intervento e ogni parto bisognava lavarsi le mani prima di ricominciare su altri pazienti. Bene venne irriso da tutti. A quell’epoca il lavarsi era ritenuto inutile, anzi dannoso e del tutto frivolo. Si narra di reali che non si sono mai lavati… E mi fermo qui perché ste suore erano decisamente idiote, magari non per colpa loro certo, saranno state educate così e così doveva essere… però tu qualche domanda te la facevi quindi non essere idiota poteva anche essere una scelta…

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    • Si trattava del medico ungherese Ignác Semmelweis che all’epoca lavorava a Vienna e che aveva intuito che le partorienti visitate dai medici morivano di febbri post parto causate proprio dal fatto che i medici non si lavavano le mani prima di visitarle. Dovette andarsene da Vienna perché messo al bando dalla classe medica che si offese perché lui li obbligava a disinfettarsi le mani prima di entrare nel suo reparto. Del resto, era poco tempo che Pasteur aveva scoperto la microbiologia e molti medici, ancora oggi, credono di essere dei padreterni al di sopra di ogni critica. A me spiace che molti medici di base, in questo periodo siano morti a causa del Covid 19, ma di solito si mettono i guanti per visitarci solo se devono infilare le dita negli orifizi più intimi, tipo il buco del culo…invece dovrebbero averli sempre e cambiarli ad ogni paziente. All’inizio della pandemia hanno aspettato che il governo fornisse loro i guanti, come se avessero uno stipendio inferiore a quello di noi casalinghe, che uno stipendio non l’abbiamo ma i guanti non ce li compera nessuno.

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      • Ecco, esattamente lui! Come spesso mi accade la mia memoria ricorda perfettamente i fatti, comprende benissimo ciò che legge ma poi dimentica date e nomi! 🥴 Lui era pure facile che potrebbe essere il nome di una birra!
        Comunque si, qualcuno è sicuramente stato molto superficiale…

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      • Ricordo di aver letto un libro di Harold Robbins che raccontava la storia di Semmelweis, anche se un po’ romanzata, Non ricordo il titolo, sto parlando di cinquant’anni fa.

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      • Beh, l’importante è che ci siamo capiti! Poi figurati, anche io ricordo libri letti tanti anni fa ma ne ho dimenticato intere parti o gli autori. La memoria è qualcosa di molto mutevole purtroppo.

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