blogger che viene, blogger che va

Da OREAROVESCIO un articolo interessante che condivido in pieno e che esprime chiaramente alcune mie perplessità.

orearovescio

by c.calati

È un mondo in continuo movimento, il nostro, un andirivieni irrequieto da ultimo giorno a Pompei o più semplicemente da animali in gabbia.

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19 pensieri su “blogger che viene, blogger che va

  1. Da animali in gabbia ?!? 😳
    Non credo proprio … piuttosto da umanità mutevole e mutigna, o meglio ancora da esseri mutevoli che, anzichè piangersi addosso e frignare ( questo sì che sarebbe come essersi chiuso in gabbia con le proprie mani … ), partecipano attivamente al mutare del cielo, del mondo, delle persone e delle cose ! 😀

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    • Caro Cavaliere, il bravo “massimolegnani” alias di Carlo Calati, in questo articolo che io ho rebloggato, fa un’analisi ben chiara e precisa sulle tipologie di noi blogger che bazzichiamo nella rete. Per esempio, di blog che cambiano pelle ogni sei mesi e si ripresentano sotto mentite spoglie, magari lamentandosi perché nessuno li segue (proponessero argomenti meno ritriti e noiosi…), diventando privati (e se sono privati perché dovremmo seguirli?), poi tornando pubblici, perché da privati nessuno li …, scusa stavo per mettere una “parolaccia”. E poi le varie tipologie che ci contraddistinguono. Se leggi anche tutti i commenti dell’articolo originale, e non sono pochi, ti accorgerai che Carlo ha messo il ditino nella così detta piaga di chi è blogger ma non ha ancora capito che cosa significa essere in rete, comunicare con il resto del mondo e riconoscere pregi e difetti di questa attività.

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      • E perchè mai i bloggers dovrebbero esser perfetti e/o saper perfettamente gestire il propr,io blog, avendo contezza che trattasi di uno spazio pubblico e non più privato ??? 😳
        Io la penso assai diversamente dal buon @Calati, ed oso affermare che anche i bloggers ( o le bloggers ) sono eseri mutevoli e mutigni, che col tempo, sai, impareranno perfettamente a condurre il proprio spazio … ma solo COL TEMPO ! 😦
        °°°

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      • Nessuno pretende che i bloggers siano perfetti, ci mancherebbe altro. Si pretende che chi ha caratteristiche tali da non essere seguito la pianti anche di lamentarsi per questo fatto e, credimi caro Amico, questi qui non imparano nemmeno con il tempo, proprio perché non hanno capito che cosa è la comunicazione. Vedi, mio Cavaliere, quando si segue un blog, e tu lo sai bene, prima o poi ti accorgi se una persona è o meno sincera, se ha secondi fini, e se purtroppo tratta anche argomenti che non sono interessanti, sui quali non si riesce nemmeno ad aprire un dialogo, è inevitabile che il blog, prima o poi, rimanga ai margini. Il metterci un like tanto per cortesia non serve a nulla, è un’ipocrisia priva di logica. Poi, ognuno fa quello che vuole, certo, ma ognuno di noi bloggers deve essere cosciente di ciò che vuole dalla rete e se ci si aspetta troppo, si rischia di essere delusi e frustrati.
        Se, invece, si resta ciò che si è, senza secondi fini, senza la pretesa di voler insegnare agli altri ciò che gli altri non desiderano imparare, se non si pretende di essere “ricambiati” da tutti, se si ha il buonsenso di seguire i blog che interessano veramente e ogni tanto andare a guardare anche ciò che non si conosce ma tra cui si può trovare dell’utile, beh, allora questo mondo diventa piacevole, interessante e molto bello.

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    • Sì … Leo era italianissimo, del genovese esattamente, ma i francesi ( tacci loro ) se ne impossessarono, fino a francesizzarlo, come fecero col grossetano ( e barbiere sedicenne ) Ivo Livi, alias Ive Montand !

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      • La forza d’assobimento culturale all’epoca di Parigi era prodigiosa. Dalidà (l’accento sulla s!), Pierre Cardin, pronunciato Carden (Cardin: tipica desinenza veneta!) , Mogilianììì, ecc.
        E questo avveniva anche nei confronti di emigrati o rifugiati politici di altre nazioni: dalla Spagna, a incominciare, dopo Franco – prima ancora dalla Russia…
        Poi con gli Anni Sessanta-Settanta anche l’astro Parigi è stato subissato e adesso con la globalizzazione… Restano solo i ricordi per chi c’era 🙂

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