Perplessità

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acquerello
mie opere

 

Sì, sono perplessa.

Secondo “La Repubblica”, il PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology) guidato dall’Università di Hamilton in Ontario, durante il congresso europeo di cardiologia che si è tenuto a Barcellona, ha presentato un’analisi secondo la quale è un errore limitare i grassi e le carni rosse per la prevenzione dell’infarto.
Secondo loro una dieta ricca di carboidrati è più dannosa rispetto ai grassi sia saturi che insaturi.
In pratica, l’apporto dei carboidrati deve essere ridotto al di sotto del 60% della dieta, mentre i grassi possono tranquillamente arrivare al 35%.

Questa è una bella pedata alla nostra sacra dieta mediterranea e manda a farsi benedire molte delle chiacchiere con cui ci hanno bombardato negli ultimi cinquant’anni.

Come l’idea che il cancro, altro studio presentato qualche mese fa, non dipenda dalla genetica, dalle abitudini alimentari o dall’ambiente, ma pare che colpisca a caso.

Come l’ultimo studio sul diabete che, a quanto pare, soprattutto quello di tipo due, abbia cause diverse da quelle prospettate finora e non sempre dipenda da iperglicemia.

Oppure che si consigli di bere quattro caffè al giorno per prevenire l’infarto.

Oppure che bisogna mangiare ogni giorno frutta e verdura di cinque colori diversi, alla faccia del chilometro zero e della stagionalità.

Ora, io lo ripeto, sono perplessa.
Negli ultimi cinquant’anni, a me, a mio marito, ai miei genitori, ai miei nonni, sono state dette delle cose ben precise che non hanno nulla a che vedere con queste ultime scoperte.
Mi chiedo, erano stupidi i medici di una volta? Oppure le attuali ricerche a che cosa puntano, a chi giovano?
E mi chiedo anche se una dieta adatta al popolo canadese, sia valida per gli Inuit, o se la dieta mediterranea vada bene per i Congolesi, o se la dieta dei cinesi dello Yunnan sia utile ai Neozelandesi, se ciò di cui si nutrono i Russi sia anche benefico per il popolo himalayano o se ciò di cui si nutrono gli Statunitensi sia valido anche per il resto del mondo.

Una cosa è certa, il giorno in cui troverò due medici che dicono la stessa cosa sullo stesso argomento, griderò al miracolo.

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30 pensieri su “Perplessità

  1. Ho lavorato a lungo nella comunicazione, e temo che certe prese di posizione possano essere un po’ pilotate per motivi economici (anche se non ho seguito i commenti del congresso). Detto questo, visto che le contraddizioni in termini di salute si succedono praticamente da sempre, io mangio più variato possibile e spero in bene. Tanto di qualcosa bisogna morire 😉

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      • Beh, lo capisco. In fin dei conti madre natura ci ha fornito una dentatura ben diversa da quella delle mucche. E poi, di creature innocenti proprio non ce n’è, siamo tutti dentro una catena alimentare.

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      • Se ho capito bene è medico. Quindi ne sa più di noi, credo. Il mio ex medico di famiglia che ha anche la mia stessa età, è stato operato di cancro alla gola: ci sgridava se scopriva che fumavamo, ma lui usciva dall’ambulatorio a fumarsi una sigaretta tra un paziente e l’altro.
        Siamo tutti bravi a predicare, poi razzoliamo come ci piace.
        Sai, pensavo che passiamo i primi cinquant’anni della nostra vita a fare tutte le cavolate che ci passano per la testa e poi cerchiamo di porvi rimedio negli ultimi trent’anni che ci restano, del resto, non è nemmeno giusto vivere tutta la vita come se si fosse malati e con cibo da ospedale, per poi morire sani.

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      • Come dice mio marito “non vivere per paura di morire”.
        In realtà lui è un vero carnivoro, ma per il resto conduce una vita sana. È alto e snello, sta sempre in movimento senza essere uno sportivo assatanato, non fuma, non abusa dell’auto. Sbevazza un po’, ma solo di sera.

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  2. Interessante il tuo post. Mi era sfuggita l’analisi che citi. Beh, le conclusioni le hai già tratte in parte tu. Tra interessi economici e gusto di emergere e quindi dissacrare o altro, la verità è una Fata morgana che c’è e non c’è o se c’è non è…

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    • Sì, grossi interessi dietro le case farmaceutiche, senza dimenticare che la scienza medica è la scienza meno esatta che ci sia, perché è soggetta a troppi fattori, troppe variabili, troppe teste che non fanno altro che scontrarsi con una realtà altrettanto soggetta a interessi economici e politici.

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  3. ho letto anche io di questo sconvolgimento di valutazione riguardo i carboidrati. Il problema è che capita troppo spesso che si cambi registro riguardo informazioni di carattere medico e alimentare. Pare che creare confusione su parecchi temi convenga alle multinazionali, (lo ha detto anche Garattini riguardo l’efficacia di alcuni farmaci…) e noi siamo in balia di disinformazione continua che purtroppo ci condiziona…Ma se andassi per eliminazione di quanto potrebbe essere dannoso per la salute non mangerei più nulla oltre a qualche mela. Ma tra un po’ diranno che anche le mele…
    Ciao Neda!

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    • Negli ultimi cinquant’anni ho usato il buon senso: mangio di tutto, stando attenta alle quantità e non abusando dei “peccati di gola”. Sono nel mio settantesimo anno di età, credo di conoscere il mio organismo meglio di qualsiasi medico, comunque, prima o poi dovrà pure succedere qualcosa che mi porterà alla tomba, ma non intendo fasciarmi la testa prima del dovuto.
      Ciao Daniela, ti auguro un buon fine settimana.

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      • qualche peccato di gola è concesso, siamo umani, ma effettivamente quello che conta è la quantità. Sulla qualità, anche scartando prodotti troppo economici, non credo si abbia sicurezza di quanto ingoiamo. Siamo tutti destinati all’estinzione, ma meglio che sfruttiamo in pieno e al meglio il tempo concesso a mio avviso consumando meno di tutto, e non solo in prodotti alimentari. Buona giornata e buona domenica 🙂

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      • Non è detto che un prodotto economico non sia buono o salutare. Spesso, dietro le grandi marche ci sono anche grandi sofisticazioni. Basta aver visto la pubblicità della Ferrero sull’olio di palma che è andato in controcorrente a tutto il resto. Gli oli vegetali, a parte quello di oliva di prima spremitura (e sei certo che lo sia solo se sei presente mentre te lo spremono e poi te lo danno) tutti gli altri oli vegetali sono più dannosi del burro o dello strutto, proprio per i procedimenti che incidono sulla lavorazione.
        Il novanta per cento dei prodotti vegetali che arrivano dalla grande distribuzione sono prodotti in serra e vengono anche da altri paesi dove ci sono inquinamenti con controlli tutt’altro che certi.
        Nel medioevo si moriva di guerre e di peste. Nel nostro secolo si muore a causa della stupidità, dell’inquinamento e di troppo benessere. Ma non vorrei mai più tornare a lavare i panni nel fosso, come faceva mia nonna.

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  4. Come leggo nei commenti moda, mercato e soprattutto interessi, ciclicamente cercano di modificare le nostre convinzioni e abitudini. Io ascolto il mio corpo e seguo i suoi suggerimenti. Tempo fa lessi il libro del Dr. Fabrizio Duranti “Il circolo virtuoso del benssere”, che detta regole per una lunga vita all’insegna della salute. In pratica, secondo i suoi dettami, è come vivere perennemente dentro una clinica per ricchi masochisti, (senza lavorare ovviamente perché non se ne ha il tempo), dove ogni giorno occorre seguire ferree e rigorose pratiche salutari che sono autentiche punizioni corporali.

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  5. Praticamente è meglio smettere di mangiare e vivere d’aria e d’amore.
    Andiamo gente, arrivateci, è tutta una speculazione, la compagnia di amici di mio nonno ha sempre mangiato pasta e carne rossa, ha sempre mangiato il dolce la domenica e sono campati tutti più di 90 anni, quello che ci fa morire prematuramente è proprio l’ossessione di voler vivere il più a lungo possibile.
    A meno che non soffriate di problemi seri, ogni tanto concedetevelo uno sfizio, il cervello ve ne sarà grato 🕉

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