Cinque giorni, nove aerei

Dicembre 1981.

Il mio fidanzato ed io stavamo progettando la nostra casa. Avremmo iniziato i lavori nella primavera e, durante quell’inverno, mi ero prestata a fare da consulente a una grossa ditta locale.

Quel dicembre, in ditta si decise di fare un giretto nel Nord-Europa, per renderci conto di persona di alcuni problemi che riguardavano i contatti con la clientela.
L’addetto alle vendite ed io, interprete, partimmo da Milano, il 13 dicembre con un aereo della SAS (Scandinavian Airlines).

Dal mio diario di allora:

13 dicembre
Siamo arrivati a Kopenhagen dopo due ore di volo: pasto caldo (salmone – tournedos bernaise -broccoli-patate-formaggi e boeri).

https://undentedileone.files.wordpress.com/2017/08/img_00021.jpg


miei documenti

Abbiamo preso subito il traghetto per Malmø (da Dragør a Limnhamn).

https://undentedileone.files.wordpress.com/2017/08/img_0006.jpg

miei documenti

All’arrivo due gentili signori svedesi ci hanno procurato un taxi. Abbiamo trovato un hôtel discreto si chiama Astoria, camere con colazione. Il mio inglese sta migliorando, ma con svedesi e danesi che parlano solo la loro lingua è un disastro.
Siamo usciti e abbiamo cenato al Monna Lisa che, nonostante il nome, non ha nulla di italiano.
Alle 21 sono scese da una scala interna al locale le ragazze che impersonano la festa di Santa Lucia, vestite di bianco con una coroncina di foglie sulla testa e quattro candele accese sulla coroncina. Si sono abbassate le luci e la piccola processione è stata molto suggestiva.
Ho dato un’occhiata a un giornale svedese, per quel poco che ne ho capito, dev’essere successo qualcosa di grave in Russia.

14 dicembre
Incontriamo il primo cliente. Parla benissimo l’italiano, fa anche “il Console d’Italia”, quantomeno è addetto all’ambasciata. E’ spaventatissimo per quanto è successo: in Polonia, ieri, c’è stato un golpe militare, i carri armati russi sono alla frontiera della Polonia. I trasporti via terra per la Svezia avvengono con vettori polacchi, ha paura di un’interruzione nei rifornimenti e, soprattutto, ha paura sui confini con la Russia.
Io penso che dobbiamo anche andare in Finlandia e suggerisco di anticipare appuntamenti e voli.
Prendiamo l’aliscafo per tornare a Kopenhagen. Incontriamo qui, di volata, un grossista esclusivista, che, per mia fortuna, parla anche tedesco. Poi, di corsa, all’aeroporto Kastrup, check -in e pranzo veloce al buffet: sandwiches, cocktail di scampi, uova sode, salumi, crostata di frutta e un’orribile Sauer-Rahm che non sono riuscita a ingoiare. Da bere Apfelsinensaft, conservato.
In volo su Stoccolma, sempre con SAS, alle 18. Cena in aereo: salmone, cocktail di scampi (è un vizio) pollo freddo in bellavista, insalata, formaggi, dolcetto alla crema e frutta, spremuta d’arancia e caffè.
Stoccolma è sull’acqua, come Venezia, più o meno. Siamo all’Adlon Hôtel, nella Vasagatan, prenotato con Select, all’aeroporto Arlanda, all’arrivo.

https://undentedileone.files.wordpress.com/2017/08/img_0001.jpg

Stoccolma
miei documenti

15 dicembre
Serie di telefonate di prima mattina per anticipare tutti gli appuntamenti. I clienti capiscono, sono gentili, hanno paura anche loro di questa situazione russo-polacca che sembra precipitare in qualcosa che non osiamo pensare.
Colazione abbondante, e meno male, perché salteremo di sicuro il pranzo. L’ultimo grossista a Grøndal, poi veloci all’aeroporto: si vola a Oslo.

https://undentedileone.files.wordpress.com/2017/08/img_0004.jpg

miei documenti

A Oslo tira un vento della malora. Arriviamo in albergo, il Viking, che è sera. L’albergo è un First class ma la camera è gelida.

https://undentedileone.files.wordpress.com/2017/08/img_0007.jpg

miei documenti

L’albergo è enorme, pieno di ogni sorta di gente, proprio il tipo di alberghi che odio. Non possiamo cenare in albergo: il salone è prenotato per il Julimenu, la cena di Natale…la fanno adesso?
Usciamo, il vento impedisce quasi di respirare, troviamo un ristorante nelle vicinanze, il Runde Tønne, sembra una taverna per pescatori, buia e fumosa. Anche la lingua norvegese non è molto pratica, il menu però ha piatti in cinese, che strano. Ci portano un piatto chiamato “Chow-chow” maiale e riso alla cinese. Speriamo che non sia cane, con quel nome…Ci sono intere famiglie che cenano e mangiano enormi gelati, a me vengono i brividi solo a guardarli.

16 dicembre
Anticipato anche qui tutti gli appuntamenti e anche i voli.
In mattinata riusciamo a partire dall’aeroporto Fornebu di Oslo verso Bergen.
Bello il viaggio, a bassa quota, sopra le paludi ghiacciate di Hardangervidda, il ghiacciaio Folgefonn e i fiordi ghiacciati, la neve candida senza un segno, un’impronta. Arriviamo prima di pranzo all’aeroporto Flesland.

https://undentedileone.files.wordpress.com/2017/08/img_0003.jpg

miei documenti

Bergen è una città industriale, piena di fumo. Belle le casette della periferia e quelle del porto, tutte colorate, di legno, con i tetti ricoperti a “squame di pesce”.
Siamo ripartiti verso le ore 14 in ritorno a Oslo. Dietro di noi, il sole è tramontato subito e ci siamo ritrovati nel buio della notte alle due e mezza del pomeriggio, una sensazione strana davvero.
All’aeroporto di Oslo noto che la temperatura è -40°.
Ci imbarchiamo su un aereo della Finnair in direzione di Helsinki.
L’aereo sembra a pedali, però l’interno è ben arredato e confortevole.
Scossoni alla partenza, scossoni all’arrivo. Cibo minimo: il solito cocktail di scampi, tre fettine trasparenti di arrosto di maiale, una fettina di roast-beef, due foglie di insalata, un microscopico panino integrale e un babà alla crema. Niente formaggi.
Arriviamo all’aeroporto Vantaa che sono le 23. Scendiamo dall’aereo e dobbiamo andare a piedi fino al terminal. Per fortuna io indosso degli stivali a tacco basso con suola di para che hanno buona presa sulla lastra di ghiaccio che ricopre tutto il percorso. Una signora in pelliccia e scarpe con tacco alto scivola e si siede per terra. Cerchiamo di aiutarla e arriviamo alla meno peggio fino al terminal.
Uno alla volta dobbiamo entrare in un gabbiotto di “vetro”, forse plexiglass, dove si devono mostrare i documenti, quanto denaro si ha e rispondere a un interrogatorio. Il mio compagno di viaggio non parla una parola che non sia italiano e il nostro dialetto. Per evitare di fare mattina mi infilo dentro nel gabbiotto insieme con lui, le guardie vanno fuori di testa, riesco a spiegare la situazione e si ammorbidiscono. Espletate le varie pratiche usciamo e riusciamo a trovare un taxi che ci porti in città. Mezz’ora di viaggio con un tassista pazzo scatenato che corre a rotta di collo su queste strade ghiacciate, nella notte fonda. Il retro dell’auto scodinzola come un cane rabbioso.
Anche Helsinki è sull’acqua, ci spiega il tassista con orgoglio: la città dai mille laghi!
Non posso certo contarli con questo buio e poi, credo che siano anche tutti ghiacciati in questa stagione.
A proposito, qui si cambia fuso orario: + 1 ora.

L’albergo Aurora è buono, moderno, camere confortevoli, bagno grande con doccia, temperatura +30°: si può girare nudi per stanza. C’è una grande finestra, un bel divano e uno scrittoio con incorporato anche la “toilette” ad alzata con specchio, che mi ricorda quella in camera di mia madre, per pettinarsi e truccarsi. C’è anche la radio, ma il linguaggio parlato ha troppe ELLE e troppe KAPPA perché si capisca qualcosa.
Dalla finestra vedo l’autostrada e la ferrovia. Pochissimi i rumori, attutiti dalle doppie finestre con vetri isolanti.

 

https://undentedileone.files.wordpress.com/2017/08/img_0005.jpg

miei documenti

 

https://undentedileone.files.wordpress.com/2017/08/img_0008.jpg

miei documenti

 

17 dicembre
Dormito molto bene e colazione perfetta.
Il taxi che ci porta dal cliente ci fa attraversare buona parte della città. Le strade sono larghe, le piazze grandissime, i palazzi moderni, impersonali, sembra di essere in Russia, soprattutto osservando le automobili. Ho l’impressione però che, a differenza degli altri paesi visitati, la Finlandia sia più povera.
Dopo aver viso il cliente siamo tornati in aeroporto e abbiamo anticipato il volo. La situazione politica sembra precipitare.
Alle 13.30 ci comunicano che il volo diretto Alitalia su Milano è stato cancellato “per un guasto”. Noto che scompaiono dal tabellone anche altri voli. Chiedo informazioni e scopro che è appena arrivato, da Stoccolma, un aereo che ripartirà non appena scaricati i passeggeri. Ci sono posti liberi. Chiedo di riservarli a noi e andiamo all’imbarco.
Arrivati a Stoccolma riusciamo a trovare posto su un aereo della KLM per Amsterdam: l’importante, ora, è allontanarsi da qui e tornare a casa.
Ad Amsterdam troviamo posto su un aereo Alitalia per Milano, finalmente. Bello rivedere lo Schiphol, mi sento quasi come a casa. Compero una bambolina olandese per me e delle sigarette per il mio fidanzato.

Alitalia in ritardo, come al solito, come al solito disservizio, problemi con l’impianto idraulico.
Poi si parte, arriviamo a Milano con sole due ore di ritardo rispetto al previsto, ma con due giorni di anticipo.
Scopriamo a Milano che l’aeroporto di Helsinki è stato chiuso a causa “della neve”, l’ultimo aereo partito è stato il nostro.
Mi scappa da ridere: la neve non è certo il problema del momento.

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

21 pensieri su “Cinque giorni, nove aerei

  1. Pur essendo uno scrupoloso inventario di voli e menu, riesce a intrattenere. Diciamo che riesce ad essere la… sinossi di un romanzo d’azione. (Perchè, diamine, se ce n’è di azione) Non siamo agli 007 di Dalla Russia con amore, ma non mancano le battute che mi hanno fatto sorridere. E poi mi hai fatto rivivere momenti della Storia (Solidarnosc ecc.)
    Lassù in quei posti, l’Orso Russo è un’ombra veramente radicata.

    Liked by 1 persona

    • Ho sempre avuto l’abitudine della sintesi, soprattutto per quanto riguarda certe pagine di diario. Queste, in particolare, erano scritte di sera, prima di addormentarmi. Ho tralasciato le riflessioni sui contatti con i clienti e su quanto avrei poi dovuto riferire in ditta, ovviamente. C’è anche da dire che scrivo, di solito, ciò che trovo strano, diverso dall’ovvio. A volte non noto nemmeno ciò che mi capita davanti al naso, mentre vengo colpita da piccolezze che altri non notano.
      Ciao Guido, ti auguro la buona notte, che sia serena e ventilata.

      Liked by 1 persona

    • Sì, in quei luoghi si aveva la netta sensazione della gravità di quanto stava succedendo, soprattutto si temevano le chiusure delle frontiere, come poi avvenne. A Helsinki, quando il nostro volo saltò, io ebbi veramente paura e cercai di allontanarmi con qualunque volo possibile. Ricordo una cosa buffa: quando feci notare al mio collega che parecchi voli venivano tolti dal tabellone lui mi disse che forse “stavano pulendo” il tabellone e non riusciva a capire perché io mi preoccupassi tanto. All’arrivo Milano si rese conto che avevo ragione a non prendere alla leggera certe anomalie.

      Mi piace

  2. E poi, amica mia piccoletta ( di statura, intendo … non di cuore ), or non è guari scrivevi che avevi intenzione di bruciare tutto ciò che avevi annotato … mentre io cercavo di dissuaderti a farlo ! I tuoi scritti, i tuo appunti aerei, le tue annotazioni volanti, le tue sintetiche fotografie, sono una miniera inesauribile di ricordi, impressioni, emozioni, di batti di cuore improvvisi, fonte di conoscenza non solo per capire meglio te, bensì per capire il mondo come era allora … e come è ora ! Meno male dunque che non hai assecondato, saggiamente, il tuo raptus piromane, e che la tua Miniera è ancora aperta per essere scavata ! 😀

    Liked by 1 persona

    • Beh, ho bruciato alcune agende che avevano un interesse puramente personale, che riguardavano i miei pensieri più intimi. Altre con appunti di viaggio o che riguardavano eventi che non coinvolgevano solo la mia persona, quelle le ho tenute: l’anno precedente al mio matrimonio, l’attesa di mia figlia e i suoi primi anni di vita, qualche diario di viaggio fatto con mio marito e la piccola, alcuni fatti che riguardavano il nostro paesello, corredati da ritagli di giornale, cose così, insomma, di interesse generale.
      Sono i pensieri più intimi che vanno distrutti: retaggio troppo pesante da lasciare in eredità a qualcuno.

      Mi piace

  3. Mah … forse hai ragione Tu, quando dici che i pensieri intimi debbono restare il retaggio di sè stessi e dei propri congiunti, e tuttavia io continuo a credere che tutto ciò che riguarda noi stessi ( anche la parte più bestiale, o primordiale, che continua ad albergare accanto a quella ideale, pura e interione ) DEBBA INFINE ESSER NOTO AGLI ALTRI, non fosse altro che per far conoscere le nostre battaglie interiori per far emergere, dall’ anima nostra, la parte migliore e più nobile di noi !!!
    Comunque, mia cara @Nedina … avendo io e te deciso di andarcene all’ altro mondo nel 2050 onde fottere quelle figlie di mignotta delle zanzare, sarapiche e moschini, che, a quella data regneranno sovrane sul nostro Pianeta, penso ne avremo il tempo sufficiente per discutere su quale sia la cosa più giusta da fare, e cioè se bruciare tutto di noi oppur no ! 😀

    Liked by 1 persona

    • Erano aerei di linea di compagnie statali e si pagava parecchio. I biglietti erano validi per due mesi. Quando viaggiavo da sola partivo e tornavo di sabato o di domenica e avevo degli sconti e si potevano anche abbinare a tratte fatte anche con i treni TEE. Per esempio, Milano-Bruxelles in aereo e poi il ritorno con TEE, attraversando Germania e Svizzera e potevo scendere dal treno alle stazioni che volevo, risalire su un altro treno uguale per proseguire il percorso, rimanendo in giro alcune settimane e visitando parecchie città. Bastava telefonare per cambiare la prenotazione e riservare il posto, ogni volta senza supplementi sul prezzo pagato.

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...