Vecchiaia

vecchietto arzillo

foto presa dal web

 

Da un paio di giorni sono entrata nel mio settantesimo anno di età che si compirà fra un anno.
I miei nonni materni a questa età non c’erano neanche arrivati, perciò io me la godo finché posso.

Riconosco che noi vecchi siamo un’entità piuttosto scomoda, difficile da sistemare e da gestire:
– riempiamo gli ospedali con patologie ormai croniche e inguaribili, ma curabili, con il sommo gaudio di tutte le case farmaceutiche mondiali
– attraversiamo la strada lentamente provocando la rabbia degli automobilisti, che sono spesso tentati di metterci sotto non appena possibile
– d’estate non si sa bene dove posteggiarci quando i nostri cari desiderano andare in vacanza, a meno che non ci abbiano già relegato in una casa di riposo, le RSA così vicine ai R.I.P.
– non siamo sempre saggi, piacevoli, accomodanti
– spesso, non comprendendo a pieno i cambiamenti del mondo che ci circonda, ci sentiamo inviperiti, arrabbiati, incavolati, perciò veniamo considerati degli emeriti rincoglioniti
– abbiamo la necessità di comunicare, di non ritrovarci sempre tra di noi, vecchi bacucchi, ma abbiamo la pretesa di frequentare chi è più giovane, per parlare, dire la nostra, contestare a volte, vogliamo essere considerati, apprezzati per quello che abbiamo fatto prima di diventare vecchi, magari sentiamo anche l’esigenza di dover tramandare ad altri le cose che abbiamo imparato, perché certi valori, certe attività non vadano perdute.

C’è anche chi approfitta del nostro stato per tentare di intrupparci in associazioni, organizzazioni, che hanno il compito di portarci in giro in gruppi più o meno numerosi, a vedere balletti, mostre, viaggi culturali, sempre rigorosamente vietati ai minori di 60 anni, più che stanchevoli, nella speranza, forse, di perderci per strada o di dimezzare il nostro numero causa malori vari.
Ci portano a svernare in qualche Riviera, al mare o al lago, nei tempi morti del turismo.
Una mia cugina, vicina agli ottanta, mi ha confessato che lei, a Ischia, non ci va più: c’erano troppi vecchi, laggiù.

Alcune amministrazioni comunali approfittano della voglia che i vecchi hanno di non stare solo fra di loro, per usarci a dirigere il traffico fuori dalle scuole, per pattugliare alcune contrade a rischio, per altri lavoretti più o meno utili che diano, a noi vecchi, la sensazione di essere ancora utili alla società.
Questa nostra società nella quale sembra che i vecchi siano solo ingombranti e fuori luogo, tranne che al Senato o al Quirinale. In questi due luoghi ci si arriva solo se si è veramente decrepiti, allora si è rispettati, sempre che chi arriva su quelle poltrone, abbia la compiacenza di esserne grato, di sorridere e di tacere, perché, se invece  qualcuno desidera dire la propria, allora, apriti cielo, lo si tratta da rimbambito.

Un mio carissimo amico, di qualche anno più vecchio di me, affetto da un parkinson devastante, non può più andare per le vie del borgo natio: viene costantemente deriso e vituperato da giovinastri che non hanno coscienza di ciò che fanno e non hanno la consapevolezza che, se non si schianteranno contro un muro in un sabato notte come succede a tanti dalle nostre parti, prima o poi vecchi lo diventeranno anche loro e saranno gli amici dei loro nipoti a prenderli per i fondelli.

70 quindi.
Ricordo quegli anni 70 del secolo scorso, quando eravamo tutti hippies, figli dei fiori, con i capelli lunghi, i piedi scalzi, le lunghe gonne a fiori, svolazzanti e leggere, venti chili di meno e tanta voglia di correre.
Quasi, quasi, mi faccio un bel camicione a fiori, mi metto un nastro dorato fra i capelli e vado a danzare nel prato davanti casa: 70 e oltre!

 

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32 pensieri su “Vecchiaia

  1. l’idea di metterti il camicione a fiori e tutto il resto è ganzissima, del resto l’età non è quella anagrafica ma quella dello spirito, e se la mente funziona e i tanti interessi personali (non quelli della società che richiama ad ausilio…) aumentano anzichè diminuire, allora a 70 si può essere anche più aperti di vedute di un/a trentenne coi paraocchi…spegni le candeline con fierezza, ne hai ben motivo…
    auguroni Neda, un bacio!
    Daniela

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      • Purtroppo non lo sarà molto: ho appena finito di rimettere in ordine la mia camera da letto. Poco dopo le ventuno, mentre ero in cucina a rigovernare, dei ladri sono penetrati nella nostra camera da letto. per fortuna sono dovuta andare in camera e, trovando la porta bloccata dall’interno, l’ho presa a spallate, urlando a mio marito di chiamare i Carabinieri. Il tempo di correre fuori sotto la finestra della camera ma i ladri erano già fuggiti. Ho dovuto smontare la serratura per poter entrare in camera. Avevano rovesciato cassetti vari buttando sul letto le varie cose che erano nei cassetti, la biancheria per terra, hanno portato via solo della bigiotteria dorata senza alcun valore e pochi euro che erano nel portafoglio di mio marito. Per il resto, solo un gran disordine. I Carabinieri sembravano seccati di essere stati disturbati per così poco e mi hanno rimproverato di aver lasciato aperta una finestra, come se fosse colpa nostra il fatto di non volerci rendere prigionieri in casa nostra e come se chiunque veda una finestra aperta si debba sentire in diritto di doverci penetrare dentro.
        Ho visto che poi sono andati anche da un’altra famiglia della nostra via, forse li avevano chiamati anche lì.
        Nel 2013 sono penetrati di notte anche nella nostra casa e in altre 4 della nostra via. Volevamo allertare il paese ma i Carabinieri ci dissero di tacere per non causare panico. Infatti, la settimana dopo i ladri sono entrati, sempre di notte, in 8 case di una via poco lontana. Da una mia nipote, che ha tre bambini piccoli, sono entrati due volte in un mese. Quest’inverno hanno rubato polli e conigli in alcune fattorie, in altre hanno ucciso mucche e vitelli, spolpandone la carne e lasciando le carcasse nei cortili per la disperazione dei contadini. E non sappiamo nemmeno a chi dare la colpa, visto che non li prendono mai, nonostante tutte le telecamere che ci sono sparse per i luoghi strategici del paese.

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      • Mamma mia Neda, che paura, da noi hanno cercato di rubare dai nostri vicini che sono andati in Sardegna ma mio marito ha sentito dei rumori strani e con la torcia ha illuminato la casa e sono scappati. Abbiamo fatto denuncia ai carabinieri e io spaventatissima ho chiesto se fosse possibile avere un auto che passa di sera e loro scherzando mi hanno detto di stare tranquilla che ormai non passano piu’, ti rendi conto come siamo messi!! Tu sei stata molto coraggiosa, ti abbraccio tanto, ❤

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      • Io l’ho detto ai Carabinieri: ho un bel mattarello mantovano, lungo più di un metro e di buon legno stagionato. Se non fossero fuggiti prima che io mi trovassi sotto la finestra, qualche legnata l’avrebbero presa.
        Mi ricordo un episodio di quando ero ragazzina. A un ladro, noto ormai a tutta la gente del paese, una notte, fra il lusco e il brusco, qualcuno diede un sacco di legnate e finì in ospedale, senza sapere chi fossero gli autori del pestaggio. Quando guarì, cambiò paese e forse anche vita.
        Ieri mattina ho avvertito anche la segretaria del Sindaco. Ho saputo che le denunce della notte precedente erano già 5. Quando si va via, noi o i nostri vicini, oltre che a sprangare tutto, ci avvertiamo e perlustriamo la zona. Infatti, non abbiamo mai subito furti quando eravamo via. Purtroppo, sempre mentre si è in casa, nonostante le luci accese e i lampioni sulla strada che illuminano a giorno. Tanto ai ladri non gli fanno niente e loro sono ben consci di essere impuniti e di poter fare quello che vogliono.
        C’è anche da tenere in considerazione che nelle villette della mia via ci sono parecchie vedove, anziane più di me, che abitano da sole, i ladri lo sanno, visto che ci sono i basisti in zona. Entrano nelle case quando le vedono uscire per andare al supermercato o al cimitero, che dista un paio di chilometri da qui: hanno tutto il tempo di fare quello che vogliono anche di giorno. Tutte le volte che notiamo elementi strani in zona, che sembrano perlustrare i dintorni, ci passiamo parola e aumentiamo la sorveglianza, cosa che dovrebbero fare le forze dell’ordine, ma si sa bene come è la situazione.
        Su una mensola, vicino alla porta di entrata, ho un flacone di insetticida per scarafaggi: se mi accorgessi che qualcuno tenta di entrare glielo spruzzerei in faccia, negli occhi, che vada a farsi curare dopo.

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  2. Perbacco cara Neda,
    Mi dispiace molto.
    Veramente non solo non sopporto il fatto che qualcuno entri in casa e, oltre a buttare tutto all’aria rubi quello che gli fa comodo, ma, trovo al massimo del “delinquenziale” arrivare a sgridare chi lascia una finestra aperta.
    Sì, perché se i Carabinieri non sono dei delinquenti, si comportano come tali “Quelli” che dovrebbero muoversi in modo corretto per arrivare a tutelare il cittadino. I furti dovrebbero essere una rara eccezione… non la regola.
    Mi dispiace davvero.
    Quarc

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    • Noi siamo stati abbastanza fortunati, hanno preso davvero poco, a parte il disordine, anche perché sono riusciti a stare in casa pochi minuti, poi con le mie spallate alla porta sono fuggiti. Stamane, in caserma (di notte la caserma è chiusa e i carabinieri vengono da altre caserme e non trasmettono i verbali per cui si deve tornare a fare denuncia in loco !!! ) abbiamo scoperto che erano entrati anche in altre case, proprio mentre i carabinieri erano a casa nostra e in quelle case hanno portato via molto di più.
      Che vuoi farci, finché i ladri hanno ragione e se tu ti difendi sei obbligato a pagare loro i danni, noi poveretti dobbiamo abbozzare e stare zitti. Se c’è pure stato chi, in Parlamento, ha chiesto il rilascio del “povero” Rijna, non possiamo proprio credere che la giustizia sia uguale per tutti.

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  3. La vecchiaia, @Nedina ??? E’ come un frutto dolce.amaro, un periodo di vita al tramonto … ma che come tutti i tramonti, è capace di donarci incredibili luci rosso-sangue che la gioventù non ci diede mai ! 😀
    °°°

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