L’albero di ciliegie

 

L'albero di ciliegie

Nel mio giardino, proprio in fondo, vicino alla recinzione che confina con la strada, c’è un grande albero di ciliegie, quelle belle grosse, rosse e sode, che appena maturano diventano la pastura dei pennuti e anche dei passanti.

Per spaventare i pennuti affamati, abbiamo appeso ai rami i vecchi dischetti del computer, mossi dal vento, colpiti dai raggi del sole, lanciano lampi luminosi che fungono da spaventa-merli.

Ma per allontanare i golosi bipedi implumi, che cosa devo mettere?

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19 pensieri su “L’albero di ciliegie

  1. Acciderbole che ciliegione! Fanno proprio gola, è un albero bellissimo.
    I bipedi potrebbero astenersi dal rubacchiare la roba altrui non è mica la frutta “del viandante” …
    Un abbraccio cara Neda

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    • Purtroppo l’albero è in prossimità della recinzione, la quale sembra adatta per salirci sopra, costruita in tempi diversi da questi, da mio padre che piantò anche l’albero. Sinceramente credo che anch’io, in simili circostanze, passando per la strada sarei tentata di assaggiare i frutti, anche perché non ci sono altri alberi di ciliegie nelle vicinanze. In fin dei conti, ci sono talmente tante ciliegie che non le possiamo mangiare tutte noi, infatti ne regaliamo parecchia di frutta, ai parenti, agli amici e ai vicini di casa. Presto saranno mature le visciole con le quali faccio la marmellata, poi le Bigarreau, poche ma stupende. In seguito albicocche, prugne, pesche, poi in autunno, nocciole, mele pere, kiwi, cachi e l’uva.
      L’importante è che chi allunga la mano non danneggi la pianta.

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    • Qui da noi, anni fa, un tizio che conoscevo ha avvelenato davvero le proprie fragole per dissuadere i golosi che scavalcavano la recinzione e se ne cibavano, aveva messo un cartello e la gente, che lo conosceva bene, ci ha creduto. Peccato che la sua bimba di 4 anni non sapesse leggere ed è finita in ospedale. La madre degli idioti è sempre incinta!

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      • Ossegnur! Tu non mi conosci e potrei raccontare quello che voglio, ma io non mi sognerei mai di rubare frutta dagli alberi. Dove vado io, in Emilia, c’è la produzione dei duroni, e per chi li coltiva si tratta di una risorsa preziosa, che dura per pochi giorni, una volta l’anno. Velenosa o no … Però gli incidenti con i bambini succedono

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      • Noi produciamo frutta e verdura solo per noi e l’eccedenza la regaliamo ad amici e parenti. Abbiamo parecchie piante da frutto, ma è un orto-giardino-frutteto che non permette coltivazioni per vendere, si tratta di un appezzamento di duemila metri quadri, ormai circondato da case, e chi passa, se la pianta è vicino alla strada, beh, è quasi istintivo allungare una mano. E’ capitato solo qualche volta che siano entrati di notte e alla mattina ci siamo accorti della sorpresa, con i meloni e i fagioli, forse era gente che aveva fame.
        A un nostro conoscente hanno portato via i pomodori, a un altro polli e conigli. In alcune fattorie sono entrati nelle stalle hanno ucciso dei vitelli, spolpandone solo le cosce e lasciando lì le carcasse. Ripeto che, forse, si tratta solo di gente che ha fame, ce n’è tanta in giro di questi tempi, qui da noi dove le grandi fabbriche sono tutte chiuse e parecchi hanno perso la casa.
        Sarebbe meglio chiedessero ciò di cui hanno bisogno, ma non tutti hanno il coraggio di farlo.

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      • Mi descrivi una situazione davvero drammatica. Si sente tanto parlare di povertà, ma è difficile affrontarla direttamente. Coniugare povertà e dignità non è semplice, ma le prospettive non sono rosee

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