I giorni della merla

 

merlo-bianco-e-nero

Foto presa dal web
http://www.photomazza.com/

Si narra che, in origine, Gennaio avesse solo 29 giorni, secondo il calendario degli antichi romani, ovvero quello di Numa.
All’epoca pare che i merli fossero candidi come la neve e in un mese di Gennaio una merla ebbe una nidiata prematura. Preoccupata per la sua prole pregò questo mese di non eccedere con il freddo, di essere magnanimo con suoi piccoli e Gennaio ascoltò la sua preghiera e cercò di non essere troppo gelato.
Il ventinovesimo giorno, ultimo giorno del mese, la merla fece uscire dal nido i suoi piccoli, pavoneggiandosi felice e deridendo Gennaio invece di essergli grata.
Gennaio si arrabbiò tantissimo, andò da Febbraio e si fece prestare due giorni: 30, e 31, poi chiamò a raccolta Tramontana, Gelo e Neve e imperversò con un freddo terribile, mai accaduto prima di allora.
La merla spaventata, per salvarsi, si rifugiò con i suoi piccoli all’interno di un comignolo fumante. Si salvarono, ma da quel giorno le loro piume bianche immacolate, sporcate dal fumo del camino, rimasero nere come il carbone e Gennaio non restituì più i due giorni a Febbraio e i giorni “della merla” (il 29, più 30 e 31) rimasero i più freddi dell’anno.

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28 pensieri su “I giorni della merla

  1. Grazie a te e buon pomeriggio.
    P.S. c’è anche da tener presente che gli ultimi giorni del mese di gennaio sono il cuore dell’inverno, il punto centrale di tutta questa stagione. Da noi, qui al paesello, invece, di solito il freddo e la neve arrivano per la metà di febbraio, proprio nei giorni della Beata Cristina, (14 Febbraio) patrona del paese e giorni in cui, di solito, facevamo la nostra Fiera annuale, Fiera agricola, da un paio di anni spostata ai primi di marzo per non coincidere con la Fiera di un paese più grosso e importante del nostro.

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    • Grazie: E’ una vecchia leggenda. A proposito, nel nostro orto-giardino abbiamo parecchi merli. Ce n’è uno con una penna bianca, noi lo chiamiamo “Bigio”. Segue sempre mio marito, soprattutto quando vanga nell’orto in primavera, per acchiappare i lombrichi e d’estate quando irrighiamo, per farsi il bagno nelle pozzanghere. Ieri ha seguito mio marito fino in cantina, zampettandogli dietro, ha curiosato un po’ in giro e poi è uscito. Chissà, forse un giorno verrà a farsi un giretto anche in casa.

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