Il fungo

Da una delle finestre della cucina osservavo un grosso merlo che saltellava circospetto intorno a “qualcosa” che la mia miopia non mi permetteva di mettere a fuoco.
Ho inforcato gli occhiali e ho visto che il “qualcosa” altro non era che un grosso fungo.
Un fungo strano e solitario, molto diverso dai soliti “chiodini” che ogni autunno nascono ai piedi dei ceppi tagliati delle nostre povere piante morte. Quest’anno, infatti, sono morte tre piante di mele e una di pesche. Ma i funghi li abbiamo raccolti sui resti del vecchio noce, dei poveri melograni morti anni fa e vicino a qualche vite defunta.

Questo fungo invece era poco lontano dall’ulivo giovane, forte e vigoroso che mio fratello mi ha portato, diversi anni fa, dalle colline del Garda.
Sono uscita e sono andata a raccogliere il fungo, bello e profumato, per la verità.

amanitopsis

Amanitopsis
mie foto

Ho riconosciuto subito il genere Amanita.
Ricordo quando, ragazzina, raccoglievo in montagna le amanite cesaree, favolose in insalata, ammiravo le amanite muscarie, mi tenevo alla larga dall’amanita phalloide, ma questo tipo di amanita era la prima volta che lo vedevo.
Una piccola ricerca, prima sui vari manuali dei funghi che possiedo, poi in internet, mi ha confermato il genere Amanitopsis, che sia una vaginata, una magnivolvata o una pachyvolvata questo non so dirlo, so che non la mangerò, anche se qualcuno afferma che, essendo un’amanita senza anello, è velenosa da cruda ma si può mangiare previa adeguata cottura.

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11 pensieri su “Il fungo

  1. Un bel fungo non c’è che dire ma hai fatto bene a privartene se non c’è assoluta certezza della sua bontà.
    Mi spiace per la perdita dei meli e del pesco. La perdita del pesco l’ho provata anch’io, erano cresciute delle brutte bolle sulle foglie che avevano preso anche ad accartocciarsi ed alla fine ho dovuto eliminarlo nonostante tutte le cure profuse. Ci sono rimasta molto male perchè mi affeziono alle piante, agli alberi e a tutto ciò che è vivente.
    Un caro abbraccio dolce Neda ♥

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    • Sia il pesco che i meli erano piante giovani. Quasi improvvisamente, nonostante avessero avuti sia i fiori che i frutti, invece di maturarli si sono seccate, in brevissimo tempo. Non siamo riusciti a capire se si è trattato di un parassita o di una malattia. ora abbiamo ancora quattro meli uguali a quelli morti, più un paio di piante più vecchie e tre piante di pesche, due bianche una di nostrane, sembrano tutte in buona salute.
      Ricambio di cuore l’abbraccio, buon pomeriggio.

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  2. Molto previdente, @Nedi … mooooolto !
    Getta alle ortiche quel fungaccio schifoso, e dedicati esclusivamente ai porcini o agli ovuli appena colti con le tue stesse manine ! 😀

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    • No, purtroppo il baco è defunto. Passato il tempo che di solito impiega la pupa a trasformarsi in farfalla, 15 giorni circa, ho aperto la crisalide trovando il bruco decomposto. Sapevo che sarebbe stato difficile completare il processo di metamorfosi così fuori stagione. L’anno venturo cercherò di allevare un bruco in primavera, come facevo quando mia figlia era piccola, così potrò fotografare tutto il processo poi ne farò un articolo per il blog.
      Ciao Guido, un abbraccio.

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