Il Chiacchierino – Tatting – Frivolité – OkkiArbeit

Avevo sedici anni, uscita da poco dall’orfanotrofio, quando scoprii il chiacchierino.

Mia madre faceva la sarta, all’epoca. Una sua cliente venne un giorno a casa nostra per farsi cucire un vestito e io notai che indossava una camicetta con un colletto fatto di un pizzo diverso da quelli che avevo visto fino ad allora. La signora mi raccontò di averlo fatto lei e le chiesi di insegnarmi a fare questo tipo di lavoro, in cambio le avrei insegnato a lavorare all’uncinetto.

E’ da allora che mi rilasso facendo il chiacchierino, con filo ben ritorto, sottilissimo, oppure di titolo più grosso, dipende da ciò che voglio ottenere: bordure per fazzoletti, tovaglioli o tovaglie, inserti per tende, centrini, colletti, o altro. Per un lungo periodo della mia vita, obbligata ad una clausura durata alcuni anni, quando assistevo i miei genitori, il chiacchierino è stato il mio sfogo e rilassamento a fine giornata. Ho fatto orecchini, collane, decorazioni natalizie, braccialetti e quant’altro, decorati anche con perline, da regalare ad amiche e parenti lontane, inviandoli per posta.

Per lavorare questo pizzo si usano navetta, filo e dita abili ed attente, perché se si sbaglia è molto difficile disfare il lavoro, spesso si deve tagliare e gettare la parte dove il nodo non scorre più.

Non sto a descrivere come si lavora: in Internet ci sono siti e tutorial che sanno spiegare meglio di me con lavori ben fatti, meglio dei miei, dai quali si possono ricavare anche i modelli, i pattern.

Questo è l’ultimo lavoro che ho fatto, destinato ad un’amica lontana, per il suo compleanno.

Il mio ultimo pizzo a chiacchierino

mie foto

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20 pensieri su “Il Chiacchierino – Tatting – Frivolité – OkkiArbeit

  1. E’ bellissimo Neda, sei davvero molto brava, quando mio marito era all’ospedale ho conosciuto una signora che faceva gli orecchini, e’ troppo bello e ci vuole una grande manualita’, complimenti, tanti baci cara, buona settimana di bel sole, ❤

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  2. Non ne capisco nulla sinceramente, ma sembra carino e ben fatto! Quella che hai penso sia un’arte che sta andando via via smarrendosi e che si dovrebbe tramandare.. purtroppo le nuove generazioni sono poco attratte da queste arti manuali!

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  3. Un vero capolavoro. Richiede grande abilità nell’intrecciare il filo in quel modo. Bravissima.
    Peccato che certi lavori manuali, artigianali vadano scomparendo perchè fanno parte della nostra cultura, delle nostre tradizioni!
    Un abbraccio cara Neda ♥

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    • Grazie mille. Conosco ragazze giovani che hanno incominciato a praticare questo lavoro, anche perché sta tornando di moda, soprattutto nella versione di piccoli gioielli da indossare.
      Ricambio di cuore l’abbraccio.
      Buona serata.

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    • Non è difficile: si tratta di un nodo simile a quello che si fa per fare le asole o per il ricamo a intaglio, però si fa su un filo teso tra le dita della mano sinistra, facendo passare la navetta, con l’altra mano, sopra e sotto il filo teso. Il lavoro consta di archetti e di cerchi con i quali si compongono le varie figure. Una volta capito il meccanismo ci si rende conto che è tutto più semplice e facile rispetto ad altri lavori, anche se è abbastanza pigro da fare.
      Ciao, buon pomeriggio.

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