Quotidianità (1992)

La suonatrice di vella

La suonatrice di vella
dipinto a olio su tavola
(di Neda)

Perdo
minuti
ed ore
e giorni
e mesi ed anni interi
nella quotidianità di gesti consueti
ai miei doveri di donna
e moglie
e madre.

Il tempo sfugge
alle mie dita
come acqua
e sabbia
e vento
ed io rimango lì
in attesa
del momento in cui
donna non sarò più,
ma solo mente.

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28 pensieri su “Quotidianità (1992)

    • L’ho scritta tredici anni fa, in un momento in cui sentivo la necessità di solitudine e di poter pensare un momento a me stessa: mi stavo occupando dei miei genitori e della mia famiglia, oltre che di attività extra familiari e volevo fermare il tempo che scorreva troppo veloce, impedendomi quasi di riflettere su ciò che mi accadeva intorno.

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      • Ho vissuto anche io un periodo tristemente impegnativo agli inizi del duemila. Genitori, lutti, badanti, figli piccoli. L’ho rimosso, ma non senza sensi di colpa. Adesso vorrei aver fatto tutto diverso. A volte sogno che i miei genitori ci sono ancora e io sono una brava figlia, ma in realtà non posso cambiare il passato.

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  1. Bellissima Neda e ti capisco, io mi occupo di troppo cose, sono la confidente di tutti a casa mia, mancando mia mamma, 11 anni fa, adesso faccio quello che faceva lei, ascolto tutti, ho una casa grande da gestire, una figlia, un cane, un marito, a volte scapperei, 😀 baci tesoro, sei fantastica, buon venerdi’ e buon weekend, ❤

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  2. Bellissima Neda,
    io a volte mi sento schiacciata, mi sembra che tutte le persone vogliano aiuto morale da me, ma che quando sto male io spesso non ci sia nessuno.
    Magari mi sbaglio.
    Ti mando un grande abbraccio e ti ringrazio del tuo bellissimo pensiero e ti faccio i miei più sinceri auguri di buon anno!

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    • Li ricambio di cuore anche a te, con affetto.
      Credo che la solitudine si senta più in città che nei piccoli paesi come il mio, proprio perché c’è tanta gente intorno a te, ma ci si conosce poco, è una mia impressione.
      Gli amici veri li riconosci proprio nei momenti brutti e quando hai bisogno loro ci sono sempre, i veri amici.
      Personalmente sono una solitaria che non ha bisogno di molti contatti, ma di amici veri ne ho molti e ne ho avuto la prova proprio quando avevo problemi.
      Ti abbraccio forte.

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  3. Penso che per te, @Neda mia cara, il tempo non passò mai invano, nè per me … giacchè
    Mi feci Cabballier, sia pure errante,
    vessato dall’ orror d’ un mondo ingiusto,
    crudel, materialista e poco amante
    d’ altrue la vita e della vita il gusto !

    Ogni qual volta io volgea lo sguardo
    sulle miserie dell’ umana gente,
    mi trafiggea il còr acuto un dardo
    e pene tante partorìa la mente !

    Mi dissi allor : “Che vale in tale modo
    passar la vita ad ignorare il pianto ???
    Del fato sopportar l’ amaro chiodo,
    senza reagìr … per riafferràr l’ incanto” ???

    Così, come se il sogno fosse vero
    e la realtà a quel sogno desse il volto,
    presi le armi e cavalcai un destriero
    capace di volàr appena sciolto .

    E me ne andai errando oltre il dolore,
    oltre le nubi nere e il buio nulla,
    la dove gli astri in ciel hanno la culla
    e ancor l’ amor possiede il suo valore !

    Romantico ?!? Sia pùr ! E armato e forte
    per affrontare il drago più rapace ….
    E mi gridai : “E’ questa la tua sorte,
    onde a qualcun donare un po’ di pace” !

    Non sempre ci riesco … e questo è vero,
    nè sempre so schiacciàr la mia impotenza,
    ma amico so, per tutti, esser sincero
    e delle cose cerco ancor l’ essenza ! 🙂

    Postescritto : delicatissimo dipinto … versi idem !

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    • Grazie Cavaliere.
      Stupendo il tuo scritto e profondo, oltre che vera poesia.
      Il dipinto, destinato e regalato a mio fratello e a mia cognata (compiono gli anni a distanza di 5 giorni una dall’altro), ha sul retro della tavola “il lapislazzulo fiorito” del mio post precedente. Si tratta di un “quadro da tavolo” poggiato su un supporto che permette di vedere entrambe le facce dell’opera.

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  4. Son certo, @Nedina, che il bell’ Angelo colto di profilo rassomigli alla @Neda che eri allora come una goccia rassomiglia ad un’ altra … o, se anche Tu sapevi suonare allora la mandola, eri proprio Tu ! 🙂

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    • Magari avessi avuto quell’aspetto dolce e delicato…no, selvaggia ero e un po’ maschiaccio. Non la mandola né la vella io suonavo, ma il flauto dolce e l’ocarina.

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