Gli inviti – dal mio vecchio libro di cucina

In un post precedente
https://undentedileone.wordpress.com/2015/05/21/libro-di-cucina/
ho già accennato al mio vecchio libro di cucina edito nel 1900.

Ho ricopiato un capitoletto riguardante gli inviti:

Gli inviti a pranzo, a cena, a colazione, pel the, ecc., si fanno a viva voce tra gli amici intimi; ma con le persona di riguardo e con quelle con le quali non abbiamo molta dimestichezza, si fanno con lettera scritta, o stampata.

La lettera d’invito dev’essere scritta con molto garbo, onde l’invito riesca gradito. Perciò, non sarà male che, seguendo i principi suggeriti dal cerimoniale, si faccia comprendere come l’accettazione dell’invito sarà un vero favore per lo invitante il quale se ne professerà riconoscente.

Però, alla lettera d’invito a mano, la moda vuole che si preferiscano gli inviti stampati su cartoncini bianchi e semplicissimi, oppure arricchiti con fregi, stemmi, disegni, ecc. Meglio poi se, a imitazione dell’antico, rappresenteranno un gioiello per il gusto del disegno e per la finezza dell’incisione.

E per invogliare appunto a far bene quando lo si può, ho riportato qui alcuni modelli di questi inviti all’antica, che dovevano solleticare l’amor proprio degli invitati e renderli impazienti nell’attesa.

libro cucina - invito

                             Biglietto d’invito del Duca Litta – Milano 1841
                                                            (mie foto)

Invito a pranzo

                                         Biglietto d’invito 1830 circa
                                                         (mie foto)

Per un pranzo di gala, l’invito deve giungere nelle mani del convitato un mese o almeno una settimana prima del convito, secondo la maggiore o la minore solennità che al pranzo vogliono attribuire coloro che invitano; ma per gli inviti a pranzi intimi, non vi è prescrizione di tempo, essendo buoni tutti i momenti per pregare un amico carissimo di assidersi alla nostra tavola.

L’invito fatto con un biglietto, è scritto in nome del marito e della sua consorte e sotto ai nomi si aggiunge a mano o a stampa:

“pregano il signore e la signora………di concedere loro il piacere di vedere accettato l’invito che fanno per …….. alle ore ……”

 

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15 pensieri su “Gli inviti – dal mio vecchio libro di cucina

    • Per fortuna noi non siamo più obbligati a queste forme di “galateo”, ma un biglietto carino e ben scritto penso possa far piacere a chiunque. Tra intimi basta un colpo di telefono, più semplice, sbrigativo e immediato, anche per la risposta.
      In quello del Duca Litta, in fondo al biglietto le lettere R.S.V.P. chiedevano proprio una risposta (Repondez, s’il Vous plait).
      Buon pomeriggio.

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  1. Neda che belli gli inviti e il libro e’ prezioso, sai che io ne ho parecchi, posso citarti quello di Ada Boni, il Talismano della Felicita’, me li procura mio fratello che lavorando nell’Antiquariato li trova facilmente! Usi e modi di cucinare diversi, nel tempo, hai ragione, ho letto l’altro tuo post, grazie per averli condivisi con noi, un abbraccio cara, buona serata, ❤

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    • Mi sono sempre interessata di cucina e ho veramente scatoloni di ricette: pagine strappate da giornali in varie lingue. Di libri, partendo da “La cucina dell’antica Roma” di Apicio, al Belloni, all’Artusi, l’Enciclopedia della cucina del Mediterraneo (Spagna-Francia-Italia-Balcani-Grecia-Turchia-Nord Africa e Israele), la cucina tradizionale tedesca, quella francese e quella svizzera (queste tre in lingua originale), le ricette delle varie regioni italiane e le ricerche sulla cucina medioevale mantovana, ligure e siciliana….poi i vari libri sulla cucina attuale: vegana – vegetariana – microonde – nouvelle cuisine – orientale (Giappone – Cina – Thailandia) e alla via così. So che morirò prima di aver provato a fare tutti i piatti che mi hanno incuriosito e, alla fine, quelli che apprezzo di più sono sempre i più semplici, magari risalenti alla mia infanzia, perché è proprio con i primi piatti che assaggiamo da piccoli che il gusto si affina.
      Ciao, Buon pomeriggio.

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      • Quanti libri Neda, riuscire a cucinare tutti i piatti e’ impossibile, e’ bello leggerli e provare qualche ricetta, libri orientali non ne ho, devo provvedere, 🙂 I piatti semplici sono senz’altro quelli meglio riusciti e quelli della nonna sono una garanzia, hai ragione, ti abbraccio cara, buona giornata anche a te, ❤

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  2. E’ un articolo davvero molto interessante, ero come in trance durante la lettura, sono stato catapultato in un altro periodo storico a me lontano, ignoto!
    Se penso a come sono cambiati gli usi e i costumi in 100 anni di tempo mi viene davvero da sorridere! La vita di oggi, nel 900, sarebbe stata pura fantascienza!

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    • Se pensi ai progressi tecnologici che hanno cambiato la nostra vita negli ultimi cinquant’anni….io, a scuola, studiavo dattilografia con una Everest mod. 90, tanto per intenderci quella specie di macchina da scrivere alta con i tasti rotondi e le dita che finivano per incastrarsi tra un tasto e l’altro, la calcolatrice era enorme e a manovella e per stampare copie si usava il ciclostile. Alla fine degli anni ottanta comunicavo con la telescrivente. Ma poi, se ci pensi, dal momento in cui l’essere umano ha preso un sasso (chopper – un milione di anni fa) e ha schiacciato qualcosa, a quando ne ha ricavato una punta tagliente (selce/amigdale – 800.000 anni fa) erano trascorsi 200.000 anni, ti rendi veramente conto che ogni scoperta apre la strada ad altre e la diffusione delle idee, a partire dalla creazione delle prime scritture (codice di Hammurabi 1700 anni a.C.) alla stampa, al computer, ne hanno accelerato il processo in modo esponenziale, soprattutto a partire dall’ultima guerra mondiale. C’è solo da sperare che non si diventi preda di farabutti e pazzoidi che, per desiderio e arroganza di potere, ci costringano a tornare ai tempi bui della negazione della scienza e della ricerca della felicità data dalla libertà di pensiero.

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