Quando si parla di eroi…..

Faccio qui riferimento ad un articolo che non riesco a ribloggare, a causa di una mia incapacità tecnica.

Questo è il link:

http://cupetinte.blogspot.it/2015/09/luomo-bianco-in-quella-foto-la-storia.html

che vi invito ad andare a vedere, perché è veramente una bella storia che, penso, sia sconosciuta ai più, ma che conferma la mia teoria che i veri eroi, spesso lo sono per piccoli gesti, quasi inosservati nella loro semplicità e che possono essere di esempio a tutti noi.

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4 pensieri su “Quando si parla di eroi…..

  1. Ti ringrazio per questo post e per il suo spirito che condivido in pieno. Neanche io a suo tempo avevo preso in considerazione la figura dell’atleta australiano e neppure sapevo delle ingiuste rappresaglie nei suoi confronti che il governo australiano aveva adottato. E’ vero: la Storia viene fatta più dai piccoli eroismi, senza per questo voler denigrare i grandi eroi. Comunque, infelice quel paese (o quell’epoca, insomma l’umanità) che ha bisogno di eroi.

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    • Bentornato Guido!
      Hai proprio ragione: è davvero un peccato aver bisogno di eroi ed è assurdo quando, in alcune epoche storiche, si sono “costruiti” eroi, loro malgrado!!!

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    • Voglio puntualizzare la mia definizione di “eroi costruiti” raccontandoti un fatto vero riportato dal giornale “Il popolo di Brescia” il 7 febbraio 1936, anno XIV dell’era fascista.
      Titolo e articolo su due lunghe colonne: “Volontario ad ogni costo” – come divenne legionario a 54 anni l’ex alpino……deceduto all’Asmara.

      E si racconta, con parole roboanti e abbondanti dettagli, la storia di questo uomo.
      Io, che conosco quella storia, raccontatami sia dai suoi figli che dalla documentazione, posso assicurare che quel pover’uomo, vedovo con nove figli grandi e piccoli, già veterano della prima guerra mondiale, reduce dalla guerra di Libia, non aveva alcuna intenzione di diventare legionario a quell’età, oltretutto malandato in salute, ma desiderava solo andare in terra d’Africa, pensando che la guerra in Eritrea fosse ormai finita, come colono per poter cibare la propria numerosa prole.
      Venne arruolato, come del resto era già successo ad altri “volontari”, e morì dopo poche settimane in Africa.
      Uno dei suoi figli, che all’epoca era di leva, chiese la possibilità di andare “oltremare” per vedere la tomba del padre.
      Accettarono la sua domanda e lo mandarono “oltremare”, come no?: finì “volontario” alla guerra di Spagna, dove fu ferito e ricevette una medaglia al valore.
      Ci sono regimi che hanno bisogno di eroi e ci sono “eroi” loro malgrado.

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  2. In effetti mi sono sempre poco soffermata su Peter Norman
    Mentre lo sguardo si faceva catturare dai gesti dei due atleti di colore. Asesso, conoscendo la storia di Peter, il minimo che io poassa fare è Esaltarlo con lo sguardo e ammirazione
    Grazie, Neda per la condivisione
    Un abbraccio
    Mistral

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