La piccola tortora

La piccola tortora

mia foto

Due piccole tortore hanno lasciato il nido che era sul grande abete vicino al recinto del cane.
Questa nella foto è la più piccola.
Dalla finestra, le ho osservate a lungo, ieri sera. Uno dei genitori era sul cancellino del vialetto e chiamava i suoi cuccioli con il classico suono gutturale. L’altro genitore era in alto, sui fili della luce, vigile, attento.
Questa piccolina si è avvicinata al cancello che dà sulla strada, tentando di uscire, ma non era ancora in grado di usare le ali. L’altra tortorella un po’ più grande le è venuta in aiuto. Si è posata su una delle barre orizzontali in basso e osservava la sorellina (o fratellino). Poi la madre è scesa in terra all’esterno del cancello e incoraggiava la figlioletta. Sono andate avanti così per molto tempo: la madre in terra, alternativamente da una parte, poi dall’altra del cancello e lo stesso faceva la sorella più grande. La piccolina passeggiava avanti e indietro, provava a passare sotto al cancello, ma non c’era abbastanza spazio e non riusciva nemmeno a salire sulla prima barra orizzontale per andare dall’altra parte.
Quando si è stancata, è venuta a rifugiarsi qui, sul primo gradino, per nulla impaurita da me che ho voluto fotografarla.
Più tardi, quando ormai la notte stava scendendo, l’ho ritrovata sotto la scala, nascosta dal grande cespuglio delle ortensie bianche.
Stamane, le due tortorelle erano in giardino, una nell’erba, l’altra posata su un tubo del pozzo artesiano per l’irrigazione.
I loro genitori sono sugli alberi accanto e le chiamano, ho visto quando sono scesi a terra per nutrirle: sembra che abbiano capito che non faremo loro del male e non si allontanano.
Spero solo che al grosso gatto del mio vicino non venga in mente di fare un giretto qua e che neanche tornino qui le due cornacchie.

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7 pensieri su “La piccola tortora

  1. Che bella esperienza! 😉
    Spero proprio che nè il gatto del vicino e nè le cornacchie si avvicinino in questo momento alla tua proprietà, incrocio le dita 😉
    Buon inizio di settimana, un abbraccio ♥
    Affy

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    • Ieri ho fatto fuggire due gatti.
      Stamane mi sembra che la tortora più grande sia già sui fili della luce.
      La più piccola deve essere ancora nascosta, comunque non c’erano piume sparse in giardino.
      Buona giornata anche a te.
      Neda

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      • Ho sentito le grida disperate della tortorella che stava sui fili della luce proprio di fronte a questa finestra. E’ stata ghermita dalla cornacchia in volo. Sono corsa fuori e ho visto che la cornacchia si recava al proprio nido sopra uno dei grandi abeti della mia vicina di casa. Le altre tortore si stanno lanciando richiami. La cornacchia sta “conversando” con i suoi cuccioli, probabilmente li sta nutrendo. Non c’è cattiveria nella natura, solo necessità e istinti primordiali di sopravvivenza.
        Gli animali giovani e inesperti, oppure i vecchi acciaccati e ammalati, sono sempre preda di altri animali che non li uccidono per il semplice gusto di farlo (ciò è, purtroppo, prerogativa dell’essere umano), ma solo per la necessità di nutrirsi e di nutrire la propria prole.
        Sento ancora il richiamo delle altre tortore e, da lontano, il gracchiare delle cornacchie.
        Mi sale dentro una grande tristezza, penso al dolore di quelle popolazioni che sono preda di ben altri assassini, i quali uccidono in nome di una ragione, di una ideologia, di un qualcosa che non è sicuramente un bisogno di sopravvivenza naturale e che, forse, provano anche quel terribile piacere che può dare, agli psicopatici, l’odore del sangue.

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      • Che tristezza si prova di fronte all’impotenza anche quando è la Natura a dettare il suo naturale corso.
        E’ vero quello che affermi sullo spirito di sopravvivenza che anima il mondo animale, mi piacerebbe pensare ad un mondo dove regni una perfetta armonia.
        In questi giorni sono annichilita per l’orrore messo in atto da esseri umani, tutto mi sembra assurdo, fuori da ogni logica e controllo. Così assurdo che vorrei tanto fosse stato un orribile incubo dal quale presto svegliarmi … ma non è così purtroppo!

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      • Purtroppo la storia si ripete in continuazione: la fine di una civiltà e l’avvento di altre, e sembra che ogni volta sia sempre peggio. Non c’è filosofia, tecnologia, scienza, che possano impedire le devastazioni delle barbarie provocate dall’essere umano. Si può tornare al paleolitico e decifrare, epoca dopo epoca, l’evoluzione di questo essere distruttore, ogni civiltà ha devastato e si è nutrita della precedente. Quando una civiltà è arrivata al culmine, diventa “molle” ed è preda di altre civiltà più forti, più barbare, che poi si evolvono comunque. I Greci chiamavano “barbari” i Romani che sono stati distrutti da altri “barbari”. Così fu per gli Egizi, gli Assiro-Babilonesi, gli Inca, i Cinesi, gli Indiani e così via. Il mondo occidentale ha raggiunto l’apice: inevitabile la caduta, sta a noi cercare di frenarla, per quanto possibile.

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