Il lavoro

Chaplin su ruota dentata

Immagine presa dal Web

“Il lavoro, come tale, costituisce la migliore polizia: tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio di indipendenza.
Esso logora straordinariamente una gran quantità di energia nervosa e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all’amare, all’odiare.”
“Friedrich Nietzsche”

Come dire, in poche parole, che il lavoro, invece di nobilitare l’uomo, lo rende simile alla bestia? 

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12 pensieri su “Il lavoro

    • Pensa che io ne lavoravo 17 di ore al giorno, per otto mesi di fila e senza mai un giorno libero. Eravamo gli “stagionali” del mondo del turismo. Venivamo assunti ad inizio stagione e licenziati a fine stagione, paga omnicomprensiva. Non avrò mai la pensione.
      Come vedi i “precari” ci sono ora e ci sono sempre stati.
      Era l’unico lavoro trovato dopo la scuola e a 500 chilometri da casa, ma era un lavoro che mi piaceva, che mi ha insegnato molto osservando ed ascoltando le persone che venivano in ferie in albergo, conversando con loro che venivano da nazioni e mondi diversi dal mio. Certo, d’inverno tornavo a casa e per quattro mesi non ero pagata, nemmeno la “disoccupazione” ci davano a quel tempo.
      Quando mi sono sposata, non ho più potuto fare quel tipo di lavoro e non rimpiango di aver scelto di fare la casalinga, imparando a costruire con le mie mani buona parte delle cose di cui avevo bisogno.

      Secondo me, diventa un automa colui che ha solo un’idea fissa: il lavoro basato solo sulla carriera e sui soldi. Chi fa un lavoro nel quale ci mette la voglia di imparare e di crescere, formando anche la propria personalità e senza arrampicarsi sugli specchi, o sgomitare, per raggiungere obiettivi che magari non sono alla propria portata, rimane sempre un essere umano, lavora meglio ed è tutta salute.
      Almeno questa è stata la mia esperienza.
      Buon pomeriggio.

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      • Pero’ se lavori 16 ore al giorno la famiglia non puoi averla o fartela.. a meno che il tuo compagno/a lavori con te al tuo fianco… ma sarebbe un vedersi al lavoro comunque.
        Questo il mio pensiero

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      • Hai perfettamente ragione, infatti, nei quindici anni in cui ho mantenuto quel ritmo di lavoro, non ho mai avuto una vita “privata”.
        E, mi sembra proprio, che oggi sia ancora peggio, visto quanto sono lievitati i costi della vita negli ultimi trent’anni. Si fa presto a dire che i giovani non hanno voglia, o capacità, di farsi una famiglia. E’ che i giovani, oggi, hanno un carico da sopportare che è quasi insostenibile e fanno veramente fatica a programmare il futuro.
        Inoltre, il clima internazionale odierno, è pure abbastanza (per non dire molto) angosciante e rende il tutto ancora più difficile.
        Mi chiedo spesso se “l’età d’oro” della mia giovinezza, il periodo del dopoguerra che ha portato alla rinascita dell’Europa, pieno di entusiasmi, di fermenti, di speranze, ritornerà ancora e mi auguro che non sia dopo una ulteriore guerra.
        Scusami, non volevo rattristarti.
        Ti auguro con tutto il cuore di avere quella felicità che meriti.
        Un abbraccio
        Neda

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